Il video dello sciacallo: un falso grossolano

Questo video supporta da stamattina una campagna virale sullo sciacallo napoletano  a partire da questa notizia di stampa:

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Pubblicato in giornalismo

Terremoto, qualche dato demografico per ragionare di ricostruzione

terremoto
Il sindaco di Arquata ha messo subito i piedi nel piatto: la gente vuole ricostruire dove erano le case distrutte. Una questione mica da poco, che già fu sollevata 35 anni fa in occasione del sisma campano-lucano. Allora fu il professore Rossi Doria a segnalare l’opportunità di riallocare a valle centri che si andavano spegnendo per spopolamento. Oggi la povertà demografica è considerato un fattore talmente negativo da mettere a rischio le stesse sorti della Basilicata, minacciata di smembramento. I dati dei tre comuni distrutti dal terremoto sono del tutto omogenei: popolazione in calo da cento anni, piccoli centri abitati con un massiccio insediamento rurale in un territorio molto vasto (tanto che Accumoli e Arquata del Tronto condividono il record con un comune dell’estremo occidente piacentino di confinare con tre regioni), una notevole capacità di attrazione turistica, in particolare Amatrice, luogo di culto enogastronomico. Ma vediamoli nel dettaglio: Leggi altro ›

Pubblicato in conflitto sociale

Diario del terrore. Indonesia. Fallisce strage Isis in chiesa

curdi1 agosto Camion bomba contro compound a Kabul: 3 morti.
3 agosto: Autobomba islamista uccide 28 soldati a Bengasi.
4 agosto: decapitata nel Sinai la rete locale di Daesh. Ucciso il leader e 40 miliziani.
5 agosto. Sparatoria al mercato in Assam: 14 civili morti
8 agosto. Strage in un ospedale in Pakistan: 93 morti.
E’ ufficiale. Drone ha ucciso capo Isis in Pakistan e Afghanistan e altri 30 comandanti
11 agosto: ucciso in Canada un sostenitore dell’Isis.
12 agosto. Campagna di bombe contro il turismo thailandese: 11 attentati in 5 località, 4 morti.
14-15 agosto. Sì inasprisce il conflitto yemenita. Bombardati una scuola coranica estiva  e un ospedale di Medici senza frontiere.
16 agosto: ribelli curdi attaccano centrale di polizia con autobomba, 6 morti tra cui un bimbo. Scontri in Kashmir: 4 morti, 16 feriti
18 agosto: Raffica di attentati nel Sud Est della Turchia, l’offensiva curda fa 12 morti e circa 300 feriti.
20 agosto. Strage Isis a un ricevimento nuziale in Turchia: 54 morti, quasi cento feriti
21 agosto: sventata in Iraq altra strage di Kamikaze bambino. Un altro fratello si fa esplodere in una moschea sciita: 2 feriti
In Virginia un islamista accoltella due persone invocando Allah
22 agosto: Ucciso in un bombardamento aereo il leader degli islamisti nigeriani
24 agosto: Turista britannica uccisa in Australia da un fanatico islamista.
Assalto all’Universita americana di Kabul: 16 morti 45 feriti
25 agosto Somalia: 10 morti in assalto a ristorante
26 agosto Minatori in lotta uccidono viceministro boliviano
27 agosto Ucciso a Dacca il regista della strage degli italiani

28 agosto Strage evitata per un soffio in Indonesia. Un aspirante kamikaze dell’Isis non è riuscito a farsi esplodere in una chiesa piena di fedeli durante la messa domenicale, riuscendo solo a ferire il parroco. E l’episodio ha subito evocato l’attacco del 26 luglio scorso nella chiesa di Saint-Etienne-du Rouvray, vicino Rouen, in Normandia, quando due assalitori dell’Isis hanno sgozzato padre Jacques Hamel. Il fallito attentato in Indonesia è avvenuto nel St. Joseph Church a Medan, capitale della provincia di Sumatra: in base a una prima ricostruzione della polizia, un giovane di 18 anni non ancora identificato si è alzato all’improvviso e si è messo a correre verso l’altare dove il prete, Albert Pandiangan, 60 anni, stava celebrando la messa. La bomba che aveva nello zaino non è esplosa, ma ha solo preso fuoco. Questo però non lo ha fermato: il 18enne ha tirato fuori un’ascia e ha colpito il parroco ferendolo solo ad una mano prima di essere bloccato da un gruppo di fedeli che lo aveva inseguito mentre si lanciava verso l’altare. Il movente dell’attacco non è ancora chiaro, ma alcune persone hanno visto il presunto kamikaze con in mano alcuni simboli che indicavano il suo sostegno ai jihadisti dello Stato islamico. Gli inquirenti hanno messo sotto torchio il ragazzo che ha rivelato loro di aver organizzato il fallito attacco con altre persone, senza però fornire ulteriori dettagli. Tra l’altro, la polizia ha perquisito la sua abitazione alla ricerca di eventuali altri ordigni, ma al momento non è stato trovato nulla.

Ucciso a Dacca il regista della strage degli italiani  
27 Agosto Il “regista” della strage di Dacca, l’attacco al ristorante Gulshan in cui lo scorso primo luglio morirono 22 persone tra le quali 9 italiani, è rimasto ucciso in una sparatoria con la polizia a Narayanganj. Lo hanno annunciato le autorità bengalesi specificando che lo scontro a fuoco in cui è rimasto ucciso Tamim Ahmed Chowdhury, insieme ad altri due terroristi, è scoppiato dopo che le forze anti-terrorismo hanno fatto irruzione nel covo in cui si nascondeva nella località a circa 20 chilometri ad est di Dacca.

Minatori in lotta uccidono viceministro boliviano
26 agosto 2016 Il vice ministro dell’Interno boliviano, Rodolfo Illanes, è stato picchiato a morte dopo essere estato sequestrato da minatori in sciopero e oltre cento persone sono state arrestate dalle autorità che promettono di punire i responsabili. “In questo momento, tutto indica che il nostro vice ministro Rodolfo Illanes sia stato brutalmente e codardamente assassinato”, ha dichiarato il ministro del Governo, Carlos Romero, in commenti diffusi dai media. Le proteste dei minatori boliviani sono diventate violente questa settimana, dopo che un’autostrada è stata bloccata. Due lavoratori erano stati uccisi da spari esplosi della polizia, mentre 17 poliziotti erano rimasti feriti. La Federazione nazionale delle cooperative minerarie della Bolivia, organizzazione ombrello che raccoglie più di 400 cooperative del settore, un tempo alleata del presidente Evo Morales, ha iniziato lo sciopero indefinito dopo che i negoziati per alcune modifiche legislative sono falliti. I lavoratori chiedono più concessioni minerarie e minori vincoli ambientali, il diritto di lavorare per compagnie private, maggior rappresentanza sindacale. Il ministro Romero ha dichiarato che Illanes era andato a Panduro, circa 160 chilometri da La Paz, per colloqui con i dimostranti, ma era stato intercettato e sequestrato da alcuni minatori. Il governo, ha sottolineato, sta cercando di recuperare il suo cadavere. Il ministro della Difesa, Reymi Ferreira, in televisione ha detto che Illanesa è stato apparentemente “picchiato e torturato a morte”. Il suo assistente, ha aggiunto, è riuscito a fuggire ed è in cura in ospedale a La Paz. “Questo crimine non resterà impunito, le autorità stanno investigando e un centinaio di persone è stato arrestato”, ha detto ancora.

Somalia: 10 morti in assalto a ristorante
25 agosto Ancora sangue e terrore nella capitale somala Mogadiscio, dove i terroristi islamici filo-Al Qaeda di Al  in serata hanno fatto esplodere un’autobomba vicino all’ambasciata della Turchia e poi hanno attaccato con un commando armato un vicino ristorante sul lungomare antistante la spiaggia Lido, barricandosi al suo interno. Almeno 10 persone sono rimaste uccise. Come riferisce la BBC sul suo sito, la polizia ha reso noto che un’autobomba è esplosa giovedì sera fuori dal Benadir Beach Club, nella zona del Lido, e uomini armati hanno poi fatto irruzione nell’edificio. Le forze di sicurezza hanno detto di aver ucciso 2 attentatori e di averne arrestato un terzo, dopo un’operazione di sei ore nella notte. L’attentato è stato rivendicato dai terroristi islamici Shabaab. All’inizio di quest’anno, un attentato degli Shabaab in un ristorante del Lido di Mogadiscio aveva fatto 17 vittime Nei primissimi momenti era sembrato potesse trattarsi di un attacco contro la Turchia. Ma fonti di polizia, citate dall’Associated Press affermano che chi la guidava l’ha fatta esplodere prematuramente perché fermato dalle forze di sicurezza.
Attacchi curdi contro polizia e kemalisti

25 agosto Ancora atti di violenza politica in Turchia. Tre soldati sono rimasti feriti, nella provincia di Atvin, nell’agguato teso all’autocolonna del segretario del Chp, Kemal Kilicdaroglu. La scorta dell’uomo politico ha reagito sparando a sua volta, e mettendo in sicurezza l’uomo politico, che è rimasto illeso.  In un attacco con un’autobomba vicino a un commissariato di polizia almeno nove morti e una sessantina di feriti a Cizre, nella provincia sud-orientale di Sirnak che ospita una vasta popolazione curda. Secondo l’agenzia di stampa Anadolu, responsabili dell’azione sarebbero militanti del Partito dei Lavoratori del Kurdistan. L’attentato è stato compiuto mentre i soldati turchi sono impegnati in Siria contro l’Isil, ma anche contro i combattenti curdo-siriani che lottano contro il sedicente stato islamico e sono sostenuti dagli Stati Uniti, mentre sono considerati terroristi da Ankara. Il ministro dell’Interno Efkan Ala ha attribuito l’attacco antikemalista al movimento armato kurdo Pkk, da qualche mese operativo anche in questa regione, ma ha escluso che l’obiettivo fosse Kilicdaroglu. Il Chp, erede della tradizione kemalista, è il principale partito dell’opposizione al presidente Erdogan; tuttavia, dopo il fallito colpo di stato, si è mobilitato in difesa delle istituzioni e contro i golpisti

ASSALTO ALL’Universita Americana di Kabul
Si è concluso con l’assalto dei corpi speciali l’attacco all’Università americana di Kabul. Il bilancio è di 16 morti, tra cui alcuni studenti e guardie della sicurezza e 45 feriti, anche se la polizia sta ancora cercando all’interno del campus altri autori dell’attacco. Due di questi sono stati uccisi dalle forze speciali. All’interno c’erano decine (forse centinaia) di  studenti e molti docenti (anche stranieri) che sono rimasti intrappolati nel campus.

TURISTA BRITANNICA UCCISA IN AUSTRALIA DA FANATICO ISLAMISTA

Una turista britannica di 21 anni è stata uccisa martedì notte per mano di un francese di 29 anni che, secondo quanto riferito dai testimoni, l’ha colpita a morte con un coltello al grido di “Allahu Akbar” (Dio è grande). L’incidente si è verificato in un ostello della gioventù nella cittadina di Home Hill, nel nord est dell’Australia. L’assalitore, che ha agito davanti a una trentina di persone, ha ferito seriamente anche un altro cittadino britannico di 30 anni. Come riporta la stampa locale, l’uomo, poi arrestato dalla polizia del Queensland, avrebbe ripetuto la frase, solitamente pronunciata negli attacchi jihadisti, anche davanti agli agenti. Le autorità australiane, che hanno definito l’incidente “un atto di violenza insensato”, in questa fase delle indagini non escludono “alcun movente, sia esso di natura criminale o politica”. Gli investigatori nel corso di una conferenza stampa a Brisbane hanno riferito che esamineranno eventuali “disturbi mentali o abuso di droghe” alla base del gesto, così come possibili indicazioni di un gesto motivato dall'”estremismo” o dalla “radicalizzazione”. Un australiano di 47 anni, intervenuto per fermare l’attacco, è rimasto ferito in maniera non grave, mentre un cane che si trovava nell’ostello è stato anch’esso colpito a morte. Ferito anche l’assalitore, ora ricoverato in ospedale e guardato a vista dalla polizia.

VIRGINIA, ACCOLTELLA DUE PERSONE INVOCANDO ALLAH

L’Fbi sta indagando su una possibile matrice terroristica nell’attacco ad un uomo e ad una donna, accoltellati sabato sera in Virginia da un uomo che ha gridato “Allah akbar” (Allah è grande). L’aggressore, Wasil Farooqui, 20 anni, è stato arrestato dopo aver chiesto di essere medicato nello stesso ospedale delle vittime. La polizia ritiene che il bersaglio sia stato scelto casualmente e vuole accertare la natura dell’episodio. L’attacco si è verificato in un complesso di appartamenti della contea di Roanoke, mentre la coppia stava rientrando. Testimoni hanno riferito che l’assalitore ha gridato ‘Allah Akbar’ mentre una fonte legata all’indagine ha rivelato che ha tentato di decapitare una delle due vittime, l’uomo. Quest’ultimo però ha reagito e ha lottato mettendo in fuga l’aggressore, poi identificato come Wasil Farooqui, un cittadino americano residente nella stessa contea. Pochi i dettagli sul suo passato. Stando a Abc News, che cita fonti anonime, le autorità federali lo hanno tenuto sotto controllo ”per qualche tempo”. Inoltre aveva viaggiato in Turchia lo scorso anno e potrebbe aver tentato di entrare in Siria. Per ora è stato accusato con due capi di imputazione per ferimento aggravato doloso ma l’Fbi vuole accertare eventuali legami con l’Isis o altre organizzazioni terroristiche o verificare l’ipotesi di un ”lupo solitario” da loro ispirato

UCCISO IN BOMBARDAMENTO AEREO IL LEADER DI BOKO HARAM

Il leader di Boko Haram, Abubakar Shekau, è stato ucciso in un bombardamento aereo dell’Aeronautica nigeriana. Lo ha riferito l’esercito nigeriano secondo quanto riporta l’agenzia ‘Nan’. Il portavoce dell’esercito, il colonnello Sani Usman, ha inoltre riferito che altri tre comandanti del gruppo islamista sono rimasti uccisi a seguito del bombardamento: si tratta di Abubakar Mubi, Malam Nuhu e Malam Hamman. Usman, in un messaggio all’agenzia ‘Nan’, ha precisato che Shekau non figura tra i terroristi morti e che l’espressione “ferito fatalmente”, riportata in un primo momento, che aveva fatto indicare ad alcuni media l’avvenuta morte del leader islamista, andava interpretata come “ferito gravemente”. Il raid aereo è stato condotto mentre i miliziani islamisti erano impegnati nella preghiera del venerdì nel villaggio di Taye, all’interno della foresta di Sambisa, nel nordest della Nigeria.kamikaze

 

FERMATO NELL’IRAK CURDO AMBINO ASPIRANTE KAMIKAZE. IL FRATELLO SI FA ESPLODERE IN UNA MOSCHEA

Un bambino di circa 12 anni è stato fermato nella tarda serata di domenica 21 agosto a Kirkuk, capitale del Kurdistan iracheno, poco prima che si facesse esplodere. Indossava una maglietta del numero 10 del Barcellona, Lionel Messie, e aveva indosso una cintura esplosiva. I media curdi pubblicano le drammatiche immagini del ragazzino bloccato dagli agenti che disinnescano l’ordigno. Sabato un’altra strage a una festa di matrimonio a Gaziantep, in Turchia.

Strage alle nozze di un militante curdo: kamikaze bambino fa 54 morti

Strage a un ricevimento nuziale in Turchia: 54 morti, di cui 29 giovanissmi, un centinaio di feriti alle nozze di un militante del partito filo curdo. L’attacco a Gaziantep, al confine con la Siria, si ritiene che sia stato compiuto da combattenti dell’Isis. Lo ha detto, in un tweet, Samil Tayyar deputato dell’Akp per il distretto di Gaziantep, citato dalla Cnn Turk. L’esplosione che ha devastato una sala dove era in corso un ricevimento di matrimonio  è stata causata da un attentatore suicida che ha usato un gilet esplosivo: un bambino di 12-14 anni, accompagnato sul luogo da due adulti che si sono poi dileguati. Decine di ambulanze e soccorritori sono giunti sul posto.

OFFENSIVA CURDA IN TURCHIA: 12 morti, 295 feriti

18 AGOSTO, TURCHIA – Prima l’attacco a Van, poi quello a Elazig e poi ancora quelli nelle province di Btilis e di Hakkari. Nelle ultime 24 ore sono stati almeno quattro gli attacchi in Turchia che hanno colpito le forze di sicurezza nelle zone orientali del Paese con un bilancio complessivo di almeno 12 morti, tra i quali alcuni civili, e 295 feriti. La notte scorsa un’autobomba è esplosa a Van, nell’est della Turchia, vicino a un commissariato di polizia nel quartiere centrale di Ipekyolu. Tre persone, compresi un bambino e un poliziotto, sono morte a causa dell’esplosione e più di 70 sono rimaste ferite. Le autorità hanno attribuito la responsabilità dell’attacco al Pkk, e annunciato l’arresto di un sospetto “terrorista”. Stamani un’altra autobomba è esplosa vicino a una caserma della polizia a Elazig. L’ultimo bilancio – diffuso dal premier Binali Yildirim che si è recato sul luogo dell’attentato – parla di almeno tre poliziotti morti e 217 persone ferite, compresi 85 agenti. Per il ministro turco della Difesa, Fikri Isik, “questo attacco dimostra che il Pkk è uno strumento delle potenze globali”. Nella provincia di Bitlis è finito nel mirino un convoglio militare, colpito dall’esplosione di un ordigno nel distretto di Hizan. Cinque soldati e un paramilitare delle ‘guardie di villaggio’ sono morti, mentre altri sei militari sono rimasti feriti a causa dell’esplosione e di scontri con sospetti ribelli del Pkk scoppiati dopo l’attacco. Le ‘guardie di villaggio’ sono unità composte perlopiù da curdi che collaborano con i militari per il controllo del territorio nel sudest del Paese a maggioranza curda. Nella provincia di Hakkari  due poliziotti sono rimasti feriti in un attacco armato – attribuito dalle autorità al Pkk – contro una caserma nel distretto di Semdinli. Secondo i media filogovernativi turchi da quando nel luglio dello scorso anno il Pkk ha annunciato la fine della tregua oltre 600 uomini delle forze di sicurezza sono morti in attacchi dei ribelli e più di 7.000 “terroristi” del Pkk sono stati uccisi. Per il presidente turco Recep Tayyip Erdogan dietro gli ultimi attacchi c’è l’organizzazione dell’imam Fetullah Gulen, il suo rivale politico numero uno accusato di essere la mente del tentato golpe del 15 luglio in Turchia. ”Non c’è alcuna differenza” tra Gulen, il Pkk e il sedicente Stato Islamico (Is), ha detto Erdogan incontrando una delegazione di ong islamiche al Palazzo presidenziale di Ankara. Per Erdogan Gulen è ”dietro” gli ultimi attacchi in Turchia in termini di ”scambio di intelligence” e ”sostegno”.

KASHMIR CONTINUANO GLI SCONTRI DI PIAZZA: 4 morti, 16 feriti

16 agosto KASHMIR – Nuovi incidenti fra manifestanti e polizia indiana sono avvenuti ieri e oggi nello Stato indiano di Jammu & Kashmir con un bilancio di almeno quattro morti e 16 feriti. Lo riferisce il quotidiano Greater Kashmir Nella sua pagina online il giornale precisa che gli ultimi incidenti, cominciati nel giorno del 70/o anniversario dell’Indipendenza indiana e proseguiti oggi, sono avvenuti nell’area di Beerwah del distretto di Budgam. Sempre oggi un folto gruppo di manifestanti è stato affrontato dalla polizia a Larkipoora Doru, nel Kashmir meridionale, con un bilancio di 12 feriti, di cui quattro con proiettili sparati dagli agenti. Nei 38 giorni di proteste seguiti all’uccisione di Burham Wani, giovane comandante del Hizbul Mujaheddin, sono morte 63 persone, fra cui due agenti di polizia, nonostante il coprifuoco imposto in gran parte dei distretti del Kashmir.

CURDI ATTACCANO CENTRALE DI POLIZIA TURCA. 6 MORTI

16 agosto Ribelli curdi hanno attaccato una stazione di polizia vicino alla città di Diyarbakir provocando una forte esplosione a provocare oggi la forte esplosione. Lo riporta l’agenzia di stampa statale turca Anadolu. Oltre a diverse decine di feriti, tra le vittime dell’autobomba ci sarebbero almeno 6 persone, tra cui 4 agenti di polizia, un civile e un bambino. La settimana scorsa una raffica di attacchi di ribelli curdi contro la polizia e l’esercito nella stessa regione aveva provocato almeno 12 vittime.

YEMEN, 237 MORTI IN 4 MESI, BOMBARDATI OSPEDALE MSF E SCUOLA CORANICA

15 agosto Un ospedale di Medici senza frontiere è stato colpito in un bombardamento nello Yemen del nord e, secondo fonti locali, potrebbero esserci diversi morti e feriti tra il personale e i pazienti. Le testimonianze sul numero delle vittime sono ancora contraddittorie: alcuni testimoni parlano di sette morti e 15 feriti, altre di 20 morti e 15 feriti. La struttura si trova ad Abs nella provincia di Hashah, circa 130 chilometri a nordovest della capitale yemenita Sanaa e a 65 chilometri dalla frontiera con l’Arabia Saudita. Secondo l’agenzia di stampa Efe le vittime sono sei pazienti e un ingegnere che lavorava per Msf che opera nella zona dal 2015. Un testimone, Mustafa Mohamed, ha raccontato che due terzi dell’ospedale sono stati distrutti e che i feriti vengono attualmente curati nell’unica parte della struttura rimasta in piedi. Secondo l’agenzia di stampa Xinhua le vittime sono invece almeno 20 e 15 i feriti. Il raid è avvenuto alle 15,45.

14 agosto Sono più di 200 i morti e 500 i feriti nel conflitto scatenato nello Yemen  negli ultimi quattro mesi. Lo rende noto l’alto commissariato dell’Onu per i rifugiati precisando che il bilancio si è aggravato a luglio e agosto. Le ultime vittime i bambini di una scuola coranica estiva. Almeno 10 bambini sono stati uccisi e 28 feriti oggi nel nord dello Yemen, secondo quanto reso noto da Medici senza Frontiere, nel bombardamento di una scuola per il quale i ribelli sciiti Houthi hanno accusato la coalizione araba a guida saudita. I bambini, tutti compresi tra gli 8 e i 15 anni, si trovavano in una scuola di studi islamici che frequentavano durante le vacanze a Saada, in territorio controllato dagli Houthi

CAMPAGNA CONTRO IL TURISMO IN THAILANDIA: 11 ATTENTATI, 4 MORTI

12 agosto THAILANDIA Bombe in serie contro il turismo in Thailandia. Il bilancio finale è di 4 morti, decine di feriti con 11 attentati in 5 località. Nel primo attacco feriti anche due italiani in modo non grave. Una donna è rimasta uccisa in una doppia esplosione a Hua Hin, popolare località turistica thailandese, la sera di giovedì 11 agosto. Lo riferisce la polizia citata dal Sun. Altre 20 persone risultano ferite, tra le quali alcuni turisti stranieri, almeno tre in gravi condizioni. Gli ordigni erano nascosti in due vasi di piante e sono stati fatti esplodere a distanza con un telefono cellulare, afferma la polizia. Le tv locali in Thailandia parlano molti feriti  stranieri. Il governo ha decretato lo stato di allerta in tutto il Paese.

UCCISO IN CANADA UN SUPPORTER DELL’ISIS

11 AGOSTO/ CANADA-  La polizia canadese ha ucciso un sospetto terrorista che pianificava un attentato suicida in un luogo pubblico: si tratta di Aaron Driver, un canadese di 24 anni.
Driver, che l’anno scorso era stato arrestato per avere appoggiato pubblicamente l’Isis sui social media, é stato ucciso ieri sera durante un’operazione di polizia a Strathroy, una cittadina nell’Ontario meridionale, circa 225 chilometri a sudovest di Toronto. Secondo quanto ha riferito la sua famiglia ai media, scrive la Bbc online, la polizia ha detto che durante l’operazione il giovane aveva fatto esplodere un ordigno ferendo una persona e si preparava a farne esplodere un altro.

STRAGE IN OSPEDALE PACHISTANO: 93 MORTI. UFFICIALE: UCCISO IL CAPO ISIS DELL’AREA

8AGOSTO/PAKISTAN E’ salito a 93 il bilancio dei morti dell’attacco suicida avvenuto stamane nell’ospedale di Quetta, nella regione pachistana del Bulchistan. Lo riferisce il ministro della Sanità locale, Rehmat Baloch, secondo Ary News. Il numero delle vittime è stato riferito al ministro da fonti ospedaliere. La squadra artificieri ha confermato che l’esplosione è stato un attacco suicida e che sono stati usati anche biglie di metallo per provocare più vittime. Sul posto, riferisce Ary News, sono state trovate due gambe e gli inquirenti ritengono che fossero quelle del kamikaze. L’attentato di oggi nell’ospedale di Quetta è il più cruento realizzato nel 2016, sottolineano i media a Islamabad. In particolare, l’emittente Samaa Tv scrive che l’incidente odierno ha superato ampiamente la strage di 75 morti compiuta a Pasqua in un parco giochi di Lahore.
Gli Stati Uniti hanno annunciato che Hafiz Saeed Khan, il leader dello Stato islamico in Afghanistan e Pakisytan, sia morto, ucciso il 26 luglio in un attacco eseguito usando dei droni in una provincia orientale dell’Afghanistan. Lo conferma l’ambasciatore afghano in Pakistan Omar Zakhlwal secondo il quale il terrorista sarebbe stato eliminato insieme ad altri 30 comandanti jihadisti nella zona di Kot nella provincia afghana del Nangharhar. Ex leader talebano, Khan ha prestato giuramento (bayah) al sedicente califfo Abu Bakr al Baghdadi. La notizia della sua uccisione è data dai militari afghani l’8 agosto in seguito a quella che veniva presentata come una non meglio precisata operazione congiunta fra militari americani e afghani.

SPARATORIA AL MERCATO IN INDIA: 14 CIVILI MORTI

5 AGOSTO/INDIA Almeno 14 civili sono morti ed altri 18 sono rimasti feriti quando un commando armato ha fatto irruzione oggi nel mercato di Balajan Tinali dello Stato settentrionale indiano di Assam, sparando sulla gente intenta a fare acquisti. Lo riferisce l’agenzia di stampa Ani. Intervenute sul posto le forze di sicurezza locali hanno ingaggiato uno scontro a fuoco con i terroristi, uccidendone uno. Oltre ad aver sparato sulla gente, i membri del commando hanno anche lanciato una bomba a mano che ha gravemente danneggiato tre negozi.

L’ESERCITO EGIZIO ANNUNCIA: UCCISO IL CAPO DI DAESH NEL SINAI E 40 UOMINI

4 agosto evitto – L’ex movimento Ansar Bayt Al-Maqdis (I partigiani di Gerusalemme) costituisce la rete dell’Isis in Egitto ed è forte di più di un migliaio di attivisti il cui sogno ultimo è quello di attaccare un giorno Israele.L’esercito egiziano ha annunciato l’eliminazione del suo capo, Abou Douaa al-Ansari e di una quarantina dei suoi uomini. Se la notizia dovesse essere confermata, questo sarebbe un colpo importante inferto a questo ramo di Daesh.

AUTOBOMBA ISLAMISTA UCCIDE 28 SOLDATI IN LIBIA

3 AGOSTO/LIBIA A pochi giorni dall’inizio dell’ intervento americano anti-Is in Libia, un attacco suicida con autobomba ha ucciso a Bengasi almeno 28 soldati di Haftar, anti-Is ma legati al Parlamento di Tobruk, ferendone altri 70. Secondo Site, il sito che monitorizza le attività dei terroristi dell’Is, l’attacco sarebbe riconducibile agli islamisti vicini ad Ansar al Sharia.

KABUL, CAMION BOMBA CONTRO COMPOUND: 3 MORTI

1 AGOSTO/ AFGHANISTAN – Una forte esplosione ha scosso ieri sera la capitale dell’Afghanistan, Kabul. Testimoni dicono che la deflagrazione è avvenuta alle ore 1,25 locali (22,55 italiane). I social media aggiungono che l’elettricità è stata interrotta in alcune parti delle città poco prima dell’esplosione. La forte esplosione sarebbe stata causata da un camion bomba contro il Northgate hotel, un compound con sorveglianza armata dove risiedono civili e militari stranieri situato alla periferia della capitale afghana sulla strada per l’aeroporto. Secondo un’emittente afghana c’erano diversi uomini armati in azione nei pressi dell’hotel. La conferma che si sia trattato di un attentato è venuta dalle forze di sicurezza afghane che però hanno negato che nell’esplosione ci siano state vittime tra i militari ospitati nella struttura.. La zona del Northgate hotel è stata isolata dai militari.

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Joe Hill, un altro rivoluzionario vittima dell’ingiustizia americana

 

La tragedia di Sacco e Vanzetti non è una storia unica. Già nel 1915 era stato giustiziato negli Stati Uniti, per una falsa accusa di omicidio con rapina, un agitatore anarcosindacalista, Joe Hill, un emigrato svedese che era anche un bravo cantautore popolare. Militava negli IWW, il movimento sindacale rivoluzionario degli Stati Uniti che si opponeva al corporativismo dell’AFL con i vari sindacati di categoria propugnando un’unica organizzazione unitaria dei lavoratori, inclusiva anche di precari e di stagionali. Gli agitatori degli IWW erano noti come wooblies: giravano come trottole da un luogo all’altro per organizzare le lotte operaie e sociali ma anche per sottrarsi alle brutalità poliziesche e degli scherani del capitale, che usavano spesso agenzie private per reprimere gli scioperi (i famigerati agenti della Pinkerton, ad esempio).  Questa canzone popolare dedicata alla sua tragedia fu resa celebre tra il grande pubblico della musica rock e pop da Joan Beaz che la cantò a Woodcock nel 1969 e poi fu inserita nel film del 1971 dedicato alla storia di Joe Hill, film che vinse il Premio della Giuria al Festival di Cannes.
Questa la traduzione integrale del testo della canzone:
HO SOGNATO DI AVER VISTO JOE HILL IERI NOTTE
Ho sognato di aver visto Joe Hill ieri notte
Vivo come lo siamo tu ed io
Dicevo, “Ma Joe, tu sei morto da dieci anni”
“Io non sono mai morto” disse lui
“Io non sono mai morto” disse lui

“I padroni del rame ti hanno ammazzato Joe,
Ti hanno sparato, Joe”, dissi io.
“Ci vuole più che un fucile per ammazzare un uomo”
Joe disse “Io non sono morto”
Joe disse “Io non sono morto”

Ed ergendosi lì forte come la vita
E ridendo con i suoi occhi
Joe disse: “Quello che loro non possono mai uccidere
È arrivare ad organizzarsi”
E’ arrivare ad organizzarsi”

Da San Diego fino al Maine
In ogni miniera ed in ogni officina
Dove i lavoratori difendono i loro diritti
Lì troverai Joe Hill
Lì troverai Joe Hill!

Ho sognato di aver visto Joe Hill ieri notte
Vivo come lo siamo tu ed io
Dicevo, “Ma Joe, tu sei morto da dieci anni”
“Io non sono mai morto” disse lui
“Io non sono mai morto” disse lui.

PS: L’opposizione tra sindacalismo industriale e sindacalismo di categoria non è una bizzarria americana. Si pensi al modello organizzativo della Triplice: tu non ti iscrivi alla Cgil ma alla Fiom se sei un metalmeccanico, alla Fillea se lavori nell’agroalimentare alla Cgil-Fp se sei un dipendente pubblico e così via. Poi sono le diverse federazioni che si confederano … Al modello IWW si ispira invece il sindacalismo di base. Una realtà come l’Usb, ad esempio, non ha articolazioni di categoria …

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Terremoto e deliri, tra complotto massonico, punizione divina e karma vegano?

amatrice
Ancora si scava tra le macerie ma è già partita la catena di Sant’Antonio del delirio complottistico per il terremoto in Centro Italia. Come dimostra l’email che ho ricevuto un’ora fa. In questo caso, per aterremotoltro, non c’è neanche una coincidenza significativa. Perché tutta la stampa concorda con un diverso orario e fissa la prima scossa tre minuti dopo, alle 3,36. Basta guardare la foto di questo campanile, con l’orologio fermato dall’impatto dell’onda sismica …  Per l’ex hostess di Alitalia, ex concorrente della nona edizione del Grande Fratello e de La Fattoria ed ex candidata con i Verdi al Comune di Roma, Daniela Martani, animalista e vegana convinta, la distruzione di Amatrice è effetto del karma, per aver dato i natali a una ricetta fondata sul “guanciale” di maiale, l’amatriciana, appunto. Questa geniale intuizione nella sua pagina facebook colleziona 145 like, 1500 commenti, e un centinaio di condivisioni. Per finire non mancano, invece, gli annunciatori di sventure che vedono nella tragedia il segno di una divinità vendicativa. Sono i combattenti della fede di Militia Christi che associano il terremoto all’abominio delle unioni civili.

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La ballata di Sacco e Vanzetti: solo il silenzio è vergogna

Il 23 agosto 1927 sono giustiziati nel penitenziario di Charlestown gli anarchici italiani Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, condannati a morte per una rapina con omicidio che non hanno compiuto. Dal film del 1971 “Sacco e Vanzetti” la ballata composta da Ennio Moricone su parole di Joan Baez che adatta due lettere dal carcere dei condannati


Sì Padre, sono carcerato
Non aver paura di parlare del mio reato
Crimine di amare i dimenticati
Solo il silenzio è vergogna.

Ed ora ti dirò cosa abbiamo contro di noi
Un’arte che è stata viva per secoli
Percorri gli anni e troverai
cosa ha imbrattato tutta la storia.

Contro di noi è la legge con la sua immensa forza e potere
Contro di noi è la legge!
La Polizia sa come fare di un uomo un colpevole od un innocente
Contro di noi è il potere della Polizia!
Le menzogne senza vergogna dette da alcuni uomini
saranno sempre ripagate in denari.
Contro di noi è il potere del denaro
Contro di noi è l’odio razziale ed il semplice fatto
Che siamo poveri.

Mio caro padre, son carcerato
Non vergognarti di divulgare il mio reato
Crimine d’amore e fratellanza
E solo il silenzio è vergogna.

Con me ho il mio amore, la mia innocenza, i lavoratori ed i poveri
Per tutto questo sono integro, forte e pieno di speranze.
Ribellione, rivoluzione non han bisogno di dollari,
Ma di immaginazione, sofferenza, luce ed amore e rispetto
Per ogni essere umano.
Non rubare mai, non uccidere mai, sei parte della forza e della vita
La Rivoluzione si tramanda da uomo ad uomo e da cuore a cuore
E percepisco quando guardo le stelle che siamo figli della vita
… La morte è poca cosa.

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Mistero Moro e Casimirri. Come non si intervista un brigatista

Il blog La pattumiera della Storia ha da poco pubblicato una fulminante decostruzione (subito rilanciata dal giornale comunista online Contropiano e dal blog di Paolo Persichetti, Insorgenze) di una vecchia (presunta, a questo punto) intervista ad Alessio Casimirri, apparsa sulle colonne del magazine Sette, allegato del venerdì al Corriere della Sera, che ci aiuta a comprendere come il «caso Casimirri» sia stato negli anni artificialmente costruito e ingigantito per dare vita all’ennesima puntata del serial dietrologico sugli anni 70.  Leggi altro ›

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Audere sempre: la comunità di Pescara tra D’Annunzio e gli skin

É con infinito orgoglio che annunciamo la nascita della Comunità Politica “AUDERE SEMPER” nella nostra amata città di Pescara. Le attività prefissate, le quali verranno affrontate tutte con spirito dannunziano, abbracceranno tematiche trasversali quali: lotta alla pedofilia, ambientalismo, sostegno alle famiglie italiane in difficoltà, supporto concreto ai senzatetto, sicurezza dei cittadini, sport, musica, cultura, economia, tutela della storia locale. Lo Spirito Comunitario sarà il principio fondamentale di tutta la nostra struttura, “AUDERE SEMPER” seguirà le orme del Lupo insieme ad altre Comunità sparse per lo stivale in una Federazione di scudi che sappia alzarsi contro la modernità e far avanzare la testuggine ed i gladi della Tradizione. La prima uscita è prevista per il 14 settembre 2016, giorno in cui ricorderemo i caduti sotto le bombe anglo-americane del 1943.

L’annuncio sulla bacheca facebook di Marco Forconi conferma la direzione di marcia scelta e che si intuiva da una serie di piccoli segnali: l’inserimento in un circuito nazionale skin la cui punta di diamante è rappresentata da Lealtà Azione (che tra le sue articolazioni ha un’associazione di tutela della memoria storica, MEMENTO…)

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Pavia, vola una bottiglia: allarme naziskin al concerto

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Piazza della Vittoria ieri sera (dal “Giorno”)

“La situazione era tranquilla. La piazza era piena di giovani e famiglie. Poco dopo l’inizio del concerto, un gruppo di militanti dell’estrema destra (erano vestiti come i naziskin) hanno minacciato con delle bottiglie dei ragazzi che stavano assistendo all’esibizione degli Statuto.  Pochi secondi e le bottiglie sono volate in direzione del pubblico, i vetri sono schizzati tra le gente. C’è stata paura, anche perché c’erano molti bambini in piazza. E’stata chiamata la polizia. I fascisti allora sono scappati. Per fortuna, i poliziotti sono riusciti a prenderli e a portarli in commissariato. Il concerto è stato sospeso ed è poi ripreso quando sulla piazza è tornata la tranquillità”.

A lanciare l’allarme è Alice Moggi, assessore alle politiche sociali del Comune, che racconta quello che è successo in Piazza della Vittoria ai microfoni di Radio Popolare. Leggi altro ›

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Le province del Califfato e lo scontro con Al Qaida

califfatoInvece di continuare a pestare l’acqua con il mortaio, appassionandosi ai dibattiti in corso sulla rilevanza strategica della lotta al burkini per contrastare l’insorgenza islamista e sull’improvviso dilagare della follia aggressiva in modalità “intifada dei coltelli”, mi sembra interessante offrire alla riflessione collettiva questa analisi sull’organizzazione territoriale del Califfato fuori dal santuario siriano-iracheno, il conflitto con Al Qaida, le articolazioni del mondo dell’islamismo radicale. Un altro contributo alla conoscenza dopo le più sintetiche riflessioni di Brunello Mantelli. Il testo fa parte di una più ampia analisi sulla bufala dell’imminente sconfitta del Califfato scritta da Alain Rodier per il Centre Français de Recherche sur le Renseignement e pubblicata in Italia dall’Ossin, l’Osservatorio internazionale per i diritti, un’associazione indipendente e non governativa che si occupa dei numerosi casi di violazione dei diritti umani nel mondo, con particolare riguardo alla situazione del Maghreb e dell’Africa francofona. Esso è composto da giuristi, economisti e operatori socio-culturali e si avvale di numerose collaborazioni illustri.

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Sono nato a Napoli nel 1956 e cresciuto a Posillipo. Vivo e lavoro a Potenza. Sposato da 35 anni, ho una figlia trentenne, un genero, un nipote. Militante dell’antagonismo sociale negli anni Settanta, ho proseguito il mio impegno sul fronte della solidarietà per i prigionieri degli anni di piombo, partecipando in prima persona alle campagne per la soluzione politica. Le mie posizioni da un marxismo critico di matrice operaista si sono evolute nella direzione di un radicale libertarismo. Col passare degli anni, ho spostato la mia attenzione dalla cronaca alla narrazione, dalla ricostruzione dei fatti ai dispositivi di costruzione delle storie...

L'alter-Ugo è la superfetazione del blog Fascinazione, chiuso alla fine di febbraio 2013, quando ha superato il milione di visitatori e poi riaperto e affidato alla cura del discepolo più devoto. Perché 25 anni di ricerca e osservazione sulla fascisteria bastano e avanzano anche a un maniaco compulsivo come me. Questo sito si occuperà ancora di politica e movimenti sociali ma offrirà pure una robusta documentazione d'archivio delle mie precedenti attività giornalistiche e costituirà lo snodo per accedere a tutti i miei canali del web 2.0 (blog, anobii, youtube, flickr)