24 maggio 1980, Parma: Paolo Ceriani Sebregondi evade dal centro clinico

Il 24 maggio 1980 evade dal centro clinico del carcere di Parma Paolo Ceriani Sebregondi, il leader delle Formazioni comuniste combattenti arrestato dopo la strage di Patrica.
Gli articoli della Stampa del giorno dopo

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24 maggio 1982: la polizia uccide il leader delle Br toscane, Umberto Catabiani

Il 24 maggio  1982, in un conflitto a fuoco, la polizia uccide Umberto Catabiani “Andrea”, 32 anni, capo della colonna toscana e membro della direzione strategica delle Br-Pcc, condannato a 26 anni di carcere per il rapimento del generale Dozier. Un poliziotto ha riconosciuto per strada Catabiani a Viareggio, alle otto del mattino. È seguito un primo scontro a fuoco, il brigatista è riuscito a fuggire fino a che è stato di nuovo individuato, verso l’una, su un ciclomotore nella campagna pisana., a Vecchiano. La sua storia ce la racconta il comunicato delle Brigate rosse-Pcc, in “proud and glory” del compagno caduto Leggi altro ›

Delitto Mattarella, la pista nera. Parla Fabrizio Zani, l’uomo della targa

Il libro Ombre Nere dei giornalisti del Fatto quotidiano, Sandra Rizza e Giuseppe Lo Bianco, fresco di stampa, rilancia la pista nera sul delitto Mattarella. Questa intervista telefonica risale allo scorso 6 gennaio. Allora fu Bolzoni di la Repubblica a riproporre la vecchia questione delle targhe dell’auto usata dal commando. Parla Fabrizio Zani, l’ex terrorista che avrebbe avuto a disposizione gli spezzoni delle targhe usate a Palermo e ricostruisce la storia del covo di via Monte Asolone a Torino Leggi altro ›

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23 maggio 1974: le Brigate rosse liberano a sorpresa Mario Sossi

Risultati immagini per mario sossiIl 18 maggio viene diffuso il sesto comunicato delle Brigate Rosse. In esso, per la prima volta, si parla esplicitamente di condanna a morte per Sossi, prigioniero da un mese. (…).
Il 20 maggio avviene il fatto che dà una svolta decisiva alla vicenda. La corte d’assise d’appello di Genova, insediatasi con due giudici togati e sei popolari e con la presidenza di Beniamino De Vita, concede d’ufficio la libertà provvisoria agli 8 del 22 Ottobre, e il nulla osta per il passaporto per consentire il loro espatrio in uno dei paesi disposti ad ospitarli (Algeria, Cuba, Corea del Nord), “subordinatamente alla condizione che sia assicurata la incolumità personale e la liberazione del dottor Mario Sossi.”
Il giorno 21 viene diffuso dalle BR il comunicato n. 7, nel quale allo scopo di vanificare le difficoltà frapposte dal governo per la concessione del passaporto, viene fissato come luogo di asilo per i detenuti liberati l’ambasciata cubana presso la S. Sede. Insieme al comunicato viene consegnato un messaggio autografo in cui Sossi assicura di stare bene mettendo cosí fine a certe voci circa il suo stato di salute.  Leggi altro ›

23 maggio 1889: nasce Ernst Niekisch, il padre della corrente rossobruna

Oggi è il compleanno e l’anniversario della morte di Ernst Niekisch (23 maggio 1889- 23 maggio 1967), la figura più rappresentativa del complesso e multiforme panorama che offre il movimento nazional-bolscevico tedesco degli anni 1918-1933. La sua opera è la principale fonte di ispirazione, sul piano dell’analisi, del progetto, dall’apparato concettuale e mitopoietico della corrente rossobruna. Ho deciso perciò di pubblicare una sintesi di un saggio di Josè Cuadrado Costa Ernest Niekisch (1889-1967) Un rivoluzionario tedesco, pubblicato sui numeri 56-57 della rivista Orion. Qui il testo integrale

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22 maggio 2017: la strage di Manchester e l’odio islamista per la musica

Un anno fa la strage di Manchester con un kamikaze islamista al concerto di Ariana Grande. Quello dei giovani che si divertono con la musica è un target privilegiato del terrorismo islamista. Ci sono infatti, nei due anni precedenti, altre due carneficine ancor più spaventose: il venerdì nero di Parigi, con il raid al Bataclan e l’assalto di un lupo solitario di origini afghane al club gay di Orlando

LA STRAGE DI MANCHESTER: i ragazzini al concerto della Grande
manchester

Un anno fa un militante dell’Isis semina la morte a un concerto di teen ager in quella che è passata alla storia come la strage di Manchester: il kamikaze si è fatto esplodere al concerto di Ariana Grande, idolo dei teenager, in una arena affollatissima di giovanissimi e di genitori. Il bilancio è di 22 morti e di 120 i feriti. Ci sono anche bambini tra le vittime, la più piccola aveva otto anni. Dodici piccoli gravemente feriti, tutti sotto i 16 anni. Leggi altro ›

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20 maggio 1981. Le Br rapiscono il direttore della Montedison, Giuseppe Taliercio

taliercioIl 20 maggio 1981 la colonna veneta delle Brigate Rosse sequestra il direttore della Montedison, Giuseppe Taliercio.  E’ il secondo dei quattro sequestri (segue quello di Cirillo a Napoli, precede quelli di Sandrucci e Roberto Peci): una campagna di primavera che sembra esprimere il rilancio delle Brigate rosse dopo l’orribile 1980 con il pentimento di Peci, la strage di via Fracchia, lo smantellamento della colonna torinese, i duri colpi subiti. Sarà invece un tramonto fragoroso: perché alla formalizzazione della scissione della Walter Alasia seguirà a settembre la scissione dei “senzaniani” che con la colonna napoletana e il Fronte carceri, protagonisti dei due sequestri, daranno vita al partito guerriglia.
All’ ora di pranzo, un uomo travestito da finanziere, accompagnato da altri tre in borghese, suona alla porta di Giuseppe Taliercio e mostra un (falso) ordine di perquisizione. Con questo stratagemma i quattro penetrano nell’ abitazione. Il commando è formato da Antonio Savasta, dal romano Pietro Vanzi, dal friuliano Gianni Francescutti e dal genovese Francesco Lo Bianco. Taliercio è incatenato, nascosto all’ interno di un baule e trasportato in auto fino a Tarcento, un paesino in provincia di Udine. La moglie Gabriella e due figli sono legati ed imbavagliati. Leggi altro ›

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20 maggio 1999. Brigate rosse, il ritorno: ucciso Massimo D’Antona

L’omicidio di Massimo D’Antona, consulente del governo D’Alema, rappresenta il ritorno in campo delle Brigate rosse-Partito comunista combattente, la principale organizzazione nata dalle ripetute scissioni delle Brigate rosse smantellata nel 1988. Anche se la scelta del bersaglio richiama immediatamente gli obiettivi colpiti nella fase della “ritirata strategica”, i “cervelli dello Stato” (i professori Giugni, Tarantelli, Ruffilli) non c’è continuità organizzativa: i rifondatori, infatti, provengono dall’esperienza di un piccolo gruppo guerrigliero attivo negli anni ’90, i Nuclei combattenti comunisti. Pubblichiamo qui il testo della relazione Pellegrino (seconda Commissione Moro) dedicato all’attentato e alla rifondazione brigatista.
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Il movimento 19 maggio, Silvia Baraldini e la lotta di liberazione afroamericana

Associo la data del 19 maggio a Silvia Baraldini, l’attivista condannata nel 1983, negli Stati Uniti d’America, a 43 anni di carcere senza avere mai partecipato a fatti di sangue. Una pena sproporzionata per il reato di “sovversione”, ottenuta sommando diverse condanne, dal concorso in evasione, alla progettazione di due rapine (mai effettuate), all’ingiuria contro la corte. Silvia Baraldini si era formata nel movimento sessantottino fiorito nei campus universitari americani ed era stata protagonista delle marce per i diritti dei neri statunitensi, contro la guerra del Vietnam e per i diritti delle donne. Divenne poi leader dell’organizzazione comunista “movimento 19 maggio” (“May 19th”), che rievocava la data di nascita di Malcom X e di Ho Chi Minh, un gruppo appartenente alla galassia della sinistra radicale, fiancheggiatore del “Black Panther Parthy”.

Uso un vecchio post di Domenico Forgione, un blogger calabrese e consigliere comunale “per il bene comune” di S. Eufemia di Aspromonte per restituire quello che anche per me è un dispositivo automatico. lo spiega molto bene la stessa Silvia Baraldini in questa breve intervista: il rapporto con il movimento di liberazione afroamericana era l’unica prospettiva seria per una militante rivoluzionaria bianca. A questo impegno ha pagato un prezzo mostruoso. della sua vicenda ci siamo occupati qui.

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19 maggio 1925, nasce Malcom X: dal razzismo nero alla rivoluzione afroamericana

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Il 19 maggio 1925 nasce a Omaha Malcom Little.  Il padre,  predicatore battista e attivista del movimento panafricano di Marcus Gravey, viene perseguitato e ucciso dai suprematisti bianchi della Legione nera. Malcom si sbanda e diventa un giovane bandito, dedito allo spaccio di stupefacenti e ai furti di appartamenti. Arrestato subisce una condanna esorbitante per punirlo del fatto che la basista della banda era una ricca e svogliata studentessa bianca con cui faceva sesso. Crimine imperdonabile nella feroce America segregazionista degli anni 40. Leggi altro ›

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