I 70 anni di Oreste Scalzone e un regalo ai lettori

Oggi compie 70 anni Oreste Scalzone, una persona che è stata centrale nella mia vita per un paio di decenni, un rapporto di collaborazione nato da un progetto editoriale realizzato (Biennio rosso, la sua autobiografia su Sessantotto e Sessantanove in Italia) e che ha poi messo capo, dopo un cantiere permanente e una cifra di opere incompiute, a un  secondo volume, Vademecum. Dallo sciopero della fame alle rivolte parigine. Soliloqui, dialoghi e controcanti in attesa di coro, edito nel 2006 da Immaginapoli, la casa editrice di Josè Mazzei, che nell’occasione ha anche coordinato il lavoro di un più ampio collettivo redazionale che ha curato e elaborato diversi contributi (Paolo Godani, Paolo Persichetti, “Ignazio”, Ugo Maria Tassinari). Fu il primo e l’ultimo volume di una nuova collana “Quaderni d’Os”. Dieci anni fa eravamo insieme a Nizza, in occasione del 60esimo compleanno di Oreste, per raccogliere i materiali del secondo volume della serie, “Camminamenti” e ci toccò così di accompagnare Oreste nel suo fugace rientro in Italia che fu organizzato per una videointervista al Corriere della Sera, oggi non più disponibile on line, come ricordato dal Quotidiano.net:

Oreste Scalzone è tornato in Italia, a Ventimiglia, per festeggiare il suo sessantesimo compleanno. «È stata solo una toccata e fuga», ha detto l’ex leader di Potere Operaio alla troupe televisiva di AGR Agenzia Giornalistica Multimediale del gruppo RCS, che lo ha accompagnato. «Il mio rientro vero e proprio – ha aggiunto – avverrà tra qualche giorno». Scalzone, latitante a Parigi dal 1981 e condannato a 16 anni di carcere per terrorismo, era a Nizza per incontrare la sua casa editrice ‘Immaginapoli’ e per mettere a punto gli ultimi dettagli del suo libro ‘Camminamenti’, «una specie di autocertificazione» – lo ha definito Scalzone, «un vaccino contro il malinteso». Con la troupe di AGR si è recato a Ventimiglia, ha soffiato sulle candeline della sua torta di compleanno ed ha fatto ritorno in Francia. «Non pensavo che venire in Italia fosse così facile – ha detto – se l’avessi saputo, l’avrei fatto anche prima».

Per festeggiare il compleanno di Oreste, insieme all’editore abbiamo deciso di rendere disponibile il pdf integrale del volume Vademecum

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Ieri dicevamo… la strage di Berlino e il santuario italiano

L’Italia è un retroterra non operativo sul piano militare ma funzionale alle missioni da compiere. Il terrorista di Nizza era stato in Italia pochi giorni prima, così come il tunisino probabile autore della strage di Berlino è stato in carcere da noi. E mi pare evidente che per sequestrare un camionista che parte dall’Italia occorre una segnalazione e quindi una base, una rete di persone di supporto. Per alcuni aspetti il nostro Paese può essere definito un “santuario del terrorismo”.

Così ieri in un’intervista su “perché l’Italia non è nel mirino dell’Isis” con Marco Todarello, un allievo bravo (scuola di giornalismo di Potenza). Singolare preveggenza? No, analisi scientifica del fenomeno. E puntuale, meno di 24 ore dopo, lo stragista di Berlino cade in trappola…

Leggi tutta l’intervista pubblicata stamattina da Lettera 43

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Stagioni squatta L’Alter Ugo e diventa lo spazio di una storia ancora da raccontare

 

E’ la prima volta che mi sta costando più fatica la fase di lancio di un libro anziché la sua chiusura. Ma “Stagioni. La bella vita e le buone opere di Antonio Luongo” è stato un lavoro particolare: un racconto collettivo, più di trenta testimonianze tra amici, compagni e avversari politici del leader più amato della sinistra lucana, e ne spuntano ancora altre, non può esaurirsi in sette sedicesimi e quindi squatta L’alter Ugo che nei prossimi mesi diventerà lo spazio espositivo dei materiali raccolti (mp3, foto, video, trascrizioni).

Nella sezione Dicono di noi  c’è già la fotogallery della presentazione di Potenza, svolta lunedì 12 dicembre al Park Hotel di Potenza, con la partecipazione (dominante) di Massimo D’Alema e la paziente spalla di Lucia Serino (il lìder Maximo non è tipo che si fa condurre). E quindi cominciamo a caricare i materiali dell’evento. Uno spezzone del mio intervento sulla vicenda giudiziaria di Antonio Luongo e l’intervista sul libro con Eugenio Furia del Quotidiano del Sud. Eugenio è giovane ed è stato bravo a restare a galla nell’inondazione di dati, ricordi, informazioni e precisazioni con cui l’ho travolto. C’è un passaggio (le elezioni del 1994) in cui evidentemente non mi sono spiegato bene:

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16 dicembre 2012: muore a Caserta Tonino Torre

In questi giorni ho mollato un po’ il blog per gli impicci dell’uscita del libro su Antonio Luongo e per gli affanni accumulati nello sprint finale. Recupererò nel week end (spero) alcuni episodi importanti di questi giorni, ma intanto questo ricordo è dovuto. Perché a Tonino Torre mi legava un rapporto personale molto forte e molto particolare.

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14 dicembre 1976: agguato dei Nap, muoiono Martino Zicchitella e un agente

Il 14 dicembre 1976, nell’agguato dei Nap al vicequestore dell’Antiterrorismo di Roma  Alfonso Noce, rimane ucciso un agente della scorta, Prisco Palumbo, e sul terreno, ucciso presumibilmente da “fuoco amico”, resta anche il nappista Martino Zicchitella, colpito alle spalle. A determinare l’incidente l’improvviso venire meno di uno dei militanti dei Nap, un irregolare napoletano che non si presenta all’appuntamento operativo: con un uomo in meno si modifica la formazione degli uomini in azione e Zicchitella finisce per cadere sul campo.
L’auto viene assalita da alcuni terroristi dei Nuclei Armati Proletari appostati in un furgone. I nappisti scendono dall’automezzo e danno vita a un conflitto a fuoco. Un colpo di mitra raggiunge la tempia di Palumbo. L’agente muore mentre era ancora al volante dell’auto. Restano, invece, feriti il vicequestore Noce e un altro agente della sua scorta. La Digos di Roma, a conclusione di serrate indagini, riesce ad identificare e poi individuare alcuni dei responsabili dell’agguato, facenti capo al “Nucleo armato 29 ottobre”, tra essi: Raffaele Piccinino, Ernesto Grasso, Sebastiano Cerullo e Giovanni Gentile Schiavone, che vengono arrestati e condannati.
Detenuto comune, Zicchitella era stato tra i fondatori dei Nap. Nel maggio 1975 aveva partecipato al tentativo di evasione dal carcere di Viterbo collegato al sequestro in atto del magistrato dirigente ministeriale De Gennaro, rapito dagli stessi Nap. Nell’estate del 1976 aveva preso parte a una maxievasione dal carcere di Lecce con la fuga di 11 pericolosi detenuti tra cui l’altro nappista Giuseppe Sofia e il famoso bandito sardo Graziano Mesina.

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13 dicembre 2011: Gianluca Casseri uccide due senegalesi a Firenze

Il clou del mio intervento alla trasmissione dell’Infedele del 19 dicembre 2011 dedicato al raid razzista di Firenze concluso con il suicidio dell’autore, Gianluca Casseri, simpatizzante di CasaPound  Leggi altro ›

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Stagioni: la presentazione del mio libro su Antonio Luongo

Ieri è stato presentato a Potenza il mio ultimo libro, “Stagioni”, un racconto collettivo sulla bella vita e le buone opere del compagno Antonio Luongo, il leader più amato del centro-sinistra lucano precocemente scomparso l’anno scorso, la notte dell’8 dicembre. Tra i 30 testimoni che mi hanno aiutato nell’impresa c’è anche Massimo D’Alema, che di Antonio era amico e sodale e questo spiega la foto… Nei social non è mancata qualche lamentela e qualche frecciatina su una presenza che è ancora ingombrante. E così stamattina ho scritto qualche riga di bilancio dell’evento e di lancio della seconda fase del progetto di ricerca sulla vicenda politica di Antonio e con lui della storia recente della Basilicata, di cui è stato indiscusso protagonista Leggi altro ›

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12 dicembre 1969. Piazza Fontana: è morto in Angola il sospettato Ivano Toniolo

 

piazza fontana

La rivelazione dell’Espresso arriva alla vigilia dell’anniversario: uno dei sospettati della cellula nera padovana, Ivano Toniolo, è morto circa un anno fa, in Angola, il paese a guida filocubana in cui si era rifugiato circa 40 anni fa, in piena guerra civile, per sottrarsi all’indagine sulla strage di piazza Fontana. Leggi altro ›

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12 dicembre 1969, Salvini: quella prova sulla strage dimenticata in un armadio

12 dicembre 2016 : Guido Salvini, il giudice istruttore che rilanciò l’inchiesta sulla strage di piazza Fontana scrive in ricordo di Michele Cacioppo l’ispettore che studiava le carte sulle stragi e racconta la storia dell’agenda dimenticata dalla Procura di Milano che incastrava Ventura sul cascinale di paese e i rapporti con Digilio

Proprio pochi giorni prima dell’anniversario della strage di piazza Fontana è scomparso Roma in un banale incidente stradale l’Ispettore di Polizia in congedo Michele Cacioppo. Anche chi ha continuato a seguire in questi anni la storia delle indagini sulle stragi e sui progetti eversivi probabilmente non sa chi fosse e che ruolo vi abbia avuto l’ispettore Cacioppo. Leggi altro ›

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11 dicembre 1980: i carabinieri uccidono due brigatisti milanesi

Due compagni appartenenti alla nostra organizzazione, militanti nella colonna Walter Alasia “Luca” sono caduti sotto il piombo dei carabinieri. La storia e la militanza di Roberto Serafini e Walter Pezzoli sono simili a quelle dei molti comunisti che hanno dato la vita per combattere questa società basata sul massimo profitto, che costringe milioni di proletari al supersfruttamento e a condizioni di vita sempre più miserabili, per costruire la società comunista. I compagni provenivano da esperienze diverse da quelle che hanno formato una grossa parte della nostra Organizzazione e proprio per questo, per onorare la loro memoria, riteniamo ancora più importante il loro contributo al movimento rivoluzionario perché sono riusciti a passare – attraverso una profonda autocritica pratica e teorica – da esperienze di gruppo, soggettiviste e militariste, al lavoro con noi in un progetto e un programma rivoluzionario che ha la sua sola base di verifica nel lavoro di massa. Sono stati preziosi perché hanno messo a disposizione la loro grossa esperienza al lavoro politico-militare portato avanti dalle avanguardie di fabbrica.

Così il 12 dicembre 1980 un volantino della Brigate rosse – Colonna Walter Alasia, la colonna milanese che era uscita dall’organizzazione ed aveva cominciato ad operare da novembre 1980 con due omicidi di dirigenti di fabbrica . La dinamica della morte è ricostruita da Cecco Bellosi, un altro dirigente della colonna proveniente dall’esperienza dell’Autonomia armata: Leggi altro ›

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Sono nato a Napoli nel 1956 e cresciuto a Posillipo. Vivo e lavoro a Potenza. Sposato da 35 anni, ho una figlia trentenne, un genero, un nipote. Militante dell’antagonismo sociale negli anni Settanta, ho proseguito il mio impegno sul fronte della solidarietà per i prigionieri degli anni di piombo, partecipando in prima persona alle campagne per la soluzione politica. Le mie posizioni da un marxismo critico di matrice operaista si sono evolute nella direzione di un radicale libertarismo. Col passare degli anni, ho spostato la mia attenzione dalla cronaca alla narrazione, dalla ricostruzione dei fatti ai dispositivi di costruzione delle storie...

L'alter-Ugo è la superfetazione del blog Fascinazione, chiuso alla fine di febbraio 2013, quando ha superato il milione di visitatori e poi riaperto e affidato alla cura del discepolo più devoto. Perché 25 anni di ricerca e osservazione sulla fascisteria bastano e avanzano anche a un maniaco compulsivo come me. Questo sito si occuperà ancora di politica e movimenti sociali ma offrirà pure una robusta documentazione d'archivio delle mie precedenti attività giornalistiche e costituirà lo snodo per accedere a tutti i miei canali del web 2.0 (blog, anobii, youtube, flickr)