18 settembre 1969-2019: il giornale Potere Operaio compie 50 anni

Il 18 settembre 1969 esce il primo numero di “Potere operaio”. Sarà l’organo di stampa dell’omonimo gruppo, nato dalla spaccatura dell’area operaista sancita dall’assemblea nazionale di Torino. Il gruppo romano che fa capo a Piperno, Scalzone e Pace porterà in dote il settimanale “La classe” su cui appunto si innesta la nuova testata, sempre affidata alle cure di Scalzone.  Per un articolo dal titolo “Sì alla violenza operaia” del 30 ottobre 1969 il direttore Franco Tolin verrà arrestato e condannato a 1 anno e 5 mesi per “istigazione degli operai alla rivolta contro lo Stato

”.potere operaio Leggi altro ›

Taggato con: , , , ,

Venti anni di razzismo delle curve italiane, da Verona a Verona

Tre giornate di campionato, due episodi di razzismo negli stadi italiani. Dopo i “buu” nei confronti di Romelu Lukaku a Cagliari, l’ultimo weekend di campionato ha portato al centro delle polemiche gli ululati razzisti indirizzati all’ivoriano Kessie e gli insulti territoriali al campano Donnarumma, sentiti al Bentegodi di Verona. Il club scaligero ha preso le difese dei suoi tifosi, scrivendo su Twitter che i fischi riferivano a “decisioni arbitrali che lasciano ancora oggi molto perplessi. Non scadiamo in luoghi comuni ed etichette ormai scucite. Rispetto per Verona e i veronesi”.

Leggi altro ›
Taggato con: , , , ,

Blitz a Torino: tra i capi ultras arrestati ci sono Mocciola e Franzo

 ’Last Banner’ è il nome dell’operazione in cui la Digos ha arrestato 12 capi ultras. In manette i referenti di ’Drughi’, di ’Tradizione-Antichi Valori’, dei ’Viking’, del ’Nucleo 1985’ e di ’Quelli … di via Filadelfia’. Le accuse, a vario titolo: associazione a delinquere, estorsione aggravata, autoriciclaggio e violenza privata.
Tra gli arrestati il capo assoluto dei Drughi, Dino Mocciola. Finì in carcere all’inizio degli anni Novanta per aver ucciso durante una rapina un carabiniere.

Mocciola è considerato uno dei responsabili delle infiltrazioni della ‘ndrangheta in curva. In manette il suo braccio destro Salvatore Cava, obbligo di dimora per il leader dei Tradizione Umberto Toia mentre a Beppe Franzo sono toccati gli arresti domiciliari. Quest’ultimo è presidente dell’associazione “Quelli di via Filadelfia”, è autore di libri non solo sulla curva ma anche sul falangismo. Fu figura di spicco della fascisteria torinese a partire dagli anni 80, prima da leader del Fronte della Gioventù, poi animatore di “Vento del Nord”, un circolo di attivisti più radicali.  

Leggi altro ›
Taggato con: , , ,

Il Cactus di Concita e l’ultima vittima della strage di Bologna

Concita De Gregorio è voluta ripartire con la sua rubrica “Cactus – Basta poca acqua”, dalle frequenze di Radio Capital dall’ultima vittima della strage di Bologna. La prima puntata della trasmissione, dopo la pausa estiva, è stata dedicata a Mauro Di Vittorio. Ospiti in studio la sorella Anna, che con il marito GianCarlo Calidori, è stata protagonista della battaglia per la “Giornata del Ricordo delle Vittime del Terrorismo” ed Ermanno Di Ruzza, un amico di Mauro, che aveva scritto in estate a Concita raccontando il suo rimpianto per l’amico appena conosciuto.
QUI l’articolo della Repubblica, nella rubrica Invece Concita del 2 agosto
QUI il podcast della trasmissione radiofonica del 9 settembre

Per conoscere Stefano Delle Chiaie

E’ morto stanotte nell’ospedale romano in cui era ricoverato Stefano Delle Chiaie, il leader nazionalrivoluzionario italiano che è stato per un ventennio protagonista della scena internazionale, dalla Spagna al Cile, dall’Argentina alla Bolivia, A lungo screditato come agente provocatore, al soldo del ministero degli Interni, tutti i processi a suo carico si sono conclusi senza produrre un solo elemento evidente della sua compromissione.
Io stesso ho avuto modo di rivedere il giudizio storico espresso nella prima edizione di Fascisteria, riconoscendo che era non fondato.

“E’ stato uno dei personaggi – ho dichiarato stamattina all’Adn Kronos che ha fatto un gran lavoro di raccolta di testimonianze – più controversi della storia della violenza politica e del terrorismo in Italia e io stesso ho dovuto rivedere il mio giudizio storico nell’arco degli anni. Nel processo per la strage di Bologna Delle Chiaie entra perché è vittima di un depistaggio compiuto da Elio Ciolini. Questo faccendiere in rapporto con i servizi segreti poi sarà protagonista anche di un altro depistaggio nella stagione delle stragi di mafia del ’92. Stiamo parlando di un personaggio leader dell’Internazionale nera che ha collaborato con alcuni regimi militari in Sud America, dal Cile, all’Argentina, al Bolivia. Li considerava, ha scritto nella sua autobiografia, realtà utili al suo progetto che era di fare la rivoluzione nazionale in Italia”.

Leggi altro ›

Morte di Delle Chiaie, la destra radicale è ai minimi storici

La presentazione romana della biografia di stefano delle chiaie

“Il panorama organizzativo della destra radicale in Italia e’ al minimo storico, mai come in questo momento i gruppi strutturati sono stati cosi’ deboli”. Ugo Maria Tassinari, uno dei massimi esperti italiani di destra radicale e terrorismo, autore di testi sulla “Fascisteria”, fa il punto con l’Agi sulla ’galassia nera’ nel giorno della morte di Stefano Delle Chiaie.
“Casapound – spiega Tassinari – ha deciso di uscire dall’agone politico dopo il clamoroso fallimento delle ultime politiche e si e’ concentrata su attività socio-culturali e sull’attivismo di base ma anche Forza Nuova vive una fase di notevole ridimensionamento, dopo aver perso negli ultimi anni molte sedi e molti militanti. Un fenomeno che si spiega in parte con il fatto che, nella sua ascesa, la Lega ne abbia eroso parte del bacino politico pur non potendo naturalmente dirsi che il partito di Salvini, o Salvini stesso, appartengano alla destra radicale.

Leggi altro ›
Taggato con: , , , , ,

Cesare Battisti scrive ai compagni: ho solo abbattuto il mio mito

cesare battisti

Mi si chiede, era veramente necessario assumermi le responsabilità politiche e penali, insomma la dichiarazione al procuratore di Milano? Mi chiedo, quale necessità muove coloro che si pongono questa domanda? Perché, se io sapessi esattamente cosa ci si aspettava da me, mi sarebbe allora più facile calarmi al loro posto e magari trovarci qualche buona ragione, che sicuramente non manca, per dubitare dell’opportunità o meno della mia decisione.

Ma quanti di questi, a cui vorrei sinceramente rispondere, non solo perché lo meritano, ma anche perché lo considero un dovere di compagno, possono veramente calarsi al mio posto? Ossia, come faccio a spiegare cosa mi succede adesso, senza poter dire che l’oggi è il risultato accumulato negli ultimi quarant’anni, soprattutto da febbraio 2004 in Francia fino al 23 marzo a Oristano?

Leggi altro ›
Taggato con: , , ,

8 settembre 1974/1: la rivolta di San Basilio

san basilio

Una foto storica di Tano D’Amico, gli scontri di San Basilio visti dalle spalle della polizia. Foto filtrata con Prisma

Il contesto e la dinamica della battaglia determinatasi l’8 settembre 1974 a San Basilio non sono facili da spiegare. Alcuni testimoni di quegli eventi sono morti negli anni successivi, ad esempio il mio amico Roberto di cui parlerò qui; altri ricordano soprattutto la nebbia dei lacrimogeni o mettono in connessione lineare, se non addirittura mitologica, il passato col presente; certi sono diventati “pentiti” negli anni Ottanta e altri ancora hanno cercato di abiurare il proprio passato di militanza politica, ad esempio determinati ex dirigenti di Lotta Continua. Pochi fra i testimoni rimasti in vita ricordano bene gli avvenimenti dell’8 settembre 1974 a San Basilio e i motivi che ne furono alla base. Esistono però alcuni fatti che, da soli, risultano sufficienti ad aprire o a riaprire le porte di una corretta ricostruzione storica. (…)

Alessandro Padula in un lungo articolo pubblicato due anni fa ricostruisce dettagliatamente sul blog Polvere da Sparo la vicenda della lotta per la casa di San Basilio che culminò, la sera di 42 anni fa, nell’uccisione di un giovane militante autonomo in violenti scontri con la polizia. L’esito violento e tragico, il fatto che per la prima volta fosse stato aperto il fuoco da parte dei dimostranti, finirono per focalizzare sui giorni della rivolta, oscurando un anno e mezzo di lotta sociale.  Anche io riprenderò solo la parte sulla cronaca della rivolta. Leggi altro ›

Taggato con: , , , , , ,

Strage di Bologna: due i dna nella bara di Maria Fresu

maria fresu

A quanto apprende l’Adnkronos, apparterrebbero a due persone diverse, entrambe di sesso femminile, i reperti organici – un osso della mano e un lembo facciale con uno scalpo – ritrovati all’interno della piccola bara di Maria Fresu, una delle 85 vittime della strage di Bologna – l’unica ufficialmente ‘disintegrata’ – i cui resti sono stati riesumati, il 25 marzo scorso, nel cimitero di Montespertoli dai periti incaricati dalla Corte d’Assise di Bologna che sta processando l’ex terrorista Gilberto Cavallini.

Leggi altro ›
Taggato con: , , , ,

La resa di Fabio Gaudenzi e la strana scelta di Youtube sul video delle minacce

Sono molti gli interrogativi suscitati dalla clamorosa resa di Fabio Gaudenzi, il fasciocriminale che si è consegnato ieri mattina alla polizia, dopo aver fatto molta ammuina: spari alla finestra, due video pubblicati su youtube in cui rivendica l’identità fascista e non mafiosa della sua banda, armata e non criminale, i “fascisti di Roma Nord”, una richiesta di colloquio con Gratteri, il più noto pm antimafia.

Leggi altro ›
Taggato con: , , , , , ,
Top