11 dicembre 1980: i carabinieri uccidono due brigatisti milanesi

Due compagni appartenenti alla nostra organizzazione, militanti nella colonna Walter Alasia “Luca” sono caduti sotto il piombo dei carabinieri. La storia e la militanza di Roberto Serafini e Walter Pezzoli sono simili a quelle dei molti comunisti che hanno dato la vita per combattere questa società basata sul massimo profitto, che costringe milioni di proletari al supersfruttamento e a condizioni di vita sempre più miserabili, per costruire la società comunista. I compagni provenivano da esperienze diverse da quelle che hanno formato una grossa parte della nostra Organizzazione e proprio per questo, per onorare la loro memoria, riteniamo ancora più importante il loro contributo al movimento rivoluzionario perché sono riusciti a passare – attraverso una profonda autocritica pratica e teorica – da esperienze di gruppo, soggettiviste e militariste, al lavoro con noi in un progetto e un programma rivoluzionario che ha la sua sola base di verifica nel lavoro di massa. Sono stati preziosi perché hanno messo a disposizione la loro grossa esperienza al lavoro politico-militare portato avanti dalle avanguardie di fabbrica.

Così il 12 dicembre 1980 un volantino della Brigate rosse – Colonna Walter Alasia, la colonna milanese che era uscita dall’organizzazione ed aveva cominciato ad operare da novembre 1980 con due omicidi di dirigenti di fabbrica . La dinamica della morte è ricostruita da Cecco Bellosi, un altro dirigente della colonna proveniente dall’esperienza dell’Autonomia armata: Leggi altro ›

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Improvvisa ondata terroristica: stragi in Turchia, Egitto, Somalia

Improvvisa fiammata del terrorismo internazionale dopo un paio di settimane di aparente “tranquillità: nel giro di dodici ore ben tre le stragi cariche di forte valenza simbolica per i bersagli scelti: lo stadio del Besiktas a Istanbul (38 morti è l’ultimo bilancio), la cattedrale copta del Cairo (22 i morti), l’ingresso del porto di Mogadiscio (29 morti).Numerosi feriti in Nigeria per un attentato al mercato, opera di due bambine kamikaze. Ma su quest’ultima atroce notizia si sa molto poco. Oggi ricorre l’anniversario della morte di Maometto

STRAGE IN UNA CAPPELLA DELLA CATTEDRALE: 22 MORTI AL CAIRO
Una forte esplosione vicino alla cattedrale copta del quartiere di Abbasseya, al Cairo, ha provocato la morte di 22 persone e il ferimento di altre 35, hanno riferito fonti della sicurezza. Testimoni citati da numerosi siti Internet parlano di numerosi feriti. Oggi ricorre il ‘Moulid el Nabi’, l’anniversario della nascita di Maometto.  L’esplosione è avvenuta, secondo le ultime testimonianze , all’interno di una piccola chiesa che all’interno del complesso della cattedrale, mentre si celebrava una messa. Sono stati utilizzati, secondo rilievi degli artificieri, ben 12 chili di tritolo.

AUTOBOMBA E SPARATORIA AL PORTO DI MOGADISCIO: 29 MORTI
MOGADISCIO, 11 DIC. – Almeno 29 persone sono morte e altre 50 sono rimaste ferite in seguito all’esplosione di un’ autobomba condotta questa mattina da un attentatore suicida davanti all’ingresso del porto di Mogadiscio. L’esplosione, riferisce la Cnn, ha preso di mira l’edificio dove ha sede una stazione di polizia e gli uffici della dogana, ma gran parte delle vittime sono impiegati e passanti. Dopo l’esplosione c’è stato anche un pesante scontro a fuoco. Il gruppo estremista islamico somalo degli al Shabaab ha rivendicato la responsabilità dell’attacco kamikaze al porto di Mogadiscio, il secondo in due giorni nella capitale somala. Attraverso la sua emittente radio Andalus, ha sostenuto di aver ucciso degli “apostati”.

STRAGE CURDA CONTRA LO POLIZIA DOPO LA PARTITA DEL BESIKTAS
ISTANBUL, 10 DIC. – Un attentato terroristico ha scosso in serata Istanbul. Un’autobomba diretta contro un bus di poliziotti anti-sommossa, vicino allo stadio della squadra di calcio del Besiktas, ha provocato 38 morti e 166 feriti. I testimoni, nei pressi dello stadio, hanno sentito due forti esplosioni circa due ore dopo la fine di una partita della massima divisione turca, tra i padroni di casa del Besiktas e il Bursarpor. La zona è stata subito circondata dalla polizia, e sono arrivate sul posto diverse ambulanze. Il ministro dell’interno Suleyman Soylu ha parlato inizialmente di almeno 20 feriti, spiegando che “potrebbe essersi trattato di un’autobomba piazzata nel punto in cui la polizia anti-sommossa era schierata”. È’ il primo attentato grave nella capitale dopo cinque mesi. I principali sospetti puntano sul Tak una formazione di fuoriusciti dal Pkk curdo. Il bilancio delle vittime, partito da 15 vittime, è poi cresciuto, e secondo fonti della sicurezza sarebbero 38 i morti, che potrebbero essere soprattutto agenti. Le immagini hanno mostrato alcuni veicoli danneggiati e diversi caschi della polizia sparsi per terra. Il club del Bursaspor ha reso noto che nessuno dei suoi supporter è rimasto coinvolto. Secondo la tv turca l’autobomba ha colpito proprio un mezzo della polizia che stava lasciando lo stadio, dopo l’uscita dei tifosi dall’impianto. Il ministro dello sport Akif Cagatay Kilic ha parlato di “crudele attentato terroristico, che vuole minacciare l’unità della nazione”.

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10 dicembre 1981: le Br uccidono in carcere Giorgio Soldati (ex PL)

Una delle storie più agghiaccianti degli anni di piombo
Il 10 dicembre 1981, nel carcere di Cuneo, i brigatisti uccidono Giorgio Soldati, un giovane compagno uscito da PL che stava cercando di entrare nelle BR. Fermato, assieme a un altro militante, durante un controllo alla stazione centrale di Milano, aveva ingaggiato un conflitto a fuoco. Un poliziotto, Eleno Viscardi, era rimasto ucciso. Leggi altro ›

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Sfratti dai residence, Forza nuova canta vittoria per la sospensione

“In seguito alla mobilitazione di oggi condotta dai Fac, insieme ai residenti del residence di Torrevecchia, il Comune ha bloccato con provvedimento di urgenza tutti gli sfratti dai residence romani.
Con la memoria di giunta di oggi, infatti, tutti i trasferimenti coattivi sono bloccati in attesa di nuova delibera che regolamenti la situazione dei Caat”. Leggi altro ›

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10 dicembre 1973, le Br rapiscono Ettore Amerio, capo del personale Fiat

Il 10 dicembre le BR sequestrano il cavalier Ettore Amerio.
Capo del personale FIAT, era stato indicato da Labate come il primo tra quelli che “si interessano affinché quegli operai che noi [della CISNAL, N.d.R.] raccomandiamo, vengano assunti nelle sezioni FIAT. L’operazione ha luogo alle ore 7,30 presso l’autorimessa del dirigente: un gruppo di brigatisti, travestiti con tute della SIP, scesi da un furgoncino lo prelevano e lo portano in un “carcere del popolo.” Il processo proletario verte sul fascismo FIAT, sui licenziamenti, la cassa integrazione. Durante la “detenzione” il cavalier Amerio, la cui vita non viene mai messa in pericolo, collabora con i suoi carcerieri. Il giorno stesso viene lasciato in una cabina telefonica un volantino nel quale si spiegano i motivi dell`arresto” e si fissano le condizioni per il rilascio. Leggi altro ›

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9 dicembre 2003: le kamikaze cecene fanno strage a Mosca

Un attentato suicida scuote la Russia due giorni dopo le elezioni federali che hanno consacrato Vladimir Putin e il suo partito alla guida del Paese. Due donne suicide si sono fatte esplodere a Mosca nella centralissima via Tverskaia, vicino alla Duma, il Parlamento russo. Ci sono sei morti e dieci feriti di cui tre gravi. Nel numero dei morti è compresa una delle kamikaze, non è ancora chiaro se viene contata anche la seconda. Il cadavere di quest’ultima è stato trovato completamente smembrato qualche ora più tardi. E proprio la Duma doveva essere l’obiettivo se l’ordigno, ne sono convinti il sindaco di Mosca e gli investigatori, non fosse esploso prima.
Un testimone oculare, citato dall’agenzia Interfax, ha detto di aver visto il corpo di una donna senza testa accanto al muro dell’Hotel National, dove è avvenuta l’esplosione. Gli artificieri hanno trovato nella borsa dell’attentatrice un secondo ordigno inesploso e lo hanno fatto brillare. Leggi altro ›

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9 dicembre 1974: si uccide in cella l’autonomo Bruno Valli

Il 5 dicembre 1974, pochi minuti prima di mezzogiorno. Qualche solerte cittadino ha avvertito la stazione dei carabinieri di Castel d’Argile che un “furgone sospetto” staziona nei pressi della località Argelato. Il brigadiere Andrea Lombardini si precipita sul posto, nonostante sia il suo giorno di riposo. Si avvicina al fiat 238 e chiede i documenti ai tre giovani seduti all’interno. La risposta risuona chiara nella bassa bolognese: una breve raffica parte dallo sten di Ernesto Rinaldi, un militante di “Rosso” che ha perso la testa e uccide il carabiniere. Leggi altro ›

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7 dicembre 1976: scontri alla Scala. Jacopo Fo racconta la nascita del ’77

Il 7 dicembre 1976, 40 anni fa, gli scontri per la prima alla Scala segnano il battesimo del fuoco per i circoli del proletariato giovanile, già balzati all’onore della cronaca per la bagaria della festa di parco Lambro, nell’estate. Per molti rappresenta il Capodanno del Settantasette. Qui il racconto di Jacopo Fo, uno che in abbondante anticipo con lo spirito dei tempi e l’aria che tirava in famiglia si era spostato “tra coloro che già avevano abbandonato l’ala ultramilitarista intorno all’inzio del 1975.
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7-8 dicembre 1970/5: la Fncrsi a ottobre sconfessa il golpe

Dal Bollettino della Federazione nazionale combattenti Repubblica sociale italiana (ottobre 1970). Due mesi prima del golpe, la federazione della componente intransigente dei reduci di Salò mette in guardia i camerati 

Poiché molti camerati si sono rivolti a noi per saperne qualcosa, rispondiamo a tutti in unica soluzione.
Il fantomatico schieramento, al quale è stata imposta l’ampollosa denominazione di “fronte”, è sorto dalle ceneri dei comitati tricolore, pateracchio paragovernativo, sfasciatosi dopo la ridicola marcia su Bolzano di qualche anno addietro.
Si tratta, in sostanza, di un fronte di cartapesta, che si regge (non si sa fino a quando) a suon di ottima carta moneta. Leggi altro ›

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7-8 dicembre 1970/4 – Delle Chiaie: golpe Borghese e complotti antifascisti

L’occasione è la presentazione del libro “L’Aquila e il Condor”. A intervistare Stefano delle Chiaie siamo Giuseppe Parente ed io. Anzio, inverno 2014. Dal video integrale della conferenza ho estrapolato e connesso i due passaggi in cui Delle Chiaie spiega perché Gelli non c’entra niente con il golpe Borghese ma era il protagonista dei successivi golpe bianchi, che il leader di Avanguardia nazionale definisce “complotti antifascisti”. Il fatto che i magistrati li abbiano unificati in un solo processo è proprio la prova che Borghese fu strumentalizzato – sostiene Delle Chiaie – per coprire i tentativi dei Pacciardi e dei Sogno, eroi antifascisti.
LEGGI ANCHE:
1. Il golpe Borghese. Lo scenario
2. Il golpe Borghese e i gruppi extraparlamentari
3. Il golpe Borghese e il Movimento sociale
5
. La Fncrsi sconfessa il golpe e il Fronte nazionale a ottobre

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Sono nato a Napoli nel 1956 e cresciuto a Posillipo. Vivo e lavoro a Potenza. Sposato da 35 anni, ho una figlia trentenne, un genero, un nipote. Militante dell’antagonismo sociale negli anni Settanta, ho proseguito il mio impegno sul fronte della solidarietà per i prigionieri degli anni di piombo, partecipando in prima persona alle campagne per la soluzione politica. Le mie posizioni da un marxismo critico di matrice operaista si sono evolute nella direzione di un radicale libertarismo. Col passare degli anni, ho spostato la mia attenzione dalla cronaca alla narrazione, dalla ricostruzione dei fatti ai dispositivi di costruzione delle storie...

L'alter-Ugo è la superfetazione del blog Fascinazione, chiuso alla fine di febbraio 2013, quando ha superato il milione di visitatori e poi riaperto e affidato alla cura del discepolo più devoto. Perché 25 anni di ricerca e osservazione sulla fascisteria bastano e avanzano anche a un maniaco compulsivo come me. Questo sito si occuperà ancora di politica e movimenti sociali ma offrirà pure una robusta documentazione d'archivio delle mie precedenti attività giornalistiche e costituirà lo snodo per accedere a tutti i miei canali del web 2.0 (blog, anobii, youtube, flickr)