Antonio Infantino e la colonna sonora degli anni Settanta

Venerdì 27 aprile sarà presentato in anteprima nazionale al festival di Bari il film “The fabulous trickster. In viaggio con Antonio Infantino” il film dedicato da Luigi Cinque (all’epoca canzoniere del Lazio) a uno dei protagonisti della musica ribelle degli anni 70

Quando Luigi Cinque si affaccia sulla scena musicale italiana, a metà degli anni Settanta, Antonio Infantino è già un mito. Il contributo del giovane sax soprano è importante nella rapida evoluzione del Canzoniere del Lazio da gruppo di ricerca etnomusicale, nato sull’onda del folk revival dei tardi anni Sessanta, a band sperimentale che vivifica la tradizione con innesti jazz e rock.

Questa ricerca di nuove sonorità costituirà un pezzo importante della soundtrack collettiva dei movimenti politici e sociali che animano quella straordinaria stagione di lotte e di sogni. In questa ricerca Antonio Infantino si era già spinto molto avanti: “Era il tempo – spiega Luigi Cinque – del grande circo della fine dei Settanta.”

Il circuito alternativo giovanile era animato da migliaia di concerti in giro per l’Italia. Antonio Infantino, con i suoi Tarantolati di Tricarico, dovunque arrivava, su qualunque palco, era una presenza preziosa, enigmatica, eccitante, coinvolgente, folle. Pochi sapevano che egli aveva già un curriculum di tutto rispetto: architetto, cantautore, cantore nel “Ci ragiono e canto” di Dario Fo, poeta per Feltrinelli con Fernanda Pivano. LEGGI TUTTO SU TOTEM MAGAZINE

23 aprile 1987: blitz contro l’UCC. Arrestato in Spagna Riccardo D’Este

riccardo d'esteLa polizia arresta sei terroristi appartenenti all’Unione Comunisti Combattenti a Roma, Torino ed Imperia. I sei sarebbero tutti implicati nel delitto Giorgieri, il generale dell’Areonautica ucciso a marzo da un commando dei fuoriusciti dalle Brigate rosse. Le tre coppie arrestate erano sotto controllo da alcuni mesi. Dieci giorni prima è scattata l’ operazione Barcellona con l’ arresto a Torino di Nicola Sergio Serrao e di Giuliana Zuccaro cui hanno fatto seguito i fermi di Mario Pisano e di Helen Codd a Imperia e di Marco Malaspina e Francesca Dimitrio a Roma.  Appartengono tutti, con ruoli diversi, all’ Unione dei comunisti combattenti
L’operazione è lo sviluppo di un’indagine partita dalla Spagna e che riguarda anche militanti anarchici e libertari come Riccardo D ‘Este, fuggito dopo un permesso premio avuto a Rebibbia due anni prima e Laura Trevisan, catturati nella capitale catalana. D’Este, fondatore dei comontisti, era detenuto come militante di Azione rivoluzionaria, il gruppo anarcolibertario che pratica la lotta armata. Leggi altro ›

La Juve, il Napoli e io: le ragioni di un ripudio

Venerdì sera, 20 aprile 2018, radio Shamal ha dedicato uno speciale del Napolista alla partita dell’anno. Già in estate la popolare testata on line diretta da Massimiliano Gallo mi aveva intervistato, con quella carogna di talento che è Guido Ruotolo, sul mio distacco dal tifo bianconero. Così ancora una volta ho affidato loro le ragioni di un cambio di campo e un pronostico beneaugurante…

22 aprile 1978: Nuclei Combattenti gambizzano Riondato nell’Università di Padova

 riondatoUn giovane terrorista appartenente ai Nuclei combattenti per il comunismo ferisce nell’atrio del Palazzo Liviano, sede della facoltà di Lettere e Filosofia, Ezio Riondato. Il docente universitario, esponente democristiano e presidente della Cassa di risparmio e della società editrice quotidiano Il gazzettino, è raggiunto alle gambe da uno dei quattro colpi di pistola sparati: stava andando in aula per una lezione. Ncc è una sigla della galassia dell’Autonomia veneta. Nel corso del sequestro Moro gli autonomi colpiranno ancora, l’8 maggio, con un aggressione al pedagogo comunista Guido Petter.

Trent’anni dopo sarà apposta una targa: : “In questo luogo sabato 22 aprile 1978 Ezio Riondato professore di Filosofia Morale mentre stava per entrare nell’aula di lezione veniva gravemente ferito per mano di un’organizzazione terroristica eversiva dell’ordine democratico. A trent’anni da quel giorno in memoria dell’aggressione Ateneo e Facoltà dedicano al diritto irrinunciabile di ciascuno ad una libera espressione del pensiero”.

21 aprile 1976: le Formazioni comuniste armate gambizzano il petroliere Theodoli

theodoliIl 21 aprile 1976 Giovanni Theodoli, presidente dell’Unione petrolifera italiana,è ferito a Roma dalle Formazioni comuniste armate.

Nella primavera del 1975 la rete clandestina dei Comitati Comunisti si spacca. L’organizzazione nata dall’aggregazione di Potere operaio-Linea di condotta (Scalzone-Rosati-Dalmaviva) e dei fuoriusciti di Lotta Continua di Sesto San Giovanni (Rosso-Galmozzi-Del Giudice-Baglioni), attiva nelle lotte operaie e sociali, si è munita di gruppi di fuoco che praticano iniziative di attacco, utilizzando diverse sigle. Leggi altro ›

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21 aprile 1977: sparatoria all’Università. Ucciso il poliziotto Passamonti

passamonti Roma la polizia ha presidiato la Sapienza per tutta la giornata del 20 aprile, fino a notte inoltrata, in occasione di un’assemblea con i liceali contro la riforma Malfatti.

Il vero obiettivo, però, è l’occupazione, che avviene la mattina del 21 in ben quattro facoltà della Sapienza. Nel primo pomeriggio il Rettore Ruberti chiede l’intervento della polizia, che esegue lo sgombero senza reazioni da parte degli occupanti.

Ma la forza di volontà degli studenti è quella di proseguire con la mobilitazione, e ben presto si creano cortei spontanei in tutta la zona adiacente l’Università e in particolare nel quartiere di San Lorenzo, dove i manifestanti decidono di rispondere alle cariche della Celere. Esplode la guerriglia urbana, le barricate bloccano ogni strada e per ogni lacrimogeno sparato c’è una bottiglia molotov pronta a rispondere. Ne nasce un violento scontro a fuoco tra polizia e studenti, l’agente Settimio Passamonti viene mortalmente colpito alla testa da due proiettili e altri sei agenti rimangono feriti, di cui uno gravemente, mentre la giornalista americana Patrizia Bermier è colpita alle gambe. Le testimonianze parlano di un uomo vestito di nero comparso all’improvviso durante gli scontri e immediatamente svanito dopo aver sparato. Manca meno di un mese alle foto che rivelano la presenza di agenti in borghese armati infiltrati nei cortei. Poche ore dopo, nel luogo dove era morto Passamonti appare la scritta «Qui c’era un carruba, Lorusso è vendicato».

L’Università viene nuovamente chiusa dal Senato accademico. Riaprirà il 2 maggio. A Roma, nella notte, polizia e carabinieri, armi alla mano, con giubbotti antiproiettili e mitra, entrano nella sede dei Comitati autonomi operai di via dei Volsci, fermando 25 militanti, poi rilasciati.

La cronaca di Infoaut, sito di controinformazione dell’area antagonista, avvalora l’ipotesi della presenza di un agente provocatore che si infiltra tra i dimostranti, fa fuoco, uccide e si dilegua. Ipotesi che non mi convince …

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20 aprile 1998: vent’anni fa lo scioglimento della Raf

rafIl 20 aprile 1998, una lettera dattiloscritta di otto pagine in tedesco firmata RAF (e con il caratteristico simbolo della pistola mitragliatrice Heckler & Koch MP5 sopra una stella rossa) fu inviata via fax all’agenzia di stampa Reuters, dichiarando lo scioglimento del gruppo rivoluzionario tedesco.

La Rote Armee Fraktion (normalmente tradotto in “Frazione dell’Armata Rossa”, abbreviata in RAF e nelle prime fasi conosciuta comunemente come Banda Baader-Meinhof) è stata uno dei gruppi armati di estrema sinistra più importanti nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale. Fu fondata il 14 maggio 1970 da Andreas Baader, Ulrike Meinhof, Gudrun Ensslin e Horst Mahler, fu attiva fino al 1993.

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20 aprile 1978: le Br uccidono a Milano il maresciallo Di Cataldo

maresciallo di cataldoVerso le 7 del 20 aprile 1978, a Crescenzago (MI), mentre si dirigeva verso la fermata dell’autobus per recarsi sul posto di lavoro, il maresciallo Francesco Di Cataldo fu affrontato da due terroristi che gli esplosero contro numerosi colpi d’arma da fuoco, uccidendolo all’istante. L’omicidio venne rivendicato dalle Brigate rosse-Colonna “Walter Alasia”, nell’ottica di quel deciso attacco al “mondo penitenziario”, che le Brigate rosse avevano deciso di sferrare colpendone le varie componenti, anche per protestare contro «il trattamento carcerario dei prigionieri politici» e l’apertura del circuito detentivo “differenziato” per essi previsto. Di qualche giorno prima era stato l’attentato a Torino dell’agente Lorenzo Cutugno; di poco più di un mese dopo sarà quello al maresciallo Antonio Santoro, comandante delle guardie del carcere di udine, ucciso dai Pac. Nel febbraio di quello stesso anno era stato ucciso il magistrato Riccardo Palma; nei mesi successivi, sarebbero stati colpiti a morte, tra gli altri, anche l’agente Giuseppe Lorusso, il magistrato Girolamo Tartaglione, l’antropologo criminale Alfredo Paolella, ucciso a Napoli da un commando di Prima Linea.

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19 aprile 1979: i Pac uccidono a Milano l’agente Digos Andrea Campagna

andrea campagnaL’agente della Digos milanese Andrea Campagna fu ucciso al termine del suo turno di servizio, intorno alle 14 del 19 aprile 1979, in un agguato in via Modica, alla Barona, di fronte al portone dell’abitazione della sua fidanzata, mentre si accingeva a salire sulla propria autovettura per accompagnare il suo futuro suocero al lavoro. Atteso da un commando dei Proletari armati per il comunismo, fu raggiunto da cinque colpi di rivoltella gli attentatori si allontanarono poi su di una Fiat 127. Nella successiva rivendicazione dei PACsi parlò di Campagna come «torturatore di proletari» anche se in realtà l’agente svolgeva mansioni da autista. L’agente ucciso era stato ripreso dalle telecamere della televisione sulla scena dell’arresto di alcuni presunti responsabili del delitto Torregiani, poi rivelatisi estranei al fatto dopo essere stati vittime di brutalità poliziesche. Diverse rivendicazioni dell’attentato a Campagna giunsero ai giornali, ma la seconda dei PAC risultò la più attendibile perché conteneva particolari — noti solo agli inquirenti — sull’arma usata; contrariamente a quanto diffuso dai media, il calibro usato non era il .38 special, ma il .357 Magnum. In un’operazione del giugno successivo la polizia procedette all’arresto di circa quaranta persone sospette in varie parti d’Italia; a Milano furono rinvenute diverse armi tra cui una calibro .357 che collegò i casi Torregiani e Campagna con l’omicidio Santoro, maresciallo degli agenti di custodia ucciso a Udine. La sentenza del 1985 condannò all’ergastolo Claudio Lavazza, Paola Filippi, Luigi Bergamin, Gabriele Grimaldi e Cesare Battisti (quest’ultimo  in contumacia, in quanto benché arrestato nel corso della  retata del giugno 1979 nell’appartamento dove fu rinvenuta la .357 Magnum e condannato a 13 anni per il concorso nell’omicidio Torregiani, banda armata e detenzione illegale di armi da fuoco evase dal carcere di Frosinone nell’ottobre 1981 grazie a un attacco organizzato dai Colp); trent’anni furono inflitti ad altri cinque imputati, mentre i pentiti Mutti e Fatone ricevettero forti sconti di pena e furono condannati a rispettivamente nove anni e mezzo e nove anni di reclusione.

 

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19 aprile 1968: a Valdagno contro Marzotto prima rivolta operaia, 200 arresti

marzottoIl 19 aprile 1968 è una data simbolo del Sessantotto operaio. Perché proprio in uno dei punti “presunti” più bassi della coscienza e dell’organizzazione operaia, la provincia veneta, a Valdagno, esplode la prima rivolta  operaia, contro i Marzotto e l’esasperante politica padronale repressiva che impediva di gestire una normale vertenza sindacale.
Già il mercoledì della settimana precedente era stato indetto uno sciopero solamente la sera prima. In quella mattinata gli operai avevano picchettato i gradini della fabbrica impedendo agli impiegati l’entrata anche con la violenza. Leggi altro ›

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