Ma il Sisde non c’entra con i covi di via Gradoli

Massimiliano Mazzanti è un giornalista bolognese che conosce come pochi le carte del processo per la strage di Bologna. Sollecitato dal nostro post sulle ultime novità al processo Cavallini ci ha inviato una nota che confuta alle radici la tesi complottista delle parti civili e sposta il tiro dal Sisde al Kgb. Se c’è traccia di servizi dietro il covo brigatista di via Gradoli sono quelli sovietici e non quelli italiani.

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8 ottobre 1982, Zani racconta l’ultima rapina dei Nar

fabrizio zaniL’8 ottobre 1982 si consuma l’ultima azione di quello che resta dei Nar, decimati all’inizio del mese dalle retate scatenate grazie al pentimento di Walter Sordi. Un episodio incredibile e grottesco che ricostruiamo grazie alla vivace testimonianza di uno dei protagonisti, Fabrizio Zani, raccolta da Nicola Rao nel libro Trilogia della celtica: Leggi altro ›

Strage di Bologna e via Gradoli: uno scoop che non regge

via Gradoli
La palazzina di via Gradoli 96, dove abitarono durante il sequestro Moro, i leader delle Brigate Rosse Mario Moretti e Barbara Balzerani

Come non ci fosse abbastanza carne a cuocere, tra perizie esplosivistiche che smontano le ipotesi consolidate sull’ordigno e i sospetti sulla presenza di una ottantaseiesima vittima alla stazione, al processo per la strage di Bologna continuo ad allargare il cerchio.
E’ la volta della parte civile che si fa abbacinare da una coincidenza che le appare significativa. Così Via Gradoli, strada romana famosa per il covo delle Br in cui vivevano Moretti e Balzerani durante il sequestro di Aldo Moro nel 1978, finisce per intrecciarsi con il processo sulla Strage di Bologna. Nella stessa via, infatti, anche i Nar di cui faceva parte Gilberto Cavallini, imputato a 39 anni dall’attentato, avevano due covi, nel 1981. E gli appartamenti in uso ai terroristi di estrema destra sarebbero riconducibili a società immobiliari e a personaggi legati al Sisde.

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8 ottobre 1969, Chicago: nei “giorni della rabbia” nascono i Weathermen

I Weathermen Underground sono il primo gruppo “bianco” che pratica la lotta armata negli Stati Uniti. Nascono alla fine degli anni ’60 dalle ceneri della Students for a Democratic Society, la più importante sigla della new left americana. I Weathermen salgono alla ribalta delle cronache l’8 ottobre del 1969, quando in quattrocento danno vita a un violentissimo riot nelle strade più lussuose di Chicago. Gli scontri durano ben 48 ore, causando la devastazione di interi quartieri. Passeranno alla storia come “i giorni della rabbia”. Avrebbero dovuto partecipare decine di migliaia di persone, almeno nelle previsioni dei Weathermen, Facevano affidamento sul consenso che le loro tesi radicali sembravano aver riscosso alla Convention nazionale della Sds, tenutasi in giugno a Chicago.

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7 ottobre 1980: blitz contro Prima Linea. Arrestato Giuliano Pisapia

Il 7 ottobre 1980 grazie alle rivelazioni di Roberto Sandalo, il primo grande pentito di Prima Linea, sono arrestati a Milano e a Torino 22 persone (tra cui Paolo Zambianchi e Massimo Libardi). L’accusa di partecipazione a banda armata . In precedenza l’8 maggio a Milano nella base di via Lorenteggio 236 avevano arrestato Bruno Laronga e Silveria Russo. E’ del 13 ottobre a Sorrento la cattura di Teresa Conti e Michele Viscardi. Costui si “pente” subito. Determina nei giorni successivi una serie di arresti in tutta la penisola.

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L’ultimo gesto di rivolta di Enrico Villimburgo

Si è tolto la vita a Parigi Enrico Villimburgo, ex brigatista rosso rifugiato in Francia. Lottava da anni contro il cancro. Il suo nome è tornato recentemente alla ribalta, nelle ultime liste di proscrizione dei super-ricercati da estradare, nonostante fossero note le sue gravi condizioni di salute. L’ho conosciuto a Parigi: il suo arresto (e scarcerazione) nel 1988 coincisero con la fase finale della realizzazione di Biennio Rosso, il racconto biografico su ’68 e ’69 di Oreste Scalzone da me curato. Oreste fu allora, come in tanti altri casi, protagonista della battaglia per la libertà sua e di Giovanni Alimonti. Oggi Oreste ci consegna un ricordo entusiasta e appasionato. Riposa in pace, Villi, ovunque tu sia.

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6 ottobre 1972: ucciso il primo dirottatore italiano, Ivano Boccaccio

ivano boccaccio

Ivano Boccaccio, 21 anni, ex paracadutista, si imbarca il 6 ottobre sul Fokker dell’ATI in partenza alle ore 17 dall’aeroporto di Ronchi, destinazione Bari. Ha in una valigetta un paracadute acquistato in Svizzera da Vincenzo Vinciguerra assieme a Carlo Cicuttini, che lo ha fatto piegare presso l’aeroclub di Udine. Tutti e tre sono ordinovisti. Boccaccio ha con sé pure la pistola Luger di Cicuttini, una bomba a mano ed indossa una parrucca bionda.

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4-5 ottobre 1980: la cattura e la morte di Nanni De Angelis

nanni de angelis
Nanni De Angelis sul campo di rugby (Foto messa in rete da Stefano Schiavi)

Il 4 ottobre una soffiata (sarà sospettato l’amico che svolge i compiti di ufficiale di collegamento per Ciavardini) fa cadere Nanni e Luigi nelle mani della polizia. Quest’ultimo racconta:

Tornato nell’ambito di Terza posizione, in quei giorni mi sto dando da fare per aiutare i latitanti a espatriare. In questo mio agitarmi per Roma la polizia intercetta una mia telefonata: ma De Angelis non c’entra niente. Mi stava solo accompagnando.

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4 ottobre 1993: bombardato il Parlamento russo

parlamento russo


La mattina del 4 ottobre 1993 i carri armati dell’esercito russo spararono contro la Casa Bianca di Mosca, la sede del parlamento russo. A mezzogiorno le forze speciali assaltarono l’edificio mettendo fine a una crisi istituzionale tra il parlamento e Boris Eltsin, all’epoca presidente della Russia, che durava da mesi.
Boris Eltsin e i membri del parlamento che si scontrarono con lui, tra cui il vicepresidente Aleksandr Rutskoi, erano stati alleati molto stretti fino a poco tempo prima della crisi: negli anni in cui Mikhail Gorbaciov, presidente dell’Unione Sovietica, aveva dato il via prima alla “Perestroika” e poi alla “Glasnost”, due processi di riforma che portarono molti cambiamenti nel campo delle libertà personali ed economiche e nella struttura stessa dello Stato.

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3 ottobre 1981: l’eroismo dei prigionieri dell’Ira piega la Thatcher

sciopero della fame

Gli scioperi della fame [dei prigionieri politici irlandesi] cominciarono alla fine degli anni ’70, ma il più tragico e memorabile fu quello di Bobby Sands, inaugurato il 1 marzo 1981 e terminato con la sua morte, il 5 maggio, a soli 27 anni (qui un breve video dei funerali). Tra il maggio e l’agosto dello stesso anno, a Long Kesh morirono di fame dieci hunger strikers.

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