Baobab: “Ancora 57 in piazza. I 22 sgomberi non solo da Salvini e Raggi”

baobab

 “Lo sgombero non risolve i problemi e le ruspe non cancellano le persone. Questa notte 57 persone hanno trascorso la notte in strada, a piazzale Spadolini, a seguito dello sgombero e come ogni volta è ripartita la gara di solidarietà dei cittadini che hanno portato bevande calde e coperte”. A dirlo Andrea Costa di Baobab Experience nella conferenza stampa convocata dopo lo sgombero del presidio di martedì scorso. 

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Salvini a Napoli. Scontri in Galleria. Ferito un attivista di Insurgencia

lo striscione di insurgencia

Incidenti a Napoli per la visita del vicepremier Matteo Salvini. Il centro sociale Insurgencia è sceso in piazza nel centro di Napoli contro la visita del ministro degli Interni. I dimostranti hanno tentato di forzare il blocco della Polizia all’interno della Galleria Umberto, a cento metri dalla  Prefettura. Nel Palazzo del Governo, a piazza Plebiscito, è in corso il comitato per l’ordine pubblico con il vice premier.
Gli agenti li hanno respinti con una carica di alleggerimento.  Momenti di tensione e uno dei giovani è stato colpito con un manganello alla testa. Per lui una ferita con fuoriuscito di sangue.

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13 novembre 1981: i Colp uccidono un poliziotto alla stazione di Milano

viscardi

Il 13 novembre 1981, è in corso a Milano un’operazione di controllo nei confronti di due individui sospetti nella Stazione Centrale. La guardia Eleno Anello Viscardi, in servizio alla Digos, si fa sorprendere dalla brusca reazione di uno dei controllati. All’improvviso questi fa fuoco e lo ammazza con numerosi colpi di pistola. Gli autori dell’omicidio sono immediatamente arrestati da altri agenti di polizia accorsi sul posto. 

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13 novembre 1975, la strage dei Graneris. Un delitto in nero che segna un’epoca

È appena cessato l’eco dell’atroce delitto del Circeo. Gli intellettuali si rifiutano di accettare l’idea che a uccidere Pier Paolo Pasolini la notte del 2 novembre sia stato solo uno squallido marchettaro di Pietralata. Ed ecco una strage familiare rilancia il dibattito sulla dilagante superviolenza.
Il 13 novembre 1975, verso le 21,30, in una villetta alla periferia di Vercelli Doretta Graneris, 18 anni, il suo fidanzato, Guido Badini, 21 anni, e il suo amante, Antonio D’Elia, 19 anni, sterminano la famiglia della ragazza: nonni materni, genitori e fratello tredicenne.
La gelosia per il ragazzino, l’insofferenza per le regole imposte dai genitori, ma anche l’incredibile bramosia di mettere le mani sui risparmi del padre (circa 200 milioni) furono, per i giudici, la molla che fece scattare la follia omicida. A tradirli un bossolo caduto nella piega dei pantaloni del fidanzato e di lì nella sua auto. La coppia sarà condannata all’ergastolo, D’Elia a 24 anni.

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13 novembre 1982: muore tentando la fuga Maurizio Biscaro, delle Br Walter Alasia

Oggi voglio ricordare Maurizio Biscaro, morto il 13 novembre del 1982 precipitando dal cornicione del sesto piano di una casa di Cinisello Balsamo nel tentativo di sfuggire all’arresto. Aveva 25 anni e siccome era un militante della Walter Alasia è uno di quei morti “dalla parte sbagliata”, di cui non si parla.

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Gli attivisti di Baobab: blindati alla Tiburtina per lo sgombero

 “Blindati delle forze dell’ordine alle prime luci hanno circondato il presidio di piazzale Maslax, nei pressi della stazione Tiburtina, per sgomberare l’area dai migranti”. A lanciare l’allarme in un post su facebook gli attivisti di Baobab Experience aggiungendo che sono più 100 le persone che ancora dormono in strada e che il Comune non ha preso in carico. 
Alla fine delle operazioni di sgombero, intorno alle 11, sono in tutto 136 i migranti cacciati dalla struttura di accoglienza. Sono entrate in funzione le ruspe per liberare l’area.

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13 novembre: muore in un conflitto a fuoco Claudio Pallone (Mcr)

Claudio Ernesto Pallone cresce alla Garbatella, con i collettivi Politici Studenteschi del suo liceo. Fra le sue prime esperienze di militanza nel Gruppo Comunista della Garbatella, formazione di quartiere che, nei primi anni ’70, confluisce nel Gruppo Gramsci.
Con lo scioglimento del Gramsci (1973) milita nell’area dell’autonomia romana; partecipa alla vita del foglio trasversale Zut; si iscrive, in quanto disoccupato, alla lista di collocamento per entrare al Policlinico ed è presente a tutte le manifestazioni, partecipando molto attivamente al movimento dell’autonomia.

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Roma, scontri con Militia Christi. Quasi 4 anni a Nunzio D’Erme

Nunzio D'Erme

Condanna a 3 anni e 10 mesi per Nunzio D’Erme, 56 anni, ex consigliere comunale al Campidoglio e storico attivista del centro sociale “Corto Circuito” e dell’area antagonista della Capitale.
Il Tribunale di Roma ha condannato anche altri due militanti antagonisti rispettivamente a 1 anno e 6 mesi e a 1 anno e 4 mesi.
Tutti e tre dovevano rispondere a vario titolo, in concorso, dei reati di resistenza a pubblico ufficiale, lesioni personali aggravate e procurata evasione. 

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Mille dei centri sociali in piazza a Palermo contro il summit per la Libia

 Un migliaio di giovani dei centri sociali di Palermo ha sfilato in corteo ieri sera per “manifestare il dissenso rispetto alla Conferenza Internazionale per la Libia” . Il summit si tiene oggi e domani a Palermo.
“Con partenza da piazza Rivoluzione, la folta carovana musicale ha strappato la città al controllo, è irrotta in una dimensione ovattata costruita ad arte in vista dell’evento”. 
Gli organizzatori del corteo contestano una macchina scenica costruita “per i bisogni esclusivi dei delegati delle nazioni invitate che giocano un ruolo di predominio militare sul Mediterraneo”. 

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12 novembre 1953: nasce Marcello Colafigli, il “Bufalo” della Magliana

marcello colafigli

Marcello Colafigli è l’unico capo della banda della Magliana ancora detenuto a 35 anni di distanza dall’arresto (carcerazione interrotta per un anno per una evasione dal manicomio giudiziario, nel 1989). Ha ispirato il personaggio di “Bufalo” in ‘Romanzo criminale’: violento fino alla brutalità ma generoso e leale. Del suo “buon carattere” offre un’originale testimonianza il pentito Antonio Mancini che fu arrestato con lui nel 1981, dopo l’omicidio di uno dei Proietti, il clan avversario responsabile dell’omicidio di Franco Giuseppucci, “Libano”.

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