Archivi Mensili: maggio 2014

Nello scrigno del tempo. Lega Nord e fascisteria: l’indipendenza padana e i miti neoceltici

Riprendiamo la pubblicazione del capitolo di Fascisteria (edizione 2008) dedicato alla Lega Nord (qui la prima parte). Solo osservatori disattenti possono oggi cascare dal pero di fronte al nuovo asse con il Front National: E l’ex ministro degli Interni fu

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Napolitano, il capo della banda. Rivelli riflette sul rispetto dovuto alle Istituzioni

Spesso mi sono domandata se le Istituzioni debbano essere rispettate sempre e comunque e altrettanto spesso ho risposto a me stessa affermativamente; tuttavia – ho anche molte volte riflettuto- le donne e gli uomini che le Istituzioni le rappresentano, le

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Napolitano, il capo della banda, una mia intervista a Pier Paolo Petino

http://wp.me/p3huK5-3sw Un’intervista con Pier Paolo Petino di Videoinformazioni ripresa dal sito web La Rampa di Napoli

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Nello scrigno del tempo. Ancora su Lega Nord e fascisteria: dalle origini alla svolta del 1996

Non ci sono solo link culturali ma anche profondi intrecci politici tra Lega e fascisteria. C’è un vecchio saggio realizzato con il metodo dell’inchiesta sociale e pubblicato dal Cipec di Cuneo, nella collana dei suoi Quaderni, che affronta appunto il

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Nello scrigno del tempo: gli antichi legami tra Borghezio e la fascisteria

Sugli aspetti beffardi del ritorno all’Europarlamento di Mario Borghezio grazie al voto dei romani si è aperta un’accanita discussione (anzi più di una) sulla mia bacheca di facebook. A catalizzare le tensioni, affiorate tra opposte frange di fascisteria, il ruolo

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Napolitano, il capo della banda: il trionfo di Renzi è il capitolo che mancava al mio libro

Con l’inconfutabile risultato elettorale di ieri, che vede il Pd prendere 10 punti in più del centrodestra allargato (Forza Italia+Ncd/Udc+Fratelli d’Italia+Lega) e quasi doppiare il Movimento 5 stelle che i pronostici dei cavallari da strapazzo davano in rimonta e a

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Ancora su Repubblica e gli scontri di Roma: quando in redazione entra la mentalità ultrà

L’avevo buttato in celia, sulla questione della Repubblica “romana” che fa il nome del supertestimone della sparatoria di Roma, durante gli scontri prima della finale di Coppa Italia, parlando di hacker. Cosa che ha suscitato qualche interesse (il tema è

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Scontri di Roma Repubblica diffonde il nome del superteste: è sotto attacco di hacker o dell’idiozia?

Un commando di hacker/ultrà giallorossi ha attaccato il sito di Repubblica.it e postato un pezzo per me “provocatorio”, tra l’altro dandogli il rilievo dell’apertura della cronaca di Roma. Per quanto gli standard professionali si siano abbassati mi rifiuto infatti di

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Napolitano, il capo della banda. I dubbi di Gonzaga (e le mie certezze) sulle fonti variegate

Napolitano, oggi, ci racconta Tassinari, è lo stesso di quarant’anni fa: l’idea di un potere immobile che trasforma la mummia di sè nel corpo del potere. Tassinari nei capitoli che seguono ripercorre la vicenda biografica di Napolitano confutando dicerie (la parentela

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Napolitano il capo della banda, per Valle un ritratto inusuale, scomodo ma non banale

Comprensibile perciò la freddezza se non l’antipatia che Napolitano suscita in una certa sinistra (a destra l’ostilità è scontata o dovrebbe esserlo…). Lo conferma, con ironia e solida documentazione, il nuovo libro Ugo Maria Tassinari “il capo della banda”. Nonostante

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Sono nato a Napoli nel 1956 e cresciuto a Posillipo. Vivo e lavoro a Potenza. Sposato da 35 anni, ho una figlia trentenne, un genero, un nipote. Militante dell’antagonismo sociale negli anni Settanta, ho proseguito il mio impegno sul fronte della solidarietà per i prigionieri degli anni di piombo, partecipando in prima persona alle campagne per la soluzione politica. Le mie posizioni da un marxismo critico di matrice operaista si sono evolute nella direzione di un radicale libertarismo. Col passare degli anni, ho spostato la mia attenzione dalla cronaca alla narrazione, dalla ricostruzione dei fatti ai dispositivi di costruzione delle storie...

L'alter-Ugo è la superfetazione del blog Fascinazione, chiuso alla fine di febbraio 2013, quando ha superato il milione di visitatori e poi riaperto e affidato alla cura del discepolo più devoto. Perché 25 anni di ricerca e osservazione sulla fascisteria bastano e avanzano anche a un maniaco compulsivo come me. Questo sito si occuperà ancora di politica e movimenti sociali ma offrirà pure una robusta documentazione d'archivio delle mie precedenti attività giornalistiche e costituirà lo snodo per accedere a tutti i miei canali del web 2.0 (blog, anobii, youtube, flickr)