22 marzo 1968: la rivolta di Nanterre. Una breve storia del gruppo XXII marzo

22 marzo

E’ una data da non dimenticare il 22 marzo 68 , poiché segna il salto di qualità dei movimenti di contestazione  europei che quell’anno  avranno nel maggio francese il momento più esaltante. Quel giorno si diffuse la notizia che a Parigi erano stati arrestati sei studenti per una manifestazione pro-Vietnam ed in solidarietà  con gli studenti delle università americane che da oltre un anno si battevano contro la guerra. Nella nuova università di Nanterre a nord-ovest di Parigi un gruppo di ispirazione libertaria ed il cui leader è uno studente anarchico  Daniel Cohn-Bendit , decide di occupare  la Sala del consiglio della facoltà di Lettere di Nanterre. Inizieranno in soli centoquaranta ma  in pochi giorni la protesta si allargherà a macchia d’olio ed arriverà a mettere in pericolo l’intero sistema politico francese. La parola d’ordine : No all’autoritarismo!- diverrà quella che più identifica il 68 degli studenti in Francia e poi in tutta Europa. Quel piccolo gruppo diverrà un movimento chiamato appunto 22 MARZO. Quel nome sarà ripreso due volte in Italia, nella primavera 1968 da un gruppo di fascisti romani, nell’autunno del 1969 da un gruppo di anarchici usciti dal Circolo Bakunin. In entrambi i casi tra i militanti del gruppo c’è l’anarco-fascista Mario Merlino. La storia la racconterà nel 1970 “La strage di Stato“, il volume collettivo di controinformazione sulla strage di piazza Fontana. Il testo è interessante. Tra l’altro segnala la presenza degli avanguardisti a Valle Giulia il 1 marzo 1968.

MERLINO E IL MARZO ’68
Mario Merlino compare per la prima volta mescolato alle forze di sinistra durante la battaglia di Valle Giulia che si combatte tra studenti e polizia ai primi di febbraio 1968, davanti alla facoltà di Architettura. Per Merlino, che è presente tra le fila di un gruppetto di picchiatori fascisti di Avanguardia Nazionale, gli scontri di Valle Giulia sono due fronti: i camerati cercano di bastonare in parti uguali poliziotti e studenti. L’importante per loro è provocare il massimo degli incidenti [in realtà i fascisti occupano la coda del corteo studentesco e così saranno i primi a scontrarsi con la polizia che attacca per impedire l’occupazione di Architettura. La foto diventerà un poster venduto da Feltrinelli e solo 20 anni dopo Merlino rivendicherà l’identità della prima linea degli scontri, ndb]  . Il neofascismo romano a quella data è infatti ancora incerto: con la esplosione dell'”anno degli studenti” sono finiti i bei tempi in cui dominava incontrastato con le sue squadre di manganellatori nell’università romana. Che fare quindi? La nuova tattica dell’ infiltrazione tra i gruppi di sinistra, il momento in cui i “nazimaoisti” tenteranno di confondere le acque coi loro slogan “Hitler e Mao uniti nella lotta” sono ancora lontani. D’altra parte l’attacco frontale come una volta è ormai impossibile.
Ci riprovano, certo, e il 17 marzo [in realtà è il 16, ndb] un manipolo di duecento picchiatori giunti da ogni parte d’Italia, gli onorevoli Almirante,Caradonna e Turchi in testa, dà l’assalto alla facoltà di Lettere occupata dagli studenti e provoca gravi incidenti (lo studente Oreste Scalzone ha la colonna vertebrale fratturata). Anche in questa occasione Mario Merlino marcia coi fascisti. Tuttavia questa fase sta per chiudersi: il viaggio in Grecia che i giovani fascisti italiani compiono nell’aprile 1968 segna una svolta definitiva.

IL VIAGGIO IN GRECIA
Il viaggio è promosso dall’ESESI, (vedi IV capitolo – l’ESESI) la lega degli studenti greci fascisti in Italia, ed è organizzato dal giornalista Pino Rauti del Tempo di Roma e da Stefano Delle Chiaie i quali scelgono fra i militanti di Nuova Caravella, Ordine Nuovo e dell’ex Avanguardia Nazionale una quarantina di giovani che si sono particolarmente distinti nell’attività a favore del regime dei colonnelli. Giunti a Atene, i fascisti romani si recano in delegazione all’ambasciata italiana per presentare una nota di protesta “contro il modo in cui la RAI-TV diffama il regime greco”. Qualche giorno dopo appendono sul petto del ministro Pattakos un distintivo di Nuova Caravella: nella foto ricordo della cerimonia si vede anche Mario Merlino (Merlino quando sarà interrogato dal giudice dichiarerà che “non vi furono conferenze e non fummo ricevuti da personalità”). Ad Atene i giovani fascisti italiani prendono anche contatti col movimento nazista greco “4 Agosto” diretto da Costantino Plevris. Da quel momento, tornato a Roma, Mario Merlino cambia pelle. La cambia fisicamente, perché comincia a vestire in modo dimesso e si fa crescere i capelli, poi anche barba e baffi. E la cambia politicamente: non sono passati quindici giorni dal rientro da Atene che ha già fondato il gruppo XXII Marzo (da non confondersi con il 22 Marzo, che verrà molto più tardi).

IL GRUPPO XXII MARZO
Un volantino diffuso nella città universitaria rappresenta la sua prima carta politica: il gruppo proclama di “rifarsi alle esperienze del Maggio francese e, in particolare, alle sue punte più avanzate: Daniel Cohn Bendit e gli arrabbiati di Nanterre”. L’esordio in piazza avviene qualche giorno dopo, nel corso di una manifestazione di protesta indetta dal movimento studentesco romano davanti all’ambasciata francese. Dietro a Mario Merlino, che sventola una grande bandiera nera con la scritta XXII Marzo, ci sono gli esponenti più rappresentativi del gruppo, e del neofascismo romano: Stefano Delle Chiaie, Serafino Di Luia, Loris Facchinetti e l’ex legionario e parà Buffa, detto il Lupo di Monteverde. Mentre gli studenti si disperdono sotto le violente cariche della polizia. Il XXII Marzo celebra il battesimo del fuoco incendiando con bottiglie molotov due auto parcheggiate a diverse centinaia di metri dal teatro degli scontri.
Il giorno dopo i quotidiani di Roma parlano in toni apocalittici di “piano preordinato”, di “guerriglia cittadina”, di “inutili vandalismi” e della “cieca violenza con cui i teppisti, manovrati dal PCI, hanno danneggiato e incendiato auto di privati cittadini” (Il Tempo). La provocazione non passa inosservata, gli studenti hanno riconosciuto fra i seguaci di Mario Merlino i più noti esponenti del neofascismo romano e il XXII Marzo, a neppure un mese dalla sua fondazione, cessa di esistere.

GLI ALTRI TENTATIVI DI INFILTRAZIONE
Merlino non si scoraggia, da Cohn Bendit passa al libretto rosso del presidente Mao Tse Tung, da leader mancato si trasforma in semplice militante di base e avvicina un esponente del gruppo di sinistra Avanguardia Proletaria vantando certi contatti politici che egli dice di avere con la redazione dell’Etincelle, una rivista marxista-leninista svizzera. L’approccio fallisce: i suoi precedenti sono noti all’esponente di Avanguardia Proletaria.
Merlino ci riprova con il Partito Comunista d’ltalia (linea rossa).Qui non lo conosce nessuno e oltretutto lui si offre come semplice diffusore della rivista di Verona Lavoro Politico, in attesa di essere ammesso nel partito. Ma ancora una volta si tradisce. Viene fermato durante gli scontri con la polizia che seguono un tentativo di assalto contro la direzione del PCI in via delle Botteghe Oscure organizzato da diversi gruppi fascisti, al termine di un comizio di Arturo Michelini. Il nome di Mario Merlino compare nella lista degli arrestati pubblicata da tutti i giornali. D’ora in poi sarà più prudente nel mantenere i contatti con i suoi “ex” camerati.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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