16 aprile 1988: commando israeliano uccide a Tunisi Abu Jihad, la mente dell’Intifada

abu jihadLa notte del 16 aprile 1988 un commando del Mossad uccide in Tunisia il braccio destro di Arafat, Abu Jihad, considerato la mente dell’Intifada. Le teste di cuoio sbarcano da  quattro gommoni neri con i motori silenziati sulla spiaggia deserta di Gammarth. La missione è compiuta in ventisei minuti.

Khalil Al Wazir, più noto con il suo nome di battaglia di Abu Jihad, fondatore insieme a Yasser Arafat di Al Fatah, è stato crivellato da 50 proiettili nel suo letto in un lago di sangue. Ha avuto il tempo di impugnare  la Browning 7,65 che teneva sul comodino ma non è riuscito a sparare nemmeno un colpo. Ci vorranno dodici anni e una lunga battaglia legale di un quotidiano contro la censura militare che blocca un’intervista a un responsabile del commando perché Israele ammetta che furono i suoi uomini a uccidere Abu Jihad nella capitale tunisina nell’ambito di un’operazione destinata a decapitare la dirigenza della prima Intifada, scoppiata nei Territori occupati nel dicembre del 1987, e di cui Jihad era uno dei dirigenti all’estero.

La missione fu compiuta da 26 uomini da un gruppo d’élite dello stato maggiore dell’esercito allora diretto da Moshe Yaalon, poi divenuto ministro degli Affari strategici. Il comandante del gruppo di fuoco, Nahum Lev,  poi morì in un misterioso incidente di moto proprio quell’anno. Il commando sbarcato sulla spiaggia di Tunisi, si divise due gruppi: uno, quello di Lev, si diresse in macchina fino ai pressi della villa di Jihad. Accompagnato da un soldato travestito da donna in modo da sembrare una coppia in uscita la sera, in mano Lev ha una gran scatola di cioccolatini che nasconde una pistola con silenziatore. I due si abbracciano, scherzano. Si avvicinano e uccidono la prima guardia che è assopita in macchina davanti l’abitazione. Il secondo gruppo, ad un segnale convenuto, entra nella casa dopo aver forzato la porta di ingresso. Viene ucciso un secondo bodyguard palestinese e un ignaro giardiniere tunisino che dormiva nella baracca in giardino. Una volta all’interno e individuata la stanza da letto di Jihad, Lev e uno dei commandos con il passamontagna salgono rapidamente le scale. Il tempo è tutto. I colpi di pistola col silenziatore, specie quelli sparati con le mitragliette emettono un sibilo, una specie di gemito soffocato, inconfondibile per un esperto militare come Abu Jihad che forse sente qualcosa. Senza accendere la luce allunga la mano verso la pistola sul comodino nel momento in cui la porta viene abbattuta. Il soldato è più veloce del suo comandante e spara per primo, Lev racconta che sparò dopo una lunga raffica «attento a non ferire la moglie che dormiva a fianco di Abu Jihad», i due figli – dodici e due anni – dormivano nella stanza a fianco. «Ho sparato senza la minima esitazione — ha raccontato Lev al giornale – era votato a morire. Era coinvolto in crimini orribili contro civili israeliani».

Quella notte un Boeing 707 equipaggiato per la guerra elettronica seguì l’operazione dal cielo azionando le apparecchiature di disturbo elettronico per isolare i telefoni di tutta la zona interessata. Ma il Boeing senza insegne era anche il centro di comando operativo. A bordo c’era il generale Ehud Barak – allora vicecapo di Stato maggiore dell’Esercito poi ministro della Difesa e primo ministro – che già anni prima nel 1973 aveva guidato i commando israeliani (lui si era travestito da donna) che a Beirut, in maniera quasi identica a Abu Jihad, uccisero tre alti dirigenti dell’Olp e decine di palestinesi.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

Taggato con: , , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*