Antifascisti all’attacco: aggredito a Roma Di Stefano, 7 di Casaggi a Firenze, un forzanovista a Treviso

In 36 ore sono tre gli episodi, tutti collegati alle campagne elettorali in corso, di aggressione contro esponenti dell’estrema destra da parte di militanti della sinistra antagonista. Nell’ultimo caso, a Roma, immediata la replica.

Il primo episodio, nel corso dell’altra notte a Treviso. Così lo racconta la “Tribuna di Treviso“:

Aggressione in pieno centro, in piazza San Vito con calci e botte da orbi nei confronti di un giovane appartenente all’estrema destra. Gli aggressori sarebbero giovani di sinistra. Una maxi-rissa in 15 contro uno avvenuta attorno a mezzanotte. Non è ancora chiara la dinamica né cosa abbia originato la violenza. Il giovane è stato preso a calci e pugni, dopo la rissa si è recato in ospedale a farsi medicare. (…) Sembra che ad aggredire il giovane siano stati esponenti vicini a movimenti autonomi. Dotto (Rinascita per Treviso) e Forza Nuova puntano il dito sulla sinistra, sul collettivo Ztl e su Manildo che li proteggerebbe. Dal candidato sindaco secca smentita e l’invito a denunciare gli aggressori, qualora se ne conosca l’identità. Nessuna pista al momento viene esclusa dagli investigatori.

In mattinata, invece gli incidenti all’Università di Firenze. Al polo di Novoli un banchetto di Casaggi, il centro sociale di destra, è stato contestato da una nutrita pattuglia di antifascisti che alla fine hanno malmenato gli avversari. Questa la cronaca di “Il sito di Firenze“:

Da un lato i collettivi e i centri sociali. In pieno giorno armati di spranghe e catene, con il volto coperto e con i caschi. Dall’altro sei o sette ragazzi di destra, vicini a Casaggì, candidati nelle liste di centrodestra alle prossime elezioni universitarie che volantinano per raccogliere consensi e voti. Raccontano i numerosi studenti presenti che quelli del Collettivo Politico hanno prima cercato di allontanare con cori e minacce quelli di destra, poi però ad un certo punto non ottenendo alcun risultato sono passati alle vie di fatto, aggredendoli con calci e pugni. Andrea, studente del secondo anno di economia, racconta “Sembrava di assistere ad un documentario in TV sul sessantotto. Tanta violenza non l’avevo mai vista”. Maria, studentessa fuori sede nata a Reggio Calabria, è ancora incredula “Io sono di sinistra, ma in questi non mi ci riconosco. Che senso ha cacciare con violenza chi la pensa diversamente da te? Si definiscono antifascisti, ma si comportano come i fascisti del secolo scorso. Tra l’altro io quelli a lezione non li ho mai visti, probabilmente venivano da qualche centro sociale.”

Il comunicato di Casaggi parla di 50 uomini armati di spranghe e catene ma alla fine un solo militante di destra è rimasto ferito, in modo non grave, al volto.

Alla fine, in serata, l’episodio di maggior rilievo mediatico e politico. Il numero 2 di CasaPound, Simone Di Stefano, candidato sindaco a Roma e già candidato governatore, è stato aggredito mentre si allontanava in aujto al termine di un’iniziativa elettorale. Nella nota diffusa immediatamente Gianluca Iannone parla di “imboscata”:

Aggredito il candidato sindaco di Roma di CasaPound Italia Simone Di Stefano. Di Stefano aveva appena terminato un incontro elettorale al quartiere Statuario, in VII Municipio, e si trovava in auto su via Taurianova diretto verso il centro, quando, all’altezza di un incrocio, la vettura, ferma al semaforo, è stata assaltata da alcune persone con caschi e manici di piccone, che sono riuscite anche a colpire al volto il militante di Cpi alla guida, che è dovuto ricorrere alle cure dei sanitari. ‘’Si tratta di un episodio gravissimo, tanto più perché a Di Stefano è stata tesa una vera e propria imboscata – sottolinea in una nota il leader di CasaPound Italia Gianluca Iannone – Non c’è dubbio infatti che quello di questo pomeriggio sia stato un agguato preordinato, evidentemente frutto del clima avvelenato creato da quei politici che, mentre si spartiscono la Nazione o quel che ne resta, provano a dimostrare, a colpi di interrogazioni, che nelle loro vene scorre sangue antifascista. Un gesto insensato e vigliacco che colpisce chi, nel rispetto delle regole democratiche, si è candidato a sindaco di Roma e che, anche per questo, esige una risposta immediata delle istituzioni e la solidarietà incondizionata degli altri candidati’’.

Immediata in questo caso la rappresaglia. A denunciarla  Gianluca Peciola, candidato di Sel al Consiglio comunale di Roma. La notizia è stata rilanciata dal Messaggero:

“Una trentina di militanti di Casapound ha fatto irruzione all’interno del centro aggregativo Uscita 23 nel quartiere Statuario e ha colpito con delle catene due ragazzi.  Il fatto è avvenuto al termine di un’iniziativa del candidato sindaco di Casapound nella zona”.

Nessun riferimento all’aggressione subita in precedenza da Di Stefano. Altrettanto pronta la smentita di CasaPound:

‘’Dopo aver tentato invano di affibbiarci la responsabilità per gli assalti ai gazebi, Peciola si inventa un’altra storia senza fondamento. Gli consigliamo di cominciare a mettere i soldi da parte per le tante querele che gli faremo’’

 

 

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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