Antonio Infantino e la colonna sonora degli anni Settanta

Venerdì 27 aprile sarà presentato in anteprima nazionale al festival di Bari il film “The fabulous trickster. In viaggio con Antonio Infantino” il film dedicato da Luigi Cinque (all’epoca canzoniere del Lazio) a uno dei protagonisti della musica ribelle degli anni 70

Quando Luigi Cinque si affaccia sulla scena musicale italiana, a metà degli anni Settanta, Antonio Infantino è già un mito. Il contributo del giovane sax soprano è importante nella rapida evoluzione del Canzoniere del Lazio da gruppo di ricerca etnomusicale, nato sull’onda del folk revival dei tardi anni Sessanta, a band sperimentale che vivifica la tradizione con innesti jazz e rock.

Questa ricerca di nuove sonorità costituirà un pezzo importante della soundtrack collettiva dei movimenti politici e sociali che animano quella straordinaria stagione di lotte e di sogni. In questa ricerca Antonio Infantino si era già spinto molto avanti: “Era il tempo – spiega Luigi Cinque – del grande circo della fine dei Settanta.”

Il circuito alternativo giovanile era animato da migliaia di concerti in giro per l’Italia. Antonio Infantino, con i suoi Tarantolati di Tricarico, dovunque arrivava, su qualunque palco, era una presenza preziosa, enigmatica, eccitante, coinvolgente, folle. Pochi sapevano che egli aveva già un curriculum di tutto rispetto: architetto, cantautore, cantore nel “Ci ragiono e canto” di Dario Fo, poeta per Feltrinelli con Fernanda Pivano. LEGGI TUTTO SU TOTEM MAGAZINE

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Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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