Baghdad, bombe Isis nel quartiere sciita: 70 morti

Continua il diario di un anno di terrore: la milizia qaedista ha occupato un hotel a Mogadiscio dopo un attentato suicida

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homs: strage nella città siriana

28 febbraio: Decine di morti, almeno 70, e tanti feriti. È il bilancio ancora provvisorio dell’esplosione di due bombe in un negozio di telefonia a Baghdad, nel quartiere di Sadr City, una zona a prevalenza sciita. Lo riportano fonti di polizia e fonti mediche. Lo Stato Islamico ha rivendicato l’attentato, come riporta il sito di monitoraggioSite: “Le nostre spade non smetteranno di tagliare le teste degli apostati sciiti”, si legge nella rivendicazione di Daesh.  Continua l’escalation di violenza nella Capitale irachena. L’11 gennaio scorso c’era stato un attentato con 38 morti. Sei giorni dopo, tre cittadini americani erano stati rapiti, e una bomba aveva ucciso 13 civili in fuga da Ramadi.

26 febbraio – I miliziani di al-Shabab legati ad al-Qaeda hanno fatto irruzione in un hotel in centro a Mogadiscio, nonostante le rigide misure di sicurezza, uccidendo almeno 14 persone. Lo hanno riferito gli stessi miliziani all’emittente Bbc, spiegando che l’hotel Somali Youth League (Syl) è ora “sotto il controllo” degli al-Shabab. L’attacco sarebbe  iniziato “con un attentato suicida”. Vicino all’albergo sono state sentite due forti esplosioni, che si ritiene siano state provocate da un’autobomba. La polizia è giunta sul luogo dell’attacco, ma al momento non si conosce il bilancio delle eventuali vittime. L’inviato della Bbc sul luogo dell’attentato riferisce di aver udito una sparatoria e che, dopo 40 minuti dall’esplosione della prima autobomba è stata avvertita una seconda esplosione della stessa entità. Ieri un colpo di mortaio lanciato da al-Shabab vicino al palazzo presidenziale a Mogadiscio ha causato la morte di tre persone. A fine gennaio un altro attentato ha scosso la capitale somala Mogadiscio. L’attacco compiuto da quattro jihadisti con due autobombe ha ucciso 20 persone.

21 febbraio: Sono almeno 142 i morti e 180 i feriti in un’ondata di attentati a sud di Damasco: quattro esplosioni, almeno una delle quali innescata con un’autobomba, hanno fatto tremare la località di Sayeda Zeinab, dove si trova il mausoleo sciita di Sayeda Zeinab, già obiettivo di bombe dell’Is a fine gennaio. Il bilancio arriva dalla tv siriana e dall’Osservatorio siriano per i diritti umani. Due le autobomba esplose invece a Homs che hanno provocato almeno 57 vittime. In un primo momento la televisione di stato siriana aveva parlato di 25 vittime, ma l’Osservatorio dei diritti umani ha aggiornato il tragico bilancio. La tv di stato siriana ha diffuso le immagini di macerie, soccorsi e fumo nero nel luogo dell’attacco, avvenuto a Al-Zahraa, un sobborgo della città controllata da regime colpito già altre volte da sanguinosi attentati. Homs, nel centro del paese, è quasi integralmente sotto il controllo delle forze governative ed è regolarmente oggetto di attentai terroristici. L’ultimo, il mese scorso, aveva fatto almeno 22 morti ed era stato rivendicato dall’Is. Lo Stato Islamico ha rivendicato le due stragi avvenute ad Homs e a Damasco. Lo riferisce il network di propaganda dei jihadisti ‘Amaq’.

19 febbraio – E’ morto in ospedale il giovane israeliano accoltellato in un supermercato in Samaria, nel tardo pomeriggio di ieri, presso la zona industriale di Sha’ar Binyamin, a nord-est di Gerusalemme. Due giovanissimi arabi (14 anni) sono entrati in un supermercato della catena Rami Levy e hanno pugnalato due israeliani. Un cittadino presente sulla scena ha sparato ai due accoltellatori, provenienti dalla vicina Bitunia, impedendo altre aggressioni. Le due persone, uno di 36 anni e l’altro di 21, rimaste ferite durante l’attacco, hanno subito coltellate alla parte superiore del corpo. Il cittadino che ha sparato ai terroristi ha raccontato: “Sono entrato nel negozio e ho sentito delle urla. Ho notato uno dei terroristi e gli ho sparato. Lì c’erano soldati e cittadini”.
19 febbraio – Un raid americano in Libia ha preso di mira Noureddine Chouchane, la presunta mente delle stragi dello scorso anno in Tunisia, al museo Bardo e sulla spiaggia di Sousse. Secondo il New York Times, gli aerei hanno centrato un campo di addestramento dell’Is a Sabrata, nell’ovest del Paese. Il bilancio è di “oltre 30 jihadisti uccisi”, ma tra le vittime ci sarebbero anche donne e bambini. Ancora incerta la sorte di Chouchane, il tunisino considerato uno dei più influenti responsabili dell’Is, ed è stato collegato alla strage del Bardo di marzo 2015, in cui morirono 24 persone tra le quali 4 italiani, e quella sulla spiaggia di Sousse, a giugno, che fece 38 vittime. Il raid ha centrato una casa colonica a diversi chilometri da Sabratha. I jihadisti uccisi sono soprattutto di nazionalità tunisina.

18 febbraio – Ancora sangue in Turchia dopo l’esplosione di ieri ad Ankara. Stamani un’esplosione ha colpito un convoglio militare nel Sud-est della Turchia. Almeno sette soldati turchi sono rimasti uccisi. A far saltare in aria il convoglio militare sulla strada che collega Diyarbakir, la più grande città nel Sud-est a maggioranza curda, al distretto di Lice, è stata una mina fatta detonare a distanza da sospetti membri del Pkk. Attacchi del genere contro i soldati sono stati compiuti diverse volte negli ultimi mesi nel sud-est della Turchia, dopo che la scorsa estate è riesploso il conflitto tra Ankara e i combattenti curdi

17 febbraio – Sono almeno 28 le vittime dell’esplosione di un’autobomba avvenuta nel centro di Ankara, al passaggio di un convoglio militare. Lo ha detto il vicepremier e portavoce del governo turco, Numan Kurtulmus, spiegando che tra i morti “probabilmente ci sono anche civili” e confermando il bilancio di 61 feriti.L’autorità radiotelevisiva turca (Rtuk) ha imposto un divieto di trasmissione delle immagini dell’esplosione dell’autobomba.  Una ventina di ambulanze sono state inviate sul luogo. Il mezzo trasportava soldati nei pressi di un complesso militare nella zona centrale di Kizilay, a circa 300 metri dal Parlamento turco e dal quartier generale dell’esercito. Il premier turco Ahmet Davutoglu ha annullato il suo viaggio a Bruxelles, previsto per domani.

14 febbraio – Quattro palestinesi uccisi in Cisgiordania in tre diversi episodi. Nel nord della Cisgiordania due ragazzi di 15 anni hanno sparato contro dei soldati israeliani che hanno risposto al fuoco, uccidendoli. In un altro episodio, tra Gerusalemme e Betlemme, un diciassettenne armato di coltello ha provato ad aggredire un poliziotto israeliano che gli ha sparato uccidendolo. Infine, a Hebron la polizia israeliana ha ucciso una ragazza palestinese che aveva minacciato un agente con un coltello. Notevole il silenzio della stampa mainstream.

nigeria

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10 febbraio – Strage nel campo profughi in Nigeria: 65 morti – Sangue senza fine nel Nord della Nigeria. Almeno 65 persone sono state uccise e altre 150 sono rimaste ferite in due attentati suicidi in un campo di sfollati nel nord-est della città nigeriana di Dikwa. Lo riferiscono alcuni media internazionali. Gli attacchi sarebbero avvenuti nella tarda serata di ieri, riferiscono le fonti sottolineando che i sospetti si puntano su Boko Haram. Soccorritori e medici hanno riferito che i kamikaze erano due donne e si sono fatte saltare in aria nel campo profughi che ospita circa 50.000 persone ed è situato a poco più di 80 chilometri da Maiduguri, la più grande città della regione. Secondo le autorità gli attentati sono stati organizzati dagli estremisti islamici Boko Haram, ormai affiliati all’Isis nel tentativo di istituire uno stato islamico nel nordest della Nigeria e nei Paesi confinanti. Nei giorni seguenti si è appreso che le giovani kamikaz<e erano tre ma una ha desistito perché ha riconosciuto il padre tra gli ospiti del campo 

9 febbraio –
DAMASCO – L’Is ha rivendicato l’attentato con autobomba messo a segno oggi contro un circolo della polizia a Damasco, costato la vita a dieci persone secondo la stampa locale. Almeno 20 i feriti. Nel comunicato diffuso sui social media, lo Stato Islamico ha dichiarato che uno dei suoi membri, di nazionalità siriana, ha fatto esplodere la vettura all’interno del locale, facendo 20 morti e 40 feriti. Una fonte del ministero dell’interno, citata dalla televisione di stato, ha dichiarato che l’autista del veicolo ha cercato di forzare l’ingresso del circolo ufficiali di polizia, situato in un quartiere settentrionale della capitale, prima di essere fermato dalle guardie. “Un attentatore suicida si è fatto esplodere, causando morti e feriti”, ha detto la televisione, senza fornire un bilancio preciso.

4 febbraio –
AJACCIO – Spari contro un negozio di kebab, nel comune di Propriano, nel sud della Corsica, e raffiche di mitra contro una macelleria musulmana. I due attacchi sono avvenuti nella notte e non hanno provocato vittime né feriti. Il sindaco, Bartoli, ipotizza “un atto di stupidi razzisti”. Il primo ministro francese Manuel Valls su twitter parla di “atti intollerabili”, che “impongono la nostra unanime condanna”. L’episodio non è isolato: Nel giorno di Natale che nel 2015 ha coinciso con il Maulid (anniversario della nascita del Profeta Maometto), una sala da preghiere usata dalla comunità’ musulmana di Ajaccio in Corsica è stata semidistrutta nel corso di un attacco portato avanti da alcune decine di persone, che hanno anche tentato di dare alle fiamme copie del corano. –

3 febbraio-
BERLINO – La polizia tedesca ha condotto una vasta operazione in diverse località del Paese con centinaia di agenti impegnati nella ricerca di quattro persone sospettate di legami con lo Stato Islamico e di avere in preparazione degli attentati a Berlino. Tre persone di origini algerine sono state arrestate. Erano registrate come rifugiati siriani. La procura berlinese ha spiegato che una coppia algerina che viveva in un centro per rifugiati ad Attendorn, 80 chilometri a ovest di Colonia, è stata arrestata su mandato d’arresto spiccato del suo Paese d’origine perché sospettata di affiliazione allo Stato Islamico. L’uomo si sarebbe formato militarmente in Siria. Un terzo algerino è stato arrestato a Berlino, nel quartiere di Kreuzberg, con l’accusa di aver confezionato documenti falsi. Altri due sospetti, anche loro algerini, sono stati rimessi in libertà. Un altro centro d’accoglienza per richiedenti asilo è stato ispezionato a Hannover, nel nord della Germania. “Ai sospettati è stata contestata la potenziale preparazione di un attacco a Berlino”, ha comunicato Martin Steltner all’Afp per conto della procura. Il portavoce ha spiegato che i telefoni cellulari e altri materiali sequestrati durante le perquisizioni a Berlino, ad Hannover, in Bassa Sassonia, e ad Attendorn, nella Renania-Nord Westfalia, vengono analizzati per determinare “se l’attentato fosse effettivamente programmato e quale fosse l’obiettivo”. Alle perquisizioni hanno preso parte 4500 agenti di polizia. Non sarebbero state trovate armi, né esplosivi.

commando palestinese

La scena dello scontro tra commando palestinese e sicurezza israeliana

Annientato commando palestinese uccisa anche agente israeliana – Nuovo assalto a Gerusalemme nell’intifada dei coltelli che ormai da mesi insanguina Israele. Tre palestinesi di Jenin, in Cisgiordania hanno ucciso a colpi di arma da fuoco un’agente della polizia israeliana di 19 anni e ferito due suoi colleghi, prima di essere uccisi dal fuoco di reazione delle forze di sicurezza. Secondo fonti della polizia i tre aggressori palestinesi – identificati dall’agenzia stampa palestinese Maan come Ahmed Abou Al-Roub, Mohammed Kameel e Mohammed Nassar – progettavano di sparare su un gruppo di civili. I tre erano arrivati dalla Cisgiordania armati di coltelli, fucili e due ordigni artigianali. Prima di partire uno di loro aveva scritto su Facebook di voler sparare sulla gente. I tre si erano seduti vicino alla porta di Damasco a Gerusalemme e, secondo la polizia, stavano aspettando l’arrivo di un gruppo di israeliani in entrata o in uscita dalla Città Vecchia per aprire il fuoco all’impazzata. Il loro atteggiamento ha però insospettito la polizia che ha chiesto loro i documenti. Uno dei tre ha mostrato la carta d’identità, mentre un altro cominciava a sparare e un terzo brandiva un coltello. Gli agenti hanno risposto subito al fuoco uccidendo tutti e tre. Ma intanto sono rimaste ferite gravemente due giovani poliziotte. Una di loro, la 19enne Hadar Cohen colpita alla testa da una pallottola è morta in ospedale. Salgono a 168 i palestinesi uccisi da quando è cominciata il 1° ottobre l’attuale ondata di violenze; più della metà di loro sono morti in attacchi o presunti attacchi contro civili e militari israeliani. 28 invece i morti israeliani nella stessa ondata di violenza, oltre a tre stranieri. 

1 febbraio-
Attentatore suicida fa strage di poliziotti a Kabul: 20 morti – Un attentatore suicida si è fatto esplodere uccidendo 20 persone in una sede della Polizia nella capitale dell’ Afghanistan, Kabul. Altre 25 persone sono rimaste ferite gravemente. La maggior parte delle vittime dell’attentato erano agenti e militari. I talebani hanno rivendicato il sanguinoso attentato che ha preso di mira proprio una unità speciale delle forze dell’ordine diretta a contrastare i terroristi afghani. L’attentatore suicida si era unito ad una coda di persone che doveva recarsi all’interno dei locali della Polizia e si è fatto esplodere quando avrebbe potuto recare il massimo dei danni ai presenti.

Ucciso un 17enne palestinese che reagisce a un controllo – Ancora un episodio di violenza nei Territori occupati. Un giovane palestinese è stato colpito stamane dagli spari di soldati israeliani dopo aver cercato di accoltellarli durante un controllo di documenti nel villaggio cisgiordano di Salit (Tulkarem). Lo riferisce la radio militare israeliana. Fonti palestinesi aggiungono da parte loro che il palestinese, di 17 anni, è morto per le ferite. L’esercito israeliano ha chiuso la notte scorsa ogni accesso a Ramallah, capitale amministrativa della Cisgiordania: è la prima volta che avviene dall’inizio della recente ondata di tensione. L’ingresso è permesso al momento solo per i residenti, per gli ufficiali dell’Autorità nazionale palestinese e per motivi umanitari. La mossa, secondo il portavoce militare, si basa su “ragioni operative”. Ieri un ufficiale della sicurezza palestinese ha sparato contro soldati israeliani, ferendone 3, ad un posto di controllo dell’esercito.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l’autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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