I complotti e la realtà: dal “biscotto” calcistico all’affare migranti

Oramai non manca mai modo di costruire un complotto, anche quando ci sono spiegazioni più semplici per la realtà delle cose. Vale per una  partita di calcio ma anche per questioni più serie. Ieri la Juventus ha perso in maniera abbastanza mortificante nel confronto diretto con la Roma che poteva già darle il sesto scudetto consecutivo. Una squadra imbottita di riserve perché mercoledì si gioca la finale di Coppa Italia, mentalmente scarica dalla conquista, mercoledì scorso della finale di Champions League, contro una formazione che si giocava un’intera stagione per difendere il secondo posto e l’accesso diretto ai gironi europei (un affare da decine di milioni di euro). Chi doveva vincere? Ma per i tifosi napoletani no, c’è stato il “biscotto” (l’accordo fraudolento tra due formazioni che concordano un risultato utile per entrambe ai danni di una terza) perché la Juve ha paura del Napoli l’anno prossimo e quindi per indebolirlo vuole che vada ai preliminari di Champions League …  Per un presunto, assai differito e non dimostrabile beneficio avrebbe volontariamente accettato il rischio di riaprire la corsa scudetto. Decisamente autolesionista, no? La teoria del complotto contro il rasoio di Occam, che ha vita grama in questi tempi confusi.
Così, dicevamo, è anche su questioni ben più serie. Come l’affare migranti. Ma qui all’antico Occam occorre aggiungere il grande vecchio Marx, va’ dove ti portano i soldi. Mentre da settimane inseguiamo i sospetti del pm di Catania sulle presunte collusioni tra ONG salva-migranti e negrieri, arrivano altri magistrati a spiegarci che le cose sono semplici: sul Cara di Isola Capo Rizzuto, il più grande d’Europa, comanda e ingrassa la ndrangheta. E ci mangiano sopra organizzazioni caritatevoli legate alla Chiesa e alla politica, il parroco strapotente e il manager che ha buoni gradi di prossimità con la famiglia Alfano.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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Sono nato a Napoli nel 1956 e cresciuto a Posillipo. Vivo e lavoro a Potenza. Sposato da 35 anni, ho una figlia trentenne, un genero, un nipote. Militante dell’antagonismo sociale negli anni Settanta, ho proseguito il mio impegno sul fronte della solidarietà per i prigionieri degli anni di piombo, partecipando in prima persona alle campagne per la soluzione politica. Le mie posizioni da un marxismo critico di matrice operaista si sono evolute nella direzione di un radicale libertarismo. Col passare degli anni, ho spostato la mia attenzione dalla cronaca alla narrazione, dalla ricostruzione dei fatti ai dispositivi di costruzione delle storie...

L'alter-Ugo è la superfetazione del blog Fascinazione, chiuso alla fine di febbraio 2013, quando ha superato il milione di visitatori e poi riaperto e affidato alla cura del discepolo più devoto. Perché 25 anni di ricerca e osservazione sulla fascisteria bastano e avanzano anche a un maniaco compulsivo come me. Questo sito si occuperà ancora di politica e movimenti sociali ma offrirà pure una robusta documentazione d'archivio delle mie precedenti attività giornalistiche e costituirà lo snodo per accedere a tutti i miei canali del web 2.0 (blog, anobii, youtube, flickr)