15 novembre 1998: muore Stokely Carmichael, il leader del Black Power

black powerLeader dei diritti civili, attivista contro la guerra e rivoluzionario panafricano, Stokely Carmichael è noto per aver reso popolare lo slogan “Black Power”, che a metà anni ’60 ha galvanizzato il movimento dell’identità nera orientandolo in senso più militante, nazionalista e separatista allontanandolo dall’approccio liberale, responsabile, pacifista interrazziale di Martin Luther King e della Southern Christian Leadership Conference (SCLC). Carmichael è nato nel 1941 a Port of Spain nell’isola di Trinidad. La sua famiglia si trasferì a New York quando aveva undici anni.

Studente brillante, fu accettato con una borsa di studio in un liceo scientifico in gran parte bianco, Bronx High School of Science nel 1956. Ha frequentato la Howard University, rifiutando le proposte di college bianchi, e si è unito alla nuova formazione Student Non-Violent Coordinating Committee (SNCC) nel 1960. Ha partecipato a sit-in e marce per la libertà in tutto il profondo Sud, e quando la SNCC ha rivolto la sua attenzione alla registrazione degli elettori, Carmichael ha guidato la campagna che ha fondato la Organizzazione per la Libertà della Lowndes County, un precursore simbolico del Black Panther Party. Nel 1964 Carmichael si laurea ad Howard e, insieme ad altri giovani attivisti SNCC, diventa sempre più frustrato per la dipendenza del movimento dei liberali bianchi e la lora difesa della riforma non violenta, soprattutto sulla scia del tradimento del Partito Democratico, che nel Mississippi rifiuta l’apporto dei giovani neri e ha un’organizzazione segregazionista. Nel maggio 1965 Carmichael è eletto, in sostituzione di John Lewis, presidente del SNCC, e formalizza il cambiamento ideologico da movimento per i diritti civili a organizzazione del nazionalismo nero. Durante una marcia 1966 a Selma, in Alabama, Carmichael per la prima volta invoca il “Black Power”. Lo slogan, e i successivi sforzi di Carmichael per definirlo e metterlo in pratica, lo ha trasformato in una celebrità e al tempo steso un parafulmine per la critica dei bianchi e per la repressione del governo. Il “Black Power” spacca la coalizione liberale dei diritti civili che aveva attraversato gli anni 1950 e 1960, ma ha ispirato gruppi successivi, come il Black Panther Party, che, nonostante le divergenze ideologiche nominano Carmichael come primo ministro onorario nel 1968. Carmichael rompe ben presto con le Pantere Nere per i loro rapporti con i radicali bianchi e le posizioni marxiste e, in coerenza con le sue posizioni panafricane, si trasferisce in Guinea nel 1969, per trascorrere gli ultimi decenni della sua vita all’estero, denunciando il razzismo e l’imperialismo degli Stati Uniti e lavorano per costruire Partito rivoluzionario Popolare Panafricano.Nel 1973 divorzia dalla prima moglie, la celebre cantante africana Miriam Makeba. Muore  di cancro alla prostata nel 1998. Dopo dieci anni di vita in Africa cambia il suo nome in Kwame Ture, in onore dei suoi amici e alleati politici, i leader panafricani Sekou Touré e Kwame Nkrumah.
Fonte: blackpaste.org

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Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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