I misteri di Bologna, Priore e Cutonilli non sono depistatori

Rosario Priore, magistrato in pensione, scrive con Valerio Cutonilli un libro sulla strage di Bologna nel quale indica una pista alternativa a quella dei Nar, della cui innocenza sono convinti quasi tutti quelli che si sono occupati a vario titolo della strage. Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione delle vittime e persona che auguro a chiunque di incontrare il meno spesso possibile, lo minaccia di ai sensi della legge sul depistaggio approvata proprio ieri. Bolognesi ha il vizietto di bollare come “depistatore” chiunque dubiti di una sentenza assurda e contraddittoria. La sua visione della libertà di stampa è che sul peggior processo della storia italiana non si ha diritto di critica. Non credo che Rosario Priore finirà in tribunale per il suo libro. Ma il fattarello dice tutto sia sulla legge contro il depistaggio che su questo signor Bolognesi che il Pd ha anche reso onorevole.

Così sulla sua pagina Facebook Andrea Colombo, l’autore della Bibbia innocentista sulla strage di Bologna, commenta il caso del giorno: un libro che non è ancora arrivato in libreria e già desta scandalo. Io, come è noto, sono sempre stato piuttosto tiepido sulla pista palestinese (e aspramente polemico sulla scellerata idea di animare una “pista franco-londra-torpignattarese”) ma non posso che condividere in pieno le osservazioni di Andrea. Un giudice che ha indagato su alcune delle vicende più complesse e importanti del terrorismo italiano e un avvocato civilista che si è impegnato nella difesa di uno dei condannati per la strage hanno fatto un lavoro scrupoloso e appassionato. Come si fa a pensare di liquidare il loro sforzo di ricerca criminalizzandolo? In tutta evidenza è facile definire la fattispecie criminale: di depistaggi gronda la storia dei misteri d’Italia. Non manca strage che non abbia avuto il suo: dalla pista rossa per Peteano alla pista libanese o a “Terrore sui treni” per Bologna. Ma, guarda caso, sono tutte operazioni in cui entrano apparati dello Stato, non un magistrato in pensione e un giovane civilista. E poi, come fa osservare maliziosamente Francois de Tonquedec, uno di quelli che effettivamente ha portato alla luce la pista palestinese:

I depistatori saranno anche gli altri (me compreso, ovviamente), ma quello che è stato convocato in procura per rendere conto dei contenuti del suo dossier che dovrebbe portare ai mandanti (e che non sapeva cosa rispondere) è lui…

Aggiornamento 8 luglio
Nella polemica interviene da par suo Massimo Bordin, ricordando che lo stesso criterio non si applica a chi, nel Pd, mette in discussione il giudicato per Moro:
bordin

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Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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5 comments on “I misteri di Bologna, Priore e Cutonilli non sono depistatori
  1. Gabriele Paradisi ha detto:

    Esce un libro. Scritto bene, documentato, rigoroso. Ogni passaggio è riscontrabile solo che lo si voglia. Scritto da chi va negli archivi dei tribunali, da chi chiede e ottiene a fatica documenti, col solo intento di avvicinarsi alla verità storica dei fatti. Senza pregiudizi, senza tesi da dimostrare. Ma se le evidenze riscontrate non rientrano nel “frame”, se non stanno all’interno della “cornice”, ecco che scatta il diktat, la minaccia, l’accusa di eresia. I corvi neri vanno condannati per depistaggio (Paolo Bolognesi), i corvi neri vanno radiati da Bologna (Riccardo Lenzi – Il Fatto) e i loro libri non vanno comprati… Destabilizzano…

  2. RICCARDO LENZI ha detto:

    A vario titolo??? Compresi gli avvocati difensori, suppongo. Un pulpito senza dubbio disinteressato e animato esclusivamente da un “intento di avvicinarsi alla verità storica dei fatti”. Bene. Ognuno si auguri quello che preferisce. A proposito di incontri non augurabili: incrociare i pluriergastolani coniugi Fioravanti a spasso per Roma mi sembra una possibilità ben più inquietante. Specie pensando che prima o poi anche loro potrebbero essere candidati al Parlamento. A ciascuno i suoi incubi. Saluti

    • Ugo Maria Tassinari ha detto:

      Che i coniugi Fioravanti possano essere candidati al Parlamento è una sciocchezza sesquipedale. Essendo entrambi pluriergastolani hanno l’interdizione perpetua ai pubblici uffici.

    • Gabriele Paradisi ha detto:

      A proposito di compagnie discutibili: è forse meglio, caro Lenzi, farsi “du spaghi” o ‘na pizza Ca’ Pummarola ‘Ncoppa, col buon vecchio Thomas, alias Lothar?

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