Hobbit 40 e la cover nazista: la storia non si può riscrivere

Il concerto di Jack Marchal e Junio Guariento, due protagonisti della musica non conforme degli anni 70, ha concluso la prima serata di Hobbit 40, la tre giorni di musica cultura e confronto politico organizzato a Montesarchio nel 40ennale del primo campo Hobbit. Per il gran finale i due “vecchi” hanno chiamato sul palco gli altri musicisti della serata e l’organizzatrice Marina Simeone. Il brano scelto è “Il domani appartiene a noi”, uno degli inni di quella generazione in nero, il pezzo forte della Compagnia dell’Anello. Un pezzo amatissimo anche se in realtà si tratta di un cover di un brano mainstream, come racconta Miguel Martinez, uno che all’epoca frequentava l’ambiente rautiano:

Il domani appartiene a noi è la traduzione di una canzone che è conosciuta perché appare nel film statunitense Cabaret (1972), ambientato ai tempi della Repubblica di Weimar, e dove viene cantata in maniera molto coinvolgente da un giovanissimo nazista. Grazie a questa scena, la canzone è diventata l’unica canzone nazista nota al di fuori del ristretto ambito degli appassionati del genere. La sua versione in lingua inglese, The Tomorrow Belongs to Me, è stata ripresa dal gruppo punk rock razzista inglese, The Skrewdriver, che negli anni Settanta ne ha fatto così l’inno di tutto un particolare giro.

Perché in realtà negli anni Settanta i giovani del Fronte della Gioventù, pur con tutti i tentativi di apertura e di sfondamento che oggi vengono esaltati, erano ancora profondamente immersi nell’immaginario politico fascista.  In questi giorni non sono mancate le polemiche sui social, attorno al tentativo di alcuni ex rautiani di rimuovere questa solare verità. Il coro finale è un’evidente risposta di gruppo …

Il Video è stato girato e diffuso su facebook da Gabriele De Francisci

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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5 comments on “Hobbit 40 e la cover nazista: la storia non si può riscrivere
  1. Luigi de giorgis ha detto:

    Lei è sicuro che miguel martinez abbia frequentato l’ambiente rautiano? La storia della canzone è quadi certamente vera, ma l’articolo a cui rimanda il link non sembra proprio scritto da un ex militante, quanto piuttosto, da un antifascista schierato.
    In secondo luogo, il video non ha alcun coro finale inneggiante al nazismo come lei vuol fare intendere.

  2. Desimon ha detto:

    In realtà il brano di cabaret e’ un rifacimento di un canto popolare tedesco, quindi pienamente accettabile ed in linea con le idee della destra.

  3. Junio Guariento ha detto:

    Alcune precisazioni riguardo a “il domani appartiene a noi”:

    1) la canzone è tratta dal film CABARET e fu scritta (1966) ben prima della realizzazione del film stesso (1972), da due musicisti ebrei americani, John Kander e Fred Ebb. Tra l’altro chi compose la musica, si ispirò (per usare un eufemismo) ad un lied tedesco della prima metà dell’800.

    2) il testo italiano ci fu donato da un anonimo ragazzo napoletano che a più riprese ho provato a cercare in tutti questi anni per ringraziarlo personalmente.(N.B. – Parlo del giugno 1977 a Campo Hobbit 1 a Montesarchio quando ancora facevo parte del gruppo che da GPDPN proprio al campo cambiò nome diventando CdA).

    3) la prima incisione ufficiale del pezzo in italiano, la registrai da solo nella musicassette “Dedicato all’Europa” come CdA essendo rimasto da solo a formare quel gruppo e senza mai usare il mio nome anche in tutti i concerti successivi. (Contrariamente a quanto scritto e riscritto in tutti questi anni, rimasi da solo per SCELTA non mia, ma questo è un altro discorso)

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Sono nato a Napoli nel 1956 e cresciuto a Posillipo. Vivo e lavoro a Potenza. Sposato da 35 anni, ho una figlia trentenne, un genero, un nipote. Militante dell’antagonismo sociale negli anni Settanta, ho proseguito il mio impegno sul fronte della solidarietà per i prigionieri degli anni di piombo, partecipando in prima persona alle campagne per la soluzione politica. Le mie posizioni da un marxismo critico di matrice operaista si sono evolute nella direzione di un radicale libertarismo. Col passare degli anni, ho spostato la mia attenzione dalla cronaca alla narrazione, dalla ricostruzione dei fatti ai dispositivi di costruzione delle storie...

L'alter-Ugo è la superfetazione del blog Fascinazione, chiuso alla fine di febbraio 2013, quando ha superato il milione di visitatori e poi riaperto e affidato alla cura del discepolo più devoto. Perché 25 anni di ricerca e osservazione sulla fascisteria bastano e avanzano anche a un maniaco compulsivo come me. Questo sito si occuperà ancora di politica e movimenti sociali ma offrirà pure una robusta documentazione d'archivio delle mie precedenti attività giornalistiche e costituirà lo snodo per accedere a tutti i miei canali del web 2.0 (blog, anobii, youtube, flickr)