26 giugno 1979. Decapitati i Pac: presi Cesare Battisti, Cavallina e Marelli

cesare battistiRetata in quattro città: scoperti armi e documenti. L’antiterrorismo a Milano, Padova, Como e Vercelli. Quaranta perquisizioni, cinque arresti, sette fermi. Una «357 Magnum», simile a quella usata in tre assassinii, sarà sottoposta a perizia

MILANO — Il procuratore capo dottor Mauro Gresti ha fornito ieri a Palazzo di Giustizia i nomi delle persone che nella notte tra lunedì e martedì sono state arrestate per costituzione di banda armata, detenzione illegale di armi da sparo, da guerra e comuni, nonché di ordigni ed esplosivi. Sono Silvana Marelli, di 39 anni, traduttrice: Marco Moretti, di 23, disoccupato; Diego Giacomini, di 22, autista; Cesare Battisti, di 25 (che si sarebbe presentato anche con il nome di Giuseppe Ferrari), disoccupato, già colpito da ordine di cattura per rapina e Cipriano Falcone, di 27 anni, impiegato. Queste persone sono state bloccate nell’appartamento intestato alla Marelli, in via Castelfidardo 10; nei medesimi locali — ha aggiunto il procuratore Gresti — sono stati sequestrati una pistola Browning cai. 9; una «357 Magnimi»; un fucile mitragliatore d’assalto Akm cal. 7,62 ; una pistola Beretta cai. 9 modello 51; un revolver cai. 9 special Ctg con relative munizioni, e due bombe a mano di cui una di tipo Ananas. Nei locali c’erano anche 600.000 lire in banconote di piccolo taglio e una somma in monete spagnole.
E’ stata la «357 Magnum» a suscitare maggiore attenzione perché con proiettili esplosi da una rivoltella di questo tipo vennero uccisi l’orefice Pierluigi Torregiani, l’agente della Digos milanese Andrea Campagna e il maresciallo delle guardie carcerarie di Udine, Antonio Santoro. Alcuni hanno subito dedotto che l’arma scoperta in via Castelfidardo è quella usata per i tre delitti. »E’ un’affermazione del tutto priva di senso», facevano notare ieri i magistrati, .come sarebbe altrettanto gratuito escludere a priori questa possibilità: infatti prima di affrontare questo discorso, bisogna sottoporre a perizia balistica la “357 Magnum” trovata in via Castelfidardo e conoscerne i risultati. Solo allora si potrà ragionevolmente ipotizzare, o escludere, qualsiasi connessione con i tre delitti». Oltre ai cinque arresti, l’operazione condotta nei giorni scorsi dalla Digos e dai carabinieri — contemporaneamente a Milano, Como, Padova e Borgosesia (Vercelli) — ha portato al «fermo» di sette indiziati del reato di partecipazione a banda armata. I nomi sono tenuti segreti, «per non danneggiare la parte di indagine che è ancora in cor-, so». Due dei fermati sarebbero veneti: secondo indiscrezioni da Verona si tratterebbe di Arrigo Cavallina, 44 anni, ex insegnante, e di Enrica Migliorati, studentessa di architettura, ventiseienne, di Malcesine, un paese sul lago di Garda. Di un altro fermato, milanese, il nome è stato confermato dalla magistratura: è Pino Masala, fratello di Marco Masala, uno degli autonomi del quartiere milanese della Barona, arrestati durante l’inchiesta sull’omicidio Torregiani. Marco Masala è tuttora in carcere. Per quanto riguarda gli altri fermati, non si conosce nulla; circolano solo delle «voci» più o meno verosimili, ma in ogni caso, non controllabili. Un altro interrogativo riguarda le perquisizioni: “Sono state quaranta, nelle quattro città interessate”, ha detto ieri il dottor Gresti, aggiungendo che più di una ha consentito il ritrovamento «di materiale anche ideologico giudicato interessante».

FONTE: La Stampa, 28 giugno 1979

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Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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