Commissione Moro: a metà mandato la solita fuffa ammantata per scoop

“Fino ad ora abbiamo trovato tante bugie. Molte le novità, riscriveremo in parte i 55 giorni del sequestro”, sottolinea il presidente della Commissione Moro, Beppe Fioroni. “Si può supporre la presenza in via Fani di due motociclette: occorre indagare in merito alla questione aperta e cruciale relativa al ruolo svolto dai loro passeggeri, in tutto quattro”. Per la Commissione Moro, la vicenda della moto Honda, presente a via Fani il giorno della strage della scorta di Moro va riletta con ulteriore attenzione: “Una sentenza definitiva ha assunto che gli ignoti a bordo della moto Honda di cui parlò subito l’ingegner Alessandro Marini – si legge nella relazione di fine anno dell’organismo presieduto da Giuseppe Fioroni – si siano resi responsabili di tentato omicidio ai suoi danni”.

Le anticipazioni sulla relazione di metà mandato sulla Commissione Moro confermano tutte le nostre perplessità. Un’iniziativa che fonda la sua ragione di esistere proprio sull’asserito insufficiente esito giudiziario prende per buono un particolare che ulteriori accertamenti hanno sconfessato.  Anche sullo scoop di la Repubblica sul cablo palestinese che annuncia a febbraio la strage c’è poi da ridire:

“Vicedirettore informato ALT. Mio abituale interlocutore rappresentante «FPLP» Habbash incontrato stamattina habet vivamente consigliatomi non allontanarmi Beirut, in considerazione eventualità dovermi urgentemente contattare per informazioni riguardanti operazione terroristica di notevole portata programmata asseritamente da terroristi europei che potrebbe coinvolgere nostro Paese se dovesse essere definito progetto congiunto discusso giorni scorsi in Europa da rappresentanti organizzazioni estremiste ALT. At mie reiterate insistenze per avere maggiori dettagli interlocutore habet assicuratomi che «FPLP» opererà in attuazione confermati impegni miranti escludere nostro Paese da piani terroristici genere, soggiungendo che mi fornirà soltanto se necessario elementi per eventuale adozione adeguate misure da parte nostra autorità. ALT. Fine. Da non diramare ai servizi collegati OLP Roma”

Bene, se questo è il testo e nell’eventualità che il fatto sussista, è di tutta evidenza che la segnalazione conferma la vigenza del lodo Moro, non della natura internazionale del sequestro. L’evento annunciano, infatti, “potrebbe coinvolgere” il nostro Paese ma “«FPLP» opererà in attuazione confermati impegni miranti escludere nostro Paese da piani terroristici genere”. Se si fosse trattato del progetto di rapire il presidente della Dc il gruppo palestinese avrebbe dovuto adoperarsi per scongiurare l’iniziativa, non di “escludere il nostro paese”.
Quanto al resto la solita fuffa: da Nirta e il coinvolgimento della ‘ndrangheta alle munizioni usate. Con, almeno per me, una sola novità: il mistero del bar di via Fani che coinvolge i servizi segreti, la figlia e il genero di Gronchi. L’influenza dell’apertura o meno del bar il 16 marzo non mi pare rilevante nella ricostruzione dei fatti e comunque tocca ammetterlo: è più probabile che rispunti fuori un altro “Gronchi rosa” e non che da questa commissione parlamentare spunti una sola novità autentica e utile sulla vicenda.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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One comment on “Commissione Moro: a metà mandato la solita fuffa ammantata per scoop
  1. Gian Carlo Calidori ha detto:

    Il “Gronchi rosa” merita ben più di una commissione parlamentare d’inchiesta. O no?

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