10-11 maggio 1978, Pl e Fcc all’attacco del comando capitalistico: due gambizzati a Milano

Subito dopo la conclusione del sequestro Moro, il comando unificato di Prima Linea e Formazioni comuniste combattenti organizza una campagna contro il comando d’impresa: la gambizzazione di due manager milanesi, Francesco Giacomazzi, dirigente Montedison e presidente dell’Asfor (associazione formazione manageriale), del 10 maggio e Mario Astarita, direttore generale della banca americana Chemical Bank, dell’11 maggio, sono rivendicate come “disarticolazione del progetto di ristrutturazione del capitale multinazionale”. Il percorso di unificazione tra le due organizzazioni, avviato nei primi mesi dell’anno, si blocca in estate sulla diversità di vedute nell’analisi del sequestro Moro e del rapporto con le Brigate rosse. 

Una breve storia delle Formazioni Comuniste Combattenti

fccLe Fornazioni comuniste combattenti nascono nella crisi della rete militare dell’area di Rosso, lacerata dall’omicidio Custra e dalla sua gestione. Le FCC filiano dalle Brigate comuniste e si caratterizzano subito per una più marcata scelta della clandestinità, con forti analogie con le scelte strategiche di Prima Linea: la costruzione di un esercito proletario, inteso come rete di squadre combattenti territoriali in dialettica con una struttura centrale di direzione. 
Tra l’estate del 1977 ed il novembre del 1978 le FCC si diffondono sul territorio nazionale in un intreccio i cui principali poli d’intervento sono Milano, Varese, Bologna al Nord e Roma e Avellino al Centro-Sud. Qui le Fcc sono costituite da una rete di operai soprattutto della FIAT di Cassino, da alcuni militanti delle disciolte Formazioni Comuniste Armate, da un gruppo di compagni irpini e dai Comitati Operai dei Castelli romani. I leader delle due aree sono Corrado Alunni e Paolo Ceriani Sebregondi. L’esperienza più matura si realizza alla Fiat di Cassino (FR), dove fra il 1976 e il 1977, sono feriti due capi operai e sabotato una centrale elettrica che causa un black out totale di tre giorni. Il 4 Gennaio 1978 è colpito il maggiore dei carabinieri in congedo e capo dei servizi di sicurezza della fabbrica, Carmine De Rosa.

La rivendicazione è firmata Operai Armati per il Comunismo, sigla impiegata solo in questa occasione. Tra le altre usate rivestono una certa importanza le Squadre Proletarie Armate (o anche Squadre Armate Proletarie): “organismi autonomi operanti nei comitati operai e nei quartieri con compiti locali di autoarmamento ed autofinanziamento”.

La sigla FCC appare per la prima volta il 18 gennaio 1978 nella rivendicazione dell’azione contro i carabinieri di guardia esterna al carcere speciale di Novara.
Il primo attacco della direzione unificata Pl-Fcc è un attentato il 31 gennaio a Bologna (dove spiccano le figure di Maurice Bignami e Barbara Azzeroni, provenienti da Potere operaio e da “Rosso”) contro l’abitazione dell’industriale Dante Menarini (Bologna 31-1-78). Alla tregua autoproclamata nel sequestro Moro segue un’accelerazione militare. Alle due gambizzazioni seguono altre gambizzazioni: una guardia di polizia, Roberto Demartini (Torino 17- 5-78) e un capo officina dell’Alfa Sud (Pomigliano d’Arco 22-6-78) e sabotaggio ad un traliccio dell’Enel (Cassino 26-6-78). Alcune di queste azioni sono rivendicate con la sigla Squadre Armate Proletarie (SAP), altre congiuntamente dalle FCC e da PL.

Dopo l’estate del 1978 e lo scioglimento del comando unificato, anche le FCC si dividono e, dall’ala più sensibile alle tesi di PL, prendono vita i Reparti Comunisti d’Attacco. L’8 novembre 1978, a Patrica, Frosinone, in dialettica con le BR, le FCC del Sud uccidono il procuratore di Frosinone Fedele Calvosa e gli agenti di scorta del magistrato. Nell’azione cade il militante Roberto Capone. Nel tentativo di recuperare un auto del commando è arrestato Ceriani Sebregondi.
Nel Varesino, intanto, alcuni militanti tentano di “far operare un salto di qualità alle Squadre Armate Proletarie”, le quali, oltre ad alcune azioni di   autofinanziamento, compiono diversi attentati, tra cui la caserma dei carabinieri a Sesto Calende (26-12-78), la redazione de La Prealpina (Varese 29-12-78); il ferimento di Franco Lombardo, medico del carcere dei Miogni (Varese, 15-1-79).
Con gli arresti del maggio 1979, le FCC e le SAP cessano di esistere. Alcuni militanti prendono la via dell’esilio, altri confluiscono nelle Brigate Rosse, ed altri ancora abbandonano la militanza armata. Un nucleo proveniente dalle Squadre Armate Proletarie, infine, partecipa alla fondazione della Brigata XXVIII Marzo.
Saranno inquisite 121 persone per le attività delle Fcc.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

Taggato con: , , , , , ,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

*