Guido Salvini: le bombe in Fiera Campionaria, una prova generale

Fiera Campionaria

Un testo importante nel cinquantennale della madre di tutte le stragi sulle bombe del 25 aprile alla Fiera Campionaria. Una recensione del giudice Guido Salvini, che a sua volta sta per mandare alle stampe un volume sulle sue indagini degli anni Novanta, che rilanciarono la pista ordinovista.
Paolo Morando Prima di piazza Fontana. La prova generale, Laterza, 2019, pp. 369.

Il processo per la strage di piazza Fontana ha avuto un’anteprima giudiziaria che ben pochi ricordano. E’ il processo,  raccontato nel libro di Paolo Morando, contro un gruppo di anarchici milanesi, i fratelli Ivo e Angelo Della Savia, Paolo Braschi, Tito Pulsinelli, Paolo Faccioli, accusati di aver collocato le bombe esplose il 25 aprile 1969 alla Fiera Campionaria a all’Ufficio Cambi della Stazione Centrale di Milano.

Gli anarchici erano stati incriminati sulla base di testimoni falsi e grazie a confessioni estorte con la violenza nell’Ufficio Politico della Questura di Milano come si legge nelle interviste che Morando ha raccolto dagli imputati di allora ancora viventi. Con loro era stato incriminato per falsa testimonianza anche Giangiacomo Feltrinelli, l’obiettivo ultimo e più importante dell’operazione diretta dall’Ufficio Affari Riservati del Ministero dell’Interno.

In realtà i due attentati erano opera della cellula padovana di Freda e Ventura,  per quelle bombe  i due ordinovisti saranno stati condannati nel processo di piazza Fontana, e facevano parte di quella escalation di attentati che sarebbe giunta al culmine con la strage del 12 dicembre.

Un’accusa strumentale

Gli anarchici arrestati e portati in aula non erano innocui pacifisti, effettivamente avevano commesso alcune azioni dimostrative contro edifici pubblici e basi americane, ma non quelle  del 25 aprile 1969. L’accusa agli anarchici per gli episodi di quel giorno serviva con ogni probabilità a rendere credibile l’attribuzione a quel mondo anche della strage alla Banca Nazionale dell’Agricoltura. Gli obiettivi prescelti, anche il 25 aprile una banca e la Fiera campionaria, erano del resto “anticapitalisti” e “anticonsumisti” e quindi gli attentati potevano essere travestiti da azioni anarchiche.

Paolo Morando, che ha studiato tutte le carte di quel processo dimenticato, riporta nel suo libro, in una scansione serrata, gli atti delle principali udienze nel corso delle quali le accuse si erano via via sgretolate tanto che lo stesso Pubblico Ministero Antonino Scopelliti al termine del processo aveva chiesto l’assoluzione degli imputati per tutti i reati più gravi, assoluzione confermata dalla sentenza della Corte d’Assise del 28 maggio 1971 proprio mentre stava nascendo la pista nera. È un libro, preciso e documentato, da leggere per non dimenticare il “primo tempo” dell’operazione di depistaggio che ha percorso tutto quel tragico anno 1969.

                                                                                                       Guido Salvini

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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