19 giugno 1975: dura vertenza alla Fiat, gambizzato un capetto a Rivalta

fossat-paoloPaolo Fossat, 44 anni, vicecapo della verniciatura si reca, come tutte le mattine, all’ingresso dello stabilimento Fiat di Rivalta: sono le 7,45. Mentre è sul piazzale antistante al cancello n.8 si avvicinano due giovani a viso scoperto e gli sbarrano il passaggio. Uno dei giovani impugna una pistola munita di silenziatore e spara alle gambe di Fossat sei colpi di cui due vanno a vuoto.
I due giovani fuggono in auto. Paolo Fossat riesce a sollevarsi e a raggiungere il cancello dove sviene ed è soccorso da un guardione che chiama l’ambulanza per il trasporto alle Molinette.  L’attentato si inserisce in una fase di duro scontro tra operai e Fiat che ha visto proprio il giorno prima un corteo combattivo di 3mila operai imporre il pagamento delle ore di messa in libertà. Ecco la ricostruzione del giorno dell’attentato nel sito di Paola Straccioli Sebben che siamo donne:

Giovedì 19, mentre i giornali riportano le preoccupazioni di Agnelli per i risultati elettorali, alle 7 e 30, davanti alla porta 8 della Fiat Rivalta, un nucleo rivoluzionario armato colpisce, sparandogli sei colpi dei quali solo 4 lo colpiscono alle gambe, il vice capo officina PAOLO FOSSAT, noto persecutore della classe operaia e più volte denunciato e processato dal movimento. Il nucleo armato spara al FOSSAT mentre questi sta scendendo dalla sua 127 con una pistola calibro 7, 65 munita di silenziatore. Le ferite provocate al FOSSATO sono però lievi e la prognosi è di soli 15 giorni.
Sul posto si recano CC di Orbassano con il maresciallo RE, il capitano FORMATO del nucleo investigativo di Torino e la squadra politica della Questura. La zona di Rivalta viene immediatamente bloccata e rimane presidiata da posti di blocco che fermano tutti. L’azione viene gestita con un comunicato dato dalla stampa che riportiamo per intero:
“Questa mattina, alle ore 7 e 45, difronte al cancello n. 8 della sezione Fiat di Rivalta abbiamo colpito nella persona di FOSSAT PAOLO (via De Amicis 11, Rivalta), vice capo officina del reparto di verniciatura, uno fra i più solerti esecutori dell’attacco che, sotto il nome di ristrutturazione, l’azienda torinese sta portando avanti contro l’organizzazione operaia di fabbrica. Le recenti lotte dei compagni di Rivalta, conclusesi con il processo di massa e con l’espulsione dalla fabbrica di altri due capi, l’hanno individuato non solo come fedele galoppino della direzione, ma come principale artefice e diretto responsabile di numerosi provvedimenti disciplinari; licenziamenti, trasferimenti, multe. Nel momento in cui la crisi evidenzia le caratteristiche violente e arbitrarie della schiavitù salariale è compito all’ordine del giorno dell’organizzazione rivoluzionaria smascherare e distruggere le sue articolazioni.
GUERRA DI CLASSE PER IL COMUNISMO
P.S.: onore alla compagna MARA caduta combattendo per il comunismo.
L’Unione Industriale, la direzione Fiat il SIDA e l’FLM prendono subito posizione.
I dirigenti dichiarano “noi capi rivendichiamo il diritto di gestire l’organizzazione della fabbrica”; verso sera un gruppo di capi si reca a chiedere protezione al prefetto di Torino. A Rivalta l’FLM, sollecitata dalla direzione Fiat, dichiara subito un’ora di sciopero in solidarietà di FOSSAT. Ma come vadano questi scioperi ormai si sa: lo sciopero viene rifiutato. Dove non si lavora è solo perché la Fiat blocca le linee: in carrozzatura, al 2° turno gli operai impongono al consiglio di settore di revocare lo sciopero minacciando di andare in palazzina per chiedere il pagamento dell’ora non lavorata se la Fiat avesse bloccato le linee.
La solidarietà, che doveva essere per FOSSAT, va tutta a favore dell’azione armata. Oltre a questo, per quanto riguarda le reazioni ed il dibattito che tale azione ha suscitato a Rivalta non sappiamo dire altro. Conosciamo meglio  le reazioni avutesi a Mirafiori e di queste parleremo man mano, seguendo la lotta. Al mattino, alle Meccaniche, corre la voce che è stato ucciso un dirigente a Rivalta: a livello di massa, le reazioni più negative a questa voce che corre di bocca in bocca, sono di indifferenza, le più positive di entusiasmo. Ma non si sa ancora alcuna notizia precisa e il dibattito non si approfondisce. Intanto la lotta continua con un forte dibattito sulla lotta di ieri pomeriggio: alle 9 iniziano le due ore programmate per la meccanica e gli operai si riuniscono in assemblea. Si aspettano tutti la messa in libertà e tra gli operai corre la voce “se ci mandano a casa, andiamo in direzione e li gettiamo dalla finestra”. E infatti, alle 10.30, arriva la provocazione di Agnelli, ma questa volta di più grosse proporzioni: tutte le Meccaniche vengono messe in libertà. Ma di grosse proporzioni è anche la risposta che viene immediatamente data che, al grido “E’ ora, potere a chi lavora” si dirige, più duro e più combattivo di quello di ieri, sul consueto obiettivo: la palazzina dei dirigenti! Qui giunti, un centinaio di compagni sale in direzione e va a scovare DIONISIO per imporgli ancora una volta il pagamento delle ore di messa in libertà. Il grosso del corteo si ferma sotto e presidia la palazzina; sui muri vengono fatte scritte, due bandiere rosse vengono innalzate come testimonianza del potere proletario e gli impiegati vengono “invitati” ad uscire. Dopo un po’, un altro corteo arriva dalla Meccanica 2 e va a rafforzare il presidio alla palazzina.
Questa giornata di lotta entusiasmante, così come quella di ieri, fa rilevare alcuni dati politici che è giusto sottolineare. Una enorme combattività e decisione ormai come un dato costante, la scelta senza mediazioni della palazzina dei dirigenti come obiettivo sul quale indirizzare la forza dei cortei, le parole d’ordine al cui centro sta la questione del potere, testimoniano del livello di coscienza delle avanguardie alla Mirafiori; una inaspettata adesione di massa che dimostra come questi livelli di scontro assolvano ad un bisogno politico di massa; la partecipazione attiva di molti delegati che, rifiutano sempre più la gestione sindacale dello scontro, si ritrovano al fianco delle avanguardie autonome e rivoluzionarie a guidare lotte di potere.

 

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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