17 aprile 1975. I carabinieri uccidono Giannino Zibecchi, un fascista Tonino Miccichè

Giannino ZibecchiLa risposta all’omicidio di Claudio Varalli è dura ed estesa: in tutt’Italia si svolgono violente manifestazioni di protesta con assalti alle sedi fasciste e scontri con le forze dell’ordine. Per la prima volta a Milano la testa del corteo è presa e tenuta dall’Autonomia. Sono assaltati il bar Donini e il Gin Rosa in piazza S. Babila e devastati 3 bar in via Plinio, viale Romagna, via Borgogna, ritenuti ritrovi fascisti. Assaltati gli uffici della compagnia aerea spagnola «Iberia» in via Albricci. Devastate 2 sedi MSI in via Murillo e in via Guerrini. lncendiata la sede milanese dello «Specchio». Viene assalito e ridotto in gravi condizioni (ma si salverà) il consigliere provinciale MSI Cesare Biglia in via Camminadella mentre usciva di casa con la moglie.  Devastata la cartoleria “Tecnica” in via Custodi. Assaltata l’agenzia di viaggi «Utras». Devastato e incendiato un bar Alemagna. Tentativo di assalto e incendio della sede MSI di via Mancini da parte del corteo. I carabinieri rispondono con lancio di candelotti e colpi d’arma da fuoco. Il corteo risponde a sua volta: 11 automezzi dei carabinieri bruciati. Le forze dell’ordine scappano disordinatamente. Gli scontri si estendono fin verso il Palazzo di giustizia. La situazione precipita quando arriva sotto la federazione missina la coda del corteo, che è tenuta da Movimento studentesco e Comitati antifascisti e si è mantenuta prudentemente fuori dai raid autonomi.  Alle 12,40 i carabinieri uccidono Giannino Zibecchi dei Comitati di vigilanza antifascista. Un camion facente parte di una colonna dei C.C. dopo numerosi caroselli si dirige sul marciapiedi contro coloro che stanno fuggendo, e, sterzando, gli passa sopra. Egli giace a terra, privo di vita, chi accorre verso di lui ha appena il tempo di vederne il viso orrendamente sfigurato e il cervello che giace a poca distanza dal cadavere, poi deve fuggire per scampare ai colpi d’arma da fuoco sparati da carabinieri. Un carabiniere dichiarerà: “non credevo che un comunista avesse un cervello così grosso. .” Il luogo è l’angolo fra via Cellini e corso XII Marzo. L’uccisore è il carabiniere Sergio Chiarieri. L’arma è il camion dei C.C. targato E.I. 601206. Immediata la risposta: alle 13 c’è un tentativo di assalto alla caserma dei C.C. di via Fiamma, questi rispondono sparando all’impazzata dalla strada e dalle finestre, vengono incendiati altri automezzi della forza pubblica. Alle 16 è assaltata la libreria Rusconi in via Turati. Alle 18,30 il portavoce della questura Franco La Torre dichiara che le forze dell’ordine non hanno fatto uso d’armi da fuoco. Il ministro Gui, da Roma, conferma. Le fotografie, i bossoli di proiettili in dotazione all’Esercito, i giornalisti presenti, li smentiscono.


A Pavia la polizia disperde con una dura carica i manifestanti della sinistra extraparlamentare che al termine di un comizio tentano di assaltare una sezione del MSI. Lorenzo Brusotti e Michele Trietilia vengono ricoverati in gravissime condizioni per aver avuto il cranio sfondato dal calcio dei fucili dei poliziotti. Le forze dell’ordine fanno anche uso di armi da fuoco. Decine di feriti tra i dimostranti. A Bergamo scontri tra polizia e militanti della sinistra extraparlamentare che tentano di assaltare la sede del MSI. Le forze dell’ordine esplodono raffiche di mitra in aria. Numerosi i contusi. A Bari un fascista spara per strada e ferisce un passante.
La sera del 17 aprile, a Torino, l’immigrato siciliano Tonino Miccichè, 25 anni ex operaio alla Fiat, licenziato dopo un arresto, dirigente di Lotta Continua, viene è con un colpo di pistola alla testa da Paolo Fiocco, attivista della Cisnal e guardia giurata dei “Cittadini dell’ordine”. Micciche dirigeva da sette mesi l’occupazione delle case popolari della Falchera, un quartiere dormitorio di Tonno. II Comitato di occupazione aveva richiesto al Fiocco uno dei due garage in suo possesso, quale assegnatario di un appartamento dell’Istituto autonomo case popolari . Ma l’assassino si rifiutava di darlo. Micciche era intervenuto per mettere pace in una accesa discussione . Dice Antonia, un’ operaia testimone dell’omicidio:”Tonino gli è andato incontro sperando che calmasse la moglie. E’ morto con un buco fra gli occhi e il sorriso sulle labbra”.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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