Cronache antirazziste. 3 novembre. Il giovane stronzo, la signora ribelle e l’ombrello

Dalla pagina facebook di Pasa Anta la cronaca di un piccolo episodio di resistenza antirazzista che è diventato immediatamente virale per la travolgente vitalità della signora che si ribella alla protervia del giovane che insulta gratuitamente passeggeri pachistani della circumvesuviana.
L’amministratore delegato della società di trasporto, Umberto de Gregorio, deluchiano di ferro, ha già annunciato che riceverà e premierà la signora dell’ombrello

La cronaca dei fatti

Sul treno della Circumvesuviana di Napoli un ragazzo offende dei pakistani (tra l’altro molto pacifici) e a un certo punto una signora non ce la fa più e reagisce dicendogli anche “preferisco che l’Italia diventi loro piuttosto che dei personaggi come te, fascista e razzista”.
Non c’è il resto del filmato, ma la signora, davvero coraggiosa, al crescendo di aggressività del tipo in questione, che la minaccia di essere in procinto di sferrargli un pugno, gli dice: “come ti vedo alzare le mani ti scasso l’ombrellone in testa”.

Il terzo incomodo

Il ragazzo si alza e se ne va imprecando malamente ma si ferma davanti alla porta di uscita, come in attesa.
Quando la signora, tre fermate dopo, fa per alzarsi, per niente intimorita e con un sorriso sereno – nient’affatto beffardo – non si fa nessun problema a prendere l’uscita verso la porta dove sta sostando il tipo.
A questo punto un altro ragazzo, un manovale stanco di fatica e sporco di calce, chiaramente uno straniero dell’est europa, si alza e la segue alla porta.
Quando il treno si ferma, la signora scende, il tipo che inveiva e che l’aveva guardata con rabbia all’approssimarsi della fermata rimane sull’uscio e l’ucraino (?), una volta chiusasi la porta, torna a sedersi.
Aveva seguito la signora per assicurarsi che non fosse aggredita vigliaccamente mentre scendeva.

La morale della storia

In questa storia accaduta oggi pomeriggio mentre si torna da un lavoro comodo, in un ufficio climatizzato, assicurato, a tempo indeterminato, stipendiato, a pochi minuti da casa, ci sono personaggi buoni e cattivi.
I buoni, in ordine di comparizione, sono i pakistani, la signora e il ragazzo ucraino.
I cattivi sono il tipo, tutti gli astanti che non sono intervenuti e chi, invece di scortare la signora, si è messo a filmare.
Ma buoni e cattivi sono categorie astratte buone per le favole, i cliché e i parapiglia dialettici inconcludenti. La realtà vera in questo video è la maggioranza silenziosa che caratterizza lo spirito di una società e di un periodo storico, cioè tutti i presenti, indifferenti e silenti

Post scriptum

Non vorrei che questo video fosse frainteso o strumentalizzato.
In verità molti, pur non intervenendo in maniera esplicita, erano attenti a quello che stava accadendo per intervenire nel caso in cui la cosa degenerasse e il tipo aggredisse.
Chi filmava a un certo punto ha smesso di filmare e si è prima avvicinato e poi seduto vicino al tipo e alla signora. 
Il senso del post è che è la maggioranza che fa il carattere di una società, non singole individualità.
La società non deve aver bisogno di eroi per essere migliore, ma di tanti individui che esercitino il buon senso pacifico nell’ordinarietà.

(Fermo restando che un ombrello che tanto è stato utile deterrente, è facile comprarlo da un pakistano fuori la stazione..)

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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