Il talento di Tanino

[Tanino Fierro è, per eccellenza, il sindaco di Potenza. Espressione pura di una Democrazia cristiana meridionale abilissima nella gestione delle reti brevi, il suo stile di leadership è stato degno del geniale neologismo coniato da Luco Tufano “il taninismo amorale”. In quest’occasione racconto come genialmente gestisce un’operazione clientelare che gli scoppia tra le mani]

Da qualche giorno un interrogativo rimbalza tra le piazze, i bar e le stanze dei bottoni di Potenza: Tanino se ne va o no? A noi ha detto di sì, a qualche altro avrebbe detto di no (della prima circostanza siamo testimoni auricolari, della seconda prendiamo per buona – con riserva – la parola degli interlocutori di turno). Abbiamo conosciuto il sindaco di Potenza come persona determinata e sicura di sé e quindi siamo convinti che se non se ne andrà sarà solo perché glielo impediranno. A chi ha già cercato di trattenerlo ha spiegato che quello che doveva e poteva fare per la città già è stato fatto e che ora serve una sponda romana (lui a Palazzo Madama, appunto) per far marciare i progetti già delineati. Gli crediamo. Gli crediamo talmente da porgli una semplice domanda: se tutto è già stato fatto, che fretta c’è di mettere all’ordine del giorno della riunione di giunta di domani (una seduta che immaginiamo già complicata di suo) una questione complessa come quella del cablaggio della città, questione di cui parecchi assessori nulla sanno? Per altro alla luce della lezione della fallimentare asta dell’Umts, le straordinarie potenzialità economiche delle tecnologie digitali della comunicazione (Telefoni, tv, internet e quant’altro) possono essere schiantate da una gestione frettolosa e dilettantesca…

Il sindaco Fierro, confermando il suo piglio decisionista, ha risposto subito alla nostra domanda. A prima mattina (le 9.20) è giunto in redazione un fax dell’addetto stampa: convocata per il 27 ottobre alle ore 10 (oggi per chi legge) una conferenza stampa sul protocollo di intesa preliminare sul cablaggio della Città di Potenza. Evidentemente Tanino ha proprio deciso di puntare su Roma (checché ne pensi più di uno nel Palazzo & dintorni) e ha quindi una fretta maledetta. E a questo punto sorge un dubbio: poiché la giunta non ha ancora discusso della questione, che fa, convoca una seduta alle 9 di stamattina e tra un caffè e una sigaretta spiccia la pratica in una mezz’oretta? Un dubbio, soltanto un dubbio, non una domanda. Perché per il sindaco, al di là del giudizio politico, proviamo straordinaria simpatia umana, e non sopporteremmo un’altra risposta deludente.

“La velocità della politica”. Lo slogan è straordinario anche se ha portato sfortuna all’autore (langue da anni innocente in galera, e con straordinaria dignità) e al leader politico che se ne fece paladino (dopo talune più banali vicissitudini giudiziarie vorrebbe consegnare le gloriose bandiere del socialismo all’unica destra che in Europa riesce a tenere assieme postfascisti e populisti xenofobi, e i primi non sono certo i peggiori). Eppure ieri mattina lo abbiamo visto inverare questo slogan, in modo propriamente folgorante, da uno dei pochi politici lucani di razza, il capostipite di una scuola di pensiero e di azione che il nostro Lucio Tufano, ha correttamente definito del “taninismo”.

Con la stessa velocità con cui il sindaco di Potenza aveva messo in agenda politica la firma del protocollo preliminare di intesa per il cablaggio della città ha trasformato la conferenza stampa indetta per la circostanza in una presentazione del progetto dell’azienda promotrice e nell’occasione dell’invito alle altre imprese interessate a farsi avanti. Siamo stati tra quelli che hanno sollevato apertamente dubbi sui tempi scannati dell’operazione, pur sapendo benissimo che la fretta di Fierro è sovradeterminata da più complessi fattori. Prendiamo atto con soddisfazione del costruttivo ravvedimento, continueremo a faticare per seguirne i guizzi vertiginosi, ma per oggi bastano due parole. Sindaco, chapeau.

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