In difesa della dignità del giornalismo, contro un attacco clericale

[Non ricordo l’occasione ma il corsivo velenoso è una dura replica al vicario del vescovo di Potenza, all’epoca monsignor Appignanesi, quello che con ogni probabilità ha gestito l’insabbiamento della tragedia di Elisa Claps]

In casi del genere sono solito citare il proverbio cinese della luna ma è forse il caso di pensare all’evangelica trave. Farebbe infatti bene per primo don Vito Forlenza a pulire la penna. Anzi, si vada prima a rileggere gli articoli contestati e vedrà che vi ha trovato spazio anche il pensiero della controparte. Evidentemente è di quelli che scrivono senza leggere (c’è chi fa di peggio: firma senza aver letto quello che sottoscrive e poi opportunamente richiamato all’ordine giustamente se ne vergogna). Comunque siamo in clima natalizio e quindi voglio far mie le sollecitazioni positive del vicario. Per un giornalismo al servizio della verità gli propongo – so che è persona di robusta cultura – un pezzo questo sì da terza pagina: una bella ricostruzione storica dei guasti prodotti alla comunità ecclesiastica dalla mala pianta del nepotismo, cominciando, chessò, dal papa Borgia. Per i casi più recenti non mi permetto suggerimenti: sa benissimo lui come servire al meglio la verità…

Nuova Basilicata, dicembre 2000

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