In morte di Pino Daniele: nelle sue scelte di vita le ragioni dei funerali negati a Napoli

Ho scelto di non mettere canzoni di Pino Daniele per ricordarlo nella mia bacheca di facebook, perché è una vita che “non do in faccia senza ‘e me fermà” così come ho perso la sana abitudine di “aizà ‘o raccio ‘e cchiù”… Perché a ben vedere le sue tante canzoni hanno segnato la colonna sonora della mia vita per una stagione breve ma intensa: dalla fine degli anni 70 agli inizi degli anni 80…

L’unico regalo di matrimonio che ricordo sono le sue tre prime musicassette, donatemi da un amico del cuore. Poi ho smesso di ascoltarlo, perché nella mia ignoranza musicale la sua evoluzione artistica non mi diceva niente. E’ cambiata la sua musica ma è andata cambiando anche la mia vita.

Ho notato però che anche persone più giovani di me sono rimasti fermi alla sua prima stagione … E questa cosa mi fa sorgere il dubbio che la sua “napoletanità” è cosa vecchia e quindi la scelta dei familiari di celebrare i funerali a Roma trova senso nelle sue scelte umane e artistiche di vivere altrove, di fare altre cose …

PS: Ovviamente il passo successivo sarebbe chiedersi perché la gente continua sempre più a scapparsene da Napoli, ma questo fa parte del mio nuovo io che all’indignazione preferisce l’introspezione…

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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4 comments on “In morte di Pino Daniele: nelle sue scelte di vita le ragioni dei funerali negati a Napoli
  1. andrea carancini ha detto:

    Che abbia seguito la stessa parabola di Roberto Benigni?

  2. Cristina ha detto:

    Faccio salva una premessa: l’intuizione per cui l’evoluzione di un individuo può portarlo a distanziarsi e differenziarsi dalla sua placenta urbana è non solo condivisibile ma azzarderei “costituzionalmente” garantita e degna di rispetto. Ignoro il dolore di una perdita paterna eppure posso accennare comprensone per il desiderio d’intimità, però la gente che si è mossa ed ha aspettato fuori l’ospedale meritava un pizzico in più di considerazione. Non solo curiosi, ma amici che omaggiano tuo padre. Napoli “zozza e fetente” ama incondizionatamente Pino Daniele e non meritava d’essere snobbata così, perchè Napul è ha avuto lo stesso impatto de O’ surdat nnammurat e perchè se Daniele non è Napoli è pur sempre nato a Napoli.

  3. Gherardo Maffei ha detto:

    Un modesto e melenso cantautore,con una insopportabile voce stridula e stonata, voce da castrato, che stoltamente viene commemorato ed esaltato sia da vivo ma soprattutto da morto, rimane emblematico da capire.Io preferisco Ludwig Van Beethoven!

  4. Agostino ha detto:

    ……………….un paragone tra i due direi perfettamente consono e calzante

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