Lipsia, raid hooligan: 250 fermi nella roccaforte della sinistra

aggiornamento 13 gennaio:
I fatti sono dell’altro giorno ma ho faticato a trovare riscontri sulla stampa mainstream e purtroppo non mi avventuro sui quotidiani tedeschi … E’ un quotidiano ticinese a raccontarci quello che è successo a Lipsia, in evidente connessione con il Capodanno di Colonia. La Germania nord-orientale, con i tragici fatti di Rostock, è stato, più di 20 anni fa, il cuore della prima insorgenza anti-immigrati. Balzarono allora agli onori delle cronache internazionali i malfamati naziskin. Anche stavolta sembra emergere una divisione del movimento nazionale tra i brutti e cattivi hooligan e i più tranquilli attivisti antislamici di Pegida:

Incidenti a Lipsia con decine di fermi dopo i fatti di Colonia. Secondo la tv regionale Mdr, un gruppo neonazi ha attaccato diversi negozi nel quartiere di Connewitz, frantumandone le vetrine. La polizia ha riferito che si tratta di hooligan legati alle tifoserie di due squadre locali. In città si sta svolgendo anche una manifestazione anti-immigrati di Pegida. La polizia di Lipsia ha lanciato un appello via Twitter alla calma, definendo “tesa ma sotto controllo” la situazione nel quartiere di Connewitz, dove hooligan hanno attaccato negozi, frantumato le vetrine e incendiato cassonetti della spazzatura. Le forze dell’ordine hanno fermato e identificato 250 estremisti di destra e circondato l’area dove sono avvenuti gli incidenti. Il quartiere è una tradizionale roccaforte della sinistra e dell’area autonoma. Nel frattempo nel centro di Lipsia, lontano dall’area degli incidenti, si svolge una manifestazione di Pegida, alla quale partecipa anche il leader del movimento anti-immigrati Lutz Bachmann. Secondo stime della polizia, i partecipanti oscillano tra 2000 e 3000, un numero superiore alle altre uscite di Pegida a Lipsia.

aggiornamento 12 gennaio:
Per le violenze di Colonia la polizia locale indaga su 19 sospetti: 10 sono richiedenti asilo, 9 sono presunti clandestini. È quello che emerge dal rapporto del ministro della Westfalia Ralf Jaeger. Nessuno dei sospettati è di cittadinanza tedesca. Quattro, già in stato di fermo, sono accusati di furto. Dal rapporto non emerge di quali rati siano accusati gli altri. A questo proposito la polizia tedesca ha fatto sapere che “dalle indagini sulla notte di San Silvestro finora non risulta che gli attacchi alle donne a Colonia siano stati “organizzati o guidati”. Sarebbe stata invece pianificata su Facebook, un’iniziativa di un gruppo di hooligan, rocker e buttafuori che ha lanciato una “caccia all’uomo nel centro storico di Colonia”, come reazione alle violenze subìte dalle donne a San Silvestro. La polizia sta indagando su eventuali collegamenti con una serie di aggressioni a stranieri avvenute ieri sera nelle quali sono rimasti feriti 12 profughi. “Nulla giustifica quello che è stato riferito dal presidente del Consiglio centrale dei musulmani tedeschi”, ha detto il portavoce di Angela Merkel Steffen Seibert, rispondendo ad una domanda sulla denuncia fatta dal presidente dei musulmani tedeschi sull’ondata d’odio che sta colpendo i musulmani in Germania dopo le violenze di Colonia.

AGGIORNAMENTO 10 GENNAIO
E’ di 60 arresti tra i dimostranti dell’ultradestra e di 40 feriti tra le forze dell’ordine il bilancio dei duri scontri di sabato 9 gennaio a Colonia per le manifestazioni contrapposte contro le aggressioni a sfondo sessuale avvenute nella notte di Capodanno. Davanti al piazzale della Stazione – teatro delle violenze – sono scesi in piazza  circa 4mila militanti sostenitori di movimenti islamofobi e di estrema destra contro 2mila attivisti dei partiti della sinistra e delle organizzazioni antirazziste con la polizia presente in forze. I sostenitori di Pegida, Patrioti Europei contro l’Islamizzazione dell’Occidente, hanno lanciato petardi e bottiglie contro la polizia, che ha risposto interrompendo la manifestazione e spingendo i dimostranti in una zona laterale della piazza con gli idranti e i lacrimogeni. Con l’ultradestra si erano schierati anche diversi rappresentanti di “Hogesa”, gli “Hooligans contro i salafisti” legato agli ultras del calcio. Il corteo è stato interrotto e poi sospeso dopo i disordini. Episodi di violenza si sono ripetuti in città fino al pomeriggio di domenica.
Al di là dell’urgenza della cronaca è importante però tentare di ragionare a tutto campo mentre sembrano invece prevalere le contrapposte spinte  emotive e gli atteggiamenti semplificatori e riduzionisti

Colpisce, negli avvenimenti di Colonia, che, fenomenicamente, si è trattato di un fatto politico. L’atteggiamento di alcune femministe (si legga: «sono i soliti maschi») è riduttivista e falso. Abituate a considerare (ideologicamente) donne, omosessuali, immigrati e altri (marginali) come parte dello stesso schieramento, anziché meditare sul proprio trascorso approccio, trovano più facile giustificare quel che è avvenuto ponendolo in una categoria preesistente. Invece quel che è capitato a Colonia è che, scelta libera o non (i fatti potrebbero essere eterodiretti), vi è stata la ribellione di un gruppo di giovani mediorientali e nordafricani sia alle regole dell’Occidente ufficiale sia a quelle dell’Occidente alternativo, del femminismo e dell’affermazione dello spazio delle libertà individuali.  Rendersi conto di tale natura e riflesso dei comportamenti di un gruppo sociale che era in precedenza annoverato nel mondo del multiculturale libertario mette in dubbio la statuizione ideologica e quel che era dato per scontato in termini di scelta di campo. Forse potrebbe essere un sintomo della decrepitezza dell’attuale assetto culturale del mondo femminista e alternativo. Scontrarsi con la realtà potrebbe indurre a una revisione, se vi è il coraggio.

Da giorni sto lavorando per tentare di razionalizzare e dare una spiegazione unitaria ai “fatti di Colonia” della notte di Capodanno, che poi abbiamo scoperto essere anche i fatti di Amburgo (le denunce hanno superato quota 100) e di altre città tedesche.
La riflessione di Maurizio Costa sulla sua pagina facebook mi sembra una buona base da cui partire. Perché gli elementi di novità (a partire dalle dimensioni del fenomeno e dalla sua ‘doppiezza’) e di contraddizione sono talmente forti da rendere complicato ogni sforzo di semplificazione. Per chi ha identità e appartenenze forti il gioco è semplice. Per quelli di destra è bastato enfatizzare il dato numerico degli stupri (più o meno scientemente esagerato dal Giornale e da Libero) per evocare il trauma fondativo delle “marocchinate” come archetipo della “brutalità” dei liberatori antifascisti. E via di conseguenza interrogarsi sull’inanità dei maschi tedeschi, sul disarmo mentale dell’Occidente, ecc., ecc. Per i liberali alla Battista il focus è stato spostato sulle analogie con il 13 novembre parigino, allora sotto tiro l’industria dello spettacolo e del tempo libero, una settimana fa l’uguaglianza femminile, considerati entrambi capisaldi della nostra civiltà dei diritti. Per la sinistra integrazionista il dispositivo di banalizzazione è passato attraverso una variegata miscela di sociologia del disagio, uso più o meno capzioso delle statistiche, enfasi sul carattere prevalentemente predatorio della faccenda, riflessioni e testimonianze sulla diffusa natura porcina dei maschi di tutte le razze, religioni e fedi politiche.
Per quel che mi riguarda solo oggi ho trovato una risposta ‘anticomplottista’ all’evidente carattere preordinato del raduno: anche i ‘poveri’ migranti e richiedenti asilo usano whatsapp e facebook e quindi senza regie organizzative è stato possibile promuovere eventi e attività simili via social network senza una tradizionale filiera militante… Sul fatto che i raid non fossero immediatamente riconducibili, invece, a una rete movimentista di ispirazione jihadista era già evidente dal particolare che i bruti di Capodanno (che tali restano) erano in gran parte ubriachi. Toccherà quindi fare i conti sulla duplice ostilità di questi nuovi soggetti che si dimostrano irriducibili alle gabbie mentali e culturali del pensiero unico occidentale, in tutte le sue varianti.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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3 comments on “Lipsia, raid hooligan: 250 fermi nella roccaforte della sinistra
  1. Giovanni ha detto:

    Oggi die Welt parla di questa pratica, a quanto pare diffusa nei paesi arabi, chiamata “taharrush gamea”, che é giá da tempo un problema.

    http://www.welt.de/politik/deutschland/article150813517/Das-Phaenomen-taharrush-gamea-ist-in-Deutschland-angekommen.html?wtrid=socialmedia.socialflow….socialflow_twitter

    Insomma, quella che a Colonia é una novitá, é altrove giá nota.

  2. Ugo Maria Tassinari ha detto:

    Basta ricordarsi il macello fatto nella piazza del Cairo cuore della rivolta anti Mubarak con centinaia di donne molestate o stuprate

  3. L. ha detto:

    Razzisti non si nasce… ci si diventa.

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