Lo scandalo dei fondi Sisde e il paradosso di Epimenide

[Un articolo per il Giornale di Napoli sullo scandalo delle malversazioni della cupola del Sisde, esploso nei primi anni '90]


Eco_umbertoNon sappiamo se il figlio di Malpica - come del resto il padre e i di lui coimputati - dica la verità quando sostiene che già da più di due anni i vertici politici degli apparati di sicurezza sapevano dell'allegro uso delle casse del Sisde. 
Non ci interessa. Certo, ci farebbe più piacere se Lor signori, in questo empito di redenzione si decidessero a fare luce non solo sui conti segreti ma anche sulle tante sozzerie compiute dai nostri 007 in vent'anni e più di sistematiche attività di uso politico del terrorismo in funzione di stabilizzazione autoritaria. Abbiamo infatti il dubbio che in qualche misura le clamorose ruberie degli 007 siano una sorta di premio di produzione. Poco importa.
Quello che piuttosto ci sollecita in questo Contesto - e volutamente usiamo la maiuscola proprio per evocare lo scenario del romanzo di Sciascia - sono un paio di evidenti contraddizioni dei difensori d'ufficio dei candidati eccellenti. 
Pensiamo che pochi in Italia ci possano dare lezioni di garantismo. E comunque qui non siamo sul terreno, per noi sacro, delle garanzie giuridiche, ma nel dominio della politica.
E in questo campo la moglie di Cesare deve essere al di sopra di ogni sospetto. Non è solo un problema di buon gusto ma di legittimità costituzionale.
Non si può a corrente alternata - come fanno taluni epigoni del partito degli Onesti - invocare il sospetto per stroncare le carriere politiche degli avversari per poi abbandonare lo spirito dell'intransigenza allorché il principio andrebbe applicato ai propri contigui.
Non ci convince quindi il pur formidabile sul piano logico paradosso di Epimenide rievocato da Eco per liquidare l'attendibilità degli spioni mariuoli - proprio perché per mestiere sono soliti mentire non possiamo sapere se dicono la verità in questa circostanza... -.
Perché a questo punto ci dovrà pur essere qualcuno, fosse anche un molto meno dotato professore, che si decida a spiegare perché invece si debba aprioristicamente riconoscere credibilità assoluta e indiscutibile a notori assassini che fanno mercato della propria memoria professionale per garantirsi l'impunità.
Certo, questi 007 saranno anche dei mariuoli e delle canaglie ma chi di voi deciderebbe di comprare un'automobile usata da Tommaso Buscetta?
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