1 luglio 1979, Milano: muore Luigi Mascagni. Ucciso? No, incidente in un trasporto d’armi

Nel 1977 Luigi Mascagni, nato il 21 agosto 1955 a Monte San Pietro (BO) ma cresciuto a Carimate, in Brianza, studente universitario di Agraria, appassionato calciatore, costituisce un’area di dibattito vicina alle “organizzazioni comuniste combattenti”, in attesa dì una scelta definitiva. È un’area che, pur non sviluppando un’azione politica diretta, si impegna soprattutto nella costruzione di strutture di sostegno: reperimento di case, documenti, armi, etc. In questa ottica Luigi Mascagni, che proviene da una militanza studentesca in Lotta continua rinuncia alla visibilità pubblica del suo impegno politico e frequenta un ristretto gruppo di amici.
Il 27 giugno 1979, mentre trasporta delle armi, parte accidentalmente un colpo che lo raggiunge al petto uccidendolo. Il suo corpo viene trovato il 1 luglio 1979, nel Parco Lambro, a Milano, segnato dalla lunga esposizione. Sebbene nessuna organizzazione lo rivendichi ufficialmente come militante, Luigi Mascagni viene ricordato, per chiarire i dubbi sollevati dalla stampa e rivendicare la sua limpidezza, da militanti delle aree di Prima Linea e delle Brigate Rosse – Walter Alasia, nei processi degli anni successivi.
Di Luigi Mascagni, parla anche’un militante pentito di PL nei verbali delle sue collaborazioni:
«Quel giovane trovato morto al Parco Lambro di Milano, a metà luglio del 79, Alberto (nome di battaglia di Marco Donat Cattin) mi disse che si era trattato di un incidente avvenuto durante il trasporto di armi da una base all’altra della struttura dei Gruppi d’Azione Partigiana di Giangiacomo Feltrinelli rimasta ancora intatta. Durante questo trasporto partì un colpo, casualmente, che uccise il Mascagni. Per non correre il rischio di far individuare la base verso cui si stava trasportando il materiale, il Mascagni, già morto, fu portato in direzione opposta e lasciato, appunto, in parco Lambro».

Nonostante queste dichiarazioni convergenti Cinquantamila.it, il portale biografico di Giorgio dell’Arti accredita la pista di un delitto fascista:

Luigi Mascagni, 24 anni, studente universitario, ex esponente di Lotta Continua, è ucciso a colpi di pistola alla schiena. Il cadavere è trovato nel Parco Lambro. Molti anni dopo su questo omicidio ci sono state dichiarazioni di colpevolezza di alcuni fascisti.

Per “giannidgl61”, autore di una cronologia degli anni di piombo, le piste possibili sono addirittura due:

Luigi Mascagni, 24 anni, studente universitario alla facoltà di agraria alla Statale di Milano, ex-esponente di Lotta continua, è ucciso a colpi di pistola alla schiena. Il cadavere è stato trovato nel Parco Lambro. Su questo omicidio sono state avanzate due ipotesi: una di un delitto fascista (aveva ricevuto varie minacce), l’altra di un regolamento di conti nel settore dell’Autonomia.

Sulle due piste si mantiene anche la più qualificata ricerca statistica su terrorismo e violenza, “Venti anni di violenza politica in Italia (1969-1988)”, condotta da Isodarco:

Lo studente di sinistra Luigi Mascagni, 24enne, viene assassinato in condizioni misteriose. Ignoti gli sparano colpi di pistola ferendolo mortalmente alla schiena. Il cadavere viene rinvenuto al Parco Lambro. Il Mascagni era stato più volte minacciato da elementi neofascisti, ma gli inquirenti non escludono l’ipotesi di un regolamento di conti all’interno dell’area di Autonomia.

A restituirci la sua dimensione umana arriva un suo compagno di scuola (liceo scientifico di Como) e di squadra (la giovanile del Valmorea), Andrea Quadranti. Un’amicizia che si cementa tra campo e spogliatoio perché i due sono avversari politici (Andrea si definisce un “anticomunista viscerale”, folgorato da Arcipelago Gulag):

Luigi era una gran brava persona, generosa ed ironica. Personalità che si intravedeva anche nel modo di giocare, era infatti un centrocampista alla Oriali, per fare un esempio che i cultori del calcio possono immediatamente capire, in altre parole un laborioso lavoratore al servizio della squadra, tutto cuore e polmoni, correttissimo in uno sport in cui l’unica cosa che conta è vincere. (…) Da quell’oblio ogni tanto lo faccio uscire con i miei pensieri: quando penso a quel periodo giovanile della mia esistenza quello che mi ricordo, e di cui ho nostalgia, sono l’odore dell’erba del campo di calcio appena tagliata, gli spogliatoi con la loro aria umida di sudore ed il viso di Luigi Mascagni, sempre serio ma con gli occhi sorridenti, mentre indossa quella inverosimile maglia verde con striscia diagonale rossa che era la nostra casacca.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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