15 maggio 1975: campagna Br contro la Dc. Gambizzato a Milano Massimo De Carolis

massimo de carolis

L’attacco verbale contro la DC, contenuto nel volantino del 20 febbraio 1975 e ribadito ampiamente nel documento teorico d’aprile, si concretizza in una spettacolare serie di azioni che avvengono, quasi contemporaneamente, il 15 maggio in tre diverse città.
A Mestre viene “perquisita” una sede della DC.
A Torino vengono incendiate nove auto di sindacalisti “gialli.”
Ma l’azione piú clamorosa avviene a Milano, dove viene “visitata” dalle BR la sede di Iniziativa Democratica, organizzazione di destra, strettamente legata al democristiano De Carolis, uno dei leaders della maggioranza silenziosa. In questa occasione viene per la prima volta deliberatamente sparato un colpo di pistola, sia pure a scopo dimostrativo. Nel documento che accompagna l’azione le Brigate Rosse esprimono anche un giudizio sui NAP, che da pochi giorni sono alla ribalta della cronaca per il sequestro del giudice Di Gennaro, ponendo cosí fine alle insinuazioni fatte circolare dallo stesso Di Gennaro su presunti collegamenti operativi tra BR e NAP;

Un nucleo armato delle Brigate Rosse ha perquisito e distrutto il covo democristiano di via Monte di Pietà, 15, sede di Iniziativa Democratica, gruppo di provocazione anticomunista, piú noto come “banda De Carolis.”
La Democrazia cristiana è il vettore politico principale del progetto di ristrutturazione imperialista dello stato. È il punto di unificazione del fascio di forze reazionarie e controrivoluzionarie che unisce Fanfani a Tanassi, a Sogno, a Pacciardi, ad Almirante ed ai gruppi terroristici.
LA DC È IL NEMICO PRINCIPALE DEL MOMENTO: è il partito organico della borghesia, delle classi dominanti e dell’imperialismo. È il centro politico ed organizzativo della reazione e del terrorismo. È il motore della controrivoluzione globale e la forza portante del fascismo moderno: il fascismo imperialista. Non ci si deve lasciare ingannare dalle “professioni di fede democratica ed antifascista” che talvolta vengono da taluni dirigenti di questo partito, perché esse rispondono al bisogno tattico di mantenere aperta la finta dialettica tra “fascismo” e “antifascismo” che consente alla DC di rastrellare voti, facendo credere che contro il pericolo “fascista” sia meglio la “democrazia riformata” e cioè lo stato imperialista. Il problema delle avanguardie rivoluzionarie è quello di fare chiarezza sull’intero gioco, colpendo covi, collegamenti, connivenze e progetti. La DC non è solo un partito, ma l’anima nera di un regime che da 30 anni opprime le masse popolari ed operaie del paese. Non ha senso comune dichiarare a parole la necessità di battere il regime e proporre nei fatti un compromesso storico con la DC. Ne ha ancora meno chiacchierare su come riformarla.
LA DC VA LIQUIDATA, BATTUTA E DISPERSA. La disfatta del regime deve trascinare con sé anche questo immondo partito e l’insieme dei suoi dirigenti; come è avvenuto nel ’45 per il regime fascista e per il partito di Mussolini. Liquidare la DC e il suo regime è la premessa indispensabile per giungere ad un’effettiva “svolta storica” nel nostro paese. Questo è il compito principale del momento. Iniziativa Democratica è una centrale reazionaria e controrivoluzionaria molto articolata nelle strutture politiche ed economiche della metropoli milanese. Gli uomini di questa centrale che, secondo il suo leader Massimo De Carolis, rappresenta oggi “la forza piú importante nella DC cittadina e regionale, ed il gruppo numericamente piú forte nel consiglio comunale,” sono tutti apertamente e scopertamente compromessi con la reazione piú bieca:..
In questi giorni la banda De Carolis si prepara nel suo covo ad una campagna elettorale indirizzata “a far convergere i voti milanesi verso la DC e nella DC verso i candidati piú sicuri.” Con questa azione gli abbiamo anticipato il giudizio che i proletari danno di lui, dei suoi compari e del suo immondo partito. Ma è solo un anticipo. Il resto lo potrà riscuotere direttamente sulle piazze proletarie se proverà a metterci anche un solo piede. Le leggi speciali sull’ordine pubblico volute dalla Democrazia cristiana incitano all’uso delle armi contro la “criminalità politica.” Abbiamo raccolto, per una volta, il suggerimento, colpendo alle gambe uno dei piú convinti sostenitori di queste leggi liberticide.
Certo meritava di piú, ma in queste cose non c’è fretta. Ad alzare il tiro si fa presto e ad individuare i veri “criminali” pure! PORTARE L’ATTACCO AI COVI DEMOCRISTIANI, CENTRI DI DELINQUENZA POLITICA E COMUNE, DI REAZIONE, DI CONTRORIVOLUZIONE. BRIGATE ROSSE.

15 maggio 1975

Precisiamo che non esiste alcun legame operativo né organizzativa tra Nuclei Armati Proletari (NAP) e le Brigate Rosse. Viva la lotta dei Nuclei Armati Proletari![1]

A dimostrazione che il tempo molto spesso passa invano, la stampa di destra, di centro e di sinistra, dal “Gazzettino” al “Quotidiano dei Lavoratori,” immutabile propende per la tesi della provocazione in vista delle elezioni. Spunta anche come variazione sul tema la tesi dell’autolesionismo. Se Amerio si è autorapito (“Avanguardia Operaia”) e Labate si è autorapato (“il Manifesto”), basta solo un pizzico di fantasia per far dire al “Quotidiano dei Lavoratori” che De Carolis ‘si è autosparato una rivoltellata. Del resto, c’è anche il precedente del missino Brivio (“ultima raffica”) che a bella posta si era procurato una decina di anni fa una scalfittura in periodo elettorale. La ghiotta notiziola fa il giro d’Europa e perviene al quotidiano parigino “Liberation,” che la pubblica mostrando il parallelismo storico.

FONTE: Soccorso rosso, Brigate rosse.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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