4 aprile 1981: la cattura di Moretti e Fenzi e la parabola del superpoliziotto

moretti

Il 4 aprile 1981 sono catturati a Milano Mario Moretti ed Enrico Fenzi. Il leader più noto delle Brigate rosse e il professore universitario passato in clandestinità dopo la clamorosa assoluzione al processo di Genova sono da qualche settimana impegnati nella difficile missione di ricostruire una colonna brigatista nella capitale operaia di Italia. La struttura milanese ha rotto da qualche mese con l’organizzazione nazionale. A luglio 1980 la Colonna “Walter Alasia” aveva chiesto le dimissioni dell’Esecutivo. Nodi fondamentali del dissidio furono la questione operaia e il problema della liberazione dei prigionieri.

La Colonna, il 12 novembre del 1980, compì autonomamente dall’Esecutivo brigatista un attentato mortale ai danni del capo del personale della Magneti Marelli Renato Briano, ponendosi di fatto fuori dalle BR (con la Risoluzione n. 10, l’Esecutivo decretò ufficialmente l’uscita del gruppo dal movimento). A questa iniziativa, fece seguito l’attentato contro il direttore tecnico della Falk Manfredo Mozzanti (28 novembre 1980), ribadendo così la propria scissione. Lavorando senza una rete di protezione i due dirigenti si espongono a maggiori rischi e così finiscono per cadere in trappola. Il compagno con cui vanno a incontrarsi è in realtà un provocatore, manovrato dal capo della Mobile di Pavia, il commissario Ettore Filippi, un poliziotto che sarà coinvolto in numerose vicende giudiziarie

Nell’estate del 1985  Renato Longo, l’ infiltrato nelle Brigate Rosse che portò la polizia all’ arresto di Mario Moretti e di Enrico Fenzi, è fermato a Marsiglia dalla gendarmeria francese con cinque chili di hashish. Longo è in libertà provvisoria dopo il processo che a Pavia l’ ha visto imputato insieme con Filippi. Allora Longo venne condannato a quattro anni e mezzo; Filippi, che era stato accusato di aver organizzato insieme con Longo azioni che lo accreditassero come terrorista agli occhi dei brigatisti, fu condannato a quattro anni e otto mesi in primo grado e assolto in appello. Con la sua soffiata Longo aveva portato la polizia alla base di via Cavalcanti a Milano, frequentata da Moretti e compagni. Al commissario Filippi aveva addirittura consegnato una chiave dell’ appartamento. La polizia aveva così potuto arrestare la “primula rossa” Moretti e il professor Enrico Fenzi. Dopo la condanna, nel dicembre 1984, Renato Longo aveva già tentato di espatriare con documenti falsi. Ma era stato scoperto e bloccato dalla Guardia di Finanza sul treno diretto alla frontiera di Ventimiglia. Altre accuse di corruzione contro Filippi arrivano da uomini del clan Epaminonda ma anche in questo caso il funzionario viene assolto.
Filippi, salentino classe 1942, dopo le prime sventure giudiziarie si dà alla politica locale ed entra nell’allora Psi per poi diventare assessore in quota centrosinistra nelle giunte dei sindaci Albergati e Capitelli. Con quest’ultima ricoprirà l’incarico di vicesindaco, salvo poi dimettersi nel 2009 e passare per le elezioni successive sulla sponda del centrodestra a sostegno del sindaco “formattatore” e nuovo pupillo di casa Forza Italia, Alessandro Cattaneo con la lista civica “Rinnovare Pavia”. Sindaco con cui condividerà anche la scomoda sedia di testimone durante il processo “Infinito” scaturito dagli arresti del 13 luglio 2010 e che colpì un centinaio degli affiliati alle cosche della ‘ndrangheta in Lombardia.  Le manette per Filippi scatteranno nel marzo 2014, in un’inchiesta per una lottizzazione: l’ex vicesindaco di Pavia è agli arresti domiciliari per corruzione insieme a un costruttore edile. Vicenda di cui, a cinque anni dal blitz, non risultano gli esiti giudiziari.

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Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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