Nello scrigno del tempo – L’italia allo specchio dell’eversione nera

La recensione di Fascisteria scritta da Giorgio Boatti per Tuttolibri, il 1° ottobre 2001. Indimenticabile …

NELLA memoria del nostro Paese il terrorismo – di qualunque sfumatura – è un’oscura terra di nessuno s’interpone tra Storia e cronaca. Ordito sommerso di potere e contropotere queste territorio è altresì brulicante di vite a perdere e di morti disperati, di idee balorde e di utopie raggelanti, di banditesche imprese e di ipocrite amnesie. 

Lì è andato a scavare Ugo Maria Tassinari per riempire il mezzo migliaio di pagine che compone il suo Fascisteria. Con certosina pazienza Tassinari ha accostato l’una all’altra le infinite tessere del mosso arcipelago della destra radicale italiana, così come si è impiantato – dalla sconfitta del regime fascista sino alle ultimissime performances delle formazioni come «Forza Nuova» – dentro il tessuto vivo della società italiana. C’è di tutto: il malefico seme buttato dal barone Julius Evola e la galassia delle infinite e litigiose organizzazioni che in un succedersi di fusioni, distacchi, clonazioni s’affollano lungo i decenni fino ad approdare alle nuovissime militanze che – l’una contro l’altra – s’apprestano chi a far la guerra santa contro l’immigrazione extracomunitaria e chi ad allearsi alla reazione islamica per fare fronte comune contro la globalizzazione occidentale.

Ci sono le carriere dei «soldati neri» mai pentiti come Vinciguerra, reo confesso della strage di Peteano in cui furono vilmente assassinati uomini della Benemerita. Emergono le biografie dei felici transfughi come Giovanni Ventura, già sodale della cellula ordinovista veneta che diede il là alle stagione culminata nel massacro di Piazza Fontana, finito come imprenditore della ristorazione a Buenos Aires. 0 di Delfo Zorzi, condannato recentemente per la stessa strage, approdato a Tokio e intangibile da ogni richiesta di estradizione. Sfilano le figure inscalfibili dei leaders politici capaci di sgusciare sempre indenni dalla militanza nelle forze speciali della RSI al Parlamento della Repubblica e di navigare tra i bassifondi – spesso congiunti – dell’ eversione stragista e gli incarichi riservatissimi affidati loro negli anni sessanta dai vertici della Difesa. E’ un monumento alla memoria di quanto è accaduto, e un monito a far sì che non possa più accadere cogliendo impreparati, quello che Tassinari porta a compimento. E qualche pecca – come lo svarione con cui attribuisce all’excomunista Eugenio Reale la paternità della «legge Reale» sull’impiego delle armi da parte delle forze dell’ordine da inserire invece nel curriculum del repubblicano Oronzo Reale, ministro della giustizia nei primi anni settanta – non inficia assolutamente l’utilità di un volume che sarebbe bene non fosse utilizzato solo dagli addetti ai lavori. Poiché questo lavoro di ricognizione attorno alla destra radicale italiana potrebbe segnare l’avvio di un rinnovato interesse non solo per gli eventi, passati alla cronaca giudiziaria e criminale, ma per le ideologie e gli scenari geo-politici evocati (falla «conservazione rivoluzionaria» ancora all’ opera in Italia. Brodo di cultura – più di quanto si voglia credere – di elementi innervati nella concretezza del nostro Paese. Specchio deformato, ma che non si può eludere, di un’altra Italia che – qui e ora – vive accanto a noi.

Ugo Maria Tassinari Fascisteria. I protagonisti, i movimenti e i misteri dell’eversione nera in Italia (1945-2000) Castelvecchi 573 pagine, 32 mila lire

Giorgio Boatti

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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