30 aprile 1977, 1978, 1979: notte dei fuochi, un modo diverso di fare guerriglia

notte dei fuochiLa “notte dei fuochi” entra nel linguaggio giornalistico nel giugno 1961, quando i militanti neonazisti del Bas, l’organizzazione indipendentista sudtirolese, organizzano nell’arco di due ore 47 attentati  contro i tralicci dell’alta tensione. La notte tra il 3 e 4 giugno scelta per l’attacco è una festa tradizionale sudtirolese: si accendono fuochi in montagna per commemorare Andreas Hofer, eroe nazionale della guerriglia antinapoleonica. La pratica della notte dei fuochi, attacchi concentrati, diffusi e a bassa intensità,e ripresa alla fine degli anni 70 da strutture organizzate dell’Autonomia e in particolare dalle sigle collegate ai Collettivi politici veneti, che prediligono questa modalità in contrapposizione alla pratica dei gruppi armati maggiori, che privilegiano l’attacco alle persone e l’innalzamento del livello di scontro. Una data in cui si ripetono questi attacchi è quella del 30 aprile, in evidente connessione con la festa del Primo Maggio.

Nel 1977 è in programma a Milano un corteo nazionale dell’Autonomia che conclude una campagna contro il lavoro nero. Così la notte del 30 aprile ci sono bombe e molotov in varie città. A Torino gli attentati alle aziende Facis e Michelin sono firmati “Lillith per il comunismo”. Poi ci sono attentati al palazzo degli uffici di avviamento al lavoro e a una centralina SIP. Sui muri del palazzo dove è avvenuta l’esplosione una scritta in spray “Br”. A Padova un commando danneggia automezzi del! ‘Elettronica industriali Pinto e la RTR – radiotelevisione regionale di cui Pinto è amministratore. Il commando lascia un volantino firmato “0rganizzazione operaia per il comunismo”. A Firenze contro la caserma dei PS “Fadini” è fatto esplodere un ordigno ad alto potenziale. L ‘attentato è rivendicato da “Nucleo armato Prima Linea”. A Milano attentati contro l’ex sede dell’ufficio di collocamento e di un concessionario della Opel sono rivendicati da Azione rivoluzionaria.

Nel 1978 è la volta di una campagna nazionale contro l’Alfa Romeo, promossa da “Rosso”. A Roma quattro ordigni ad elevato potenziale danneggiano altrettanti autosaloni dell’Alfa Romeo in via Nemorense, in via Gregorio VII, in via Casilina e in via Aurelia. Gli attentati, che provocano darmi rilevanti, vengono rivendicati dalle “Squadre operaie armate”. A Napoli alcune automobili Alfa Romeo subiscono attentati incendiari nel quartiere Barra. L’attentato è rivendicato dalle “Unità comuniste armate”. A Torino due attentati sono compiuti ai danni di altrettanti autosaloni dell’Alfa Romeo.
A Padova una concessionaria Alfa Romeo in via Costa è devastata da un attentato incendiario.

Nel 1979 28 attentati sono compiuti durante la notte in tutto il Veneto. Sono rivendicati da “Organizzazione operaia per il comunismo”. “Proletari comunisti organizzati”, “Squadre comuniste territoriali”, “Squadre comuniste combattenti” diverse sigle tutte riconducibili all’area dei Collettivi politici veneti. Gran parte degli attentati sono rivolti contro la dc e le forze dell’ordine.
Padova. Otto gli attacchi nella città santuario dell’Autonomia veneta. Un furgone adibito al trasporto del giornale Il Mattino viene incendiato e distrutto. Una bomba danneggia la sezione della DC in via Altinate. Gravi i danni alla sezione DC in via Tregarofani. Molotov contro l’abitazione del presidente del consiglio di quartiere Giacomo Palazzolo, democristiano. Incendiata una vettura della ditta Ferrara che noleggia auto per la traduzione dei detenuti. Molotov contro l’auto di Sergio Fabri, sindacalista della UIL. Incendiato un furgone dei carabinieri in officina per riparazioni. Molotov contro la sezione DC nel quartiere Porcellini e contro la sezione DC nel quartiere Sant’Osvaldo.
A Este, un ordigno a timer, confezionato con cinque candelotti di esplosivo, viene collocato dinanzi all’abitazione dell’on. Carlo Fracanzani, democristiano. L’ordigno non esplode a causa dell’umidità.
Abano (Padova). Molotov contro la casa del consigliere comunale DC Pietro Ghiro.
Monselice (Padova). Un ordigno esplosivo viene scagliato contro la Prefettura.
Campodarsego (Padova). Un ordigno danneggia la caserma dei carabinieri.
Camposampietro (Padova). Sconosciuti penetrano nella sezione della DC e delle ACLI e le incendiano con latte di benzina. Gravi i danni.
Bovolenta. Due molotov e colpi di fucile vengono esplosi contro la caserma dei carabinieri.
Garmeola di Rubano (Padova). Quattro colpi di pistola vengono esplosi contro la caserma dei carabinieri.
Solesino (Padova). Una tanica di benzina con innesco chimico viene collocata dinanzi all’officina della caserma dei carabinieri. Un appuntato rimane ustionato.
Mestre (Venezia). Un ordigno esplosivo contro la caserma dei carabinieri.
Chioggia (Venezia). Incendiata la porta d’ingresso della sezione della DC.
Meolo (Venezia). Tre bombe vengono collocate contro la caserma dei carabinieri in costruzione, che rimane danneggiata.
Vicenza. Molotov contro Ia sezione della DC nel centro storico. Un’altra molotov viene scagliata contro un condominio nel quale abitano numerosi agenti di PS. Un’auto appartenente ad una azienda che noleggia mezzi per il trasferimento dei detenuti viene bruciata.
Bassano del Grappa (Vicenza). Molotov contro l’abitazione del pretore Caccìn.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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