28 giugno 1973: le Br rapiscono Michele Mincuzzi, ingegnere Alfa Romeo

Risultati immagini per sequestro MincuzziTra le schede individuali requisite durante l’incursione all’UCID, c’è anche quella di un oscuro dirigente dell’Alfa, l’ingegner Michele Mincuzzi, specialista in “organizzazione del lavoro,” che viene sequestrato dalle BR il 28 giugno 1973 nel corso di un’azione strettamente collegata con l’attacco alla sede degli imprenditori cattolici e inquadrata nella lotta contro “il fascismo in camicia bianca.” Leggi altro ›

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1 luglio 1979, Milano: muore Luigi Mascagni. Ucciso? No, incidente in un trasporto d’armi

Nel 1977 Luigi Mascagni, nato il 21 agosto 1955 a Monte San Pietro (BO) ma cresciuto a Carimate, in Brianza, studente universitario di Agraria, appassionato calciatore, costituisce un’area di dibattito vicina alle “organizzazioni comuniste combattenti”, in attesa dì una scelta definitiva. È un’area che, pur non sviluppando un’azione politica diretta, si impegna soprattutto nella costruzione di strutture di sostegno: reperimento di case, documenti, armi, etc. In questa ottica Luigi Mascagni, che proviene da una militanza studentesca in Lotta continua rinuncia alla visibilità pubblica del suo impegno politico e frequenta un ristretto gruppo di amici.
Il 27 giugno 1979, mentre trasporta delle armi, parte accidentalmente un colpo che lo raggiunge al petto uccidendolo. Il suo corpo viene trovato il 1 luglio 1979, nel Parco Lambro, a Milano, segnato dalla lunga esposizione.  Leggi altro ›

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30 giugno 1960: il racconto in tempo reale della rivolta di Genova

Ottantatré feriti e contusi a Genova in nuovi scontri tra polizia e dimostranti Dopo una cerimonia antifascista, migliaia di persone si avviano con i gonfaloni delle città medaglia d’oro verso piazza De Ferrari All’improvviso alcuni scontri accendono l’atmosfera – La Celere lancia bombe lacrimogene, i dimostranti incendiano alcune macchine e lanciano pietre, sedie e tavolini dei bar – Quattro persone sono rimaste ferite gravemente – La circolazione dei tram sospesa dalla questura per motivi di ordine pubblico – La CGIL ha proclamato per domani uno sciopero generale di 24 ore

(umt) La prima pagina della Stampa del 1° luglio 1960 offre alcuni spunti interessanti. Rivedere i grandi avvenimenti, quale fu la rivolta di Genova contro il congresso missino, attraverso la loro percezione immediata è un esercizio stimolante. L’estrema violenza degli scontri, il carattere preinsurrezionale del confronto tra dimostranti e Celere, non sono comunque ritenuti degni dal desk del quotidiano torinese dell’apertura, che resta dedicata alla politica estera (il viaggio di Krusciov a Vienna): una fotonotizia con la camionetta in fiamme regge la spalla, la cronaca ha un taglio alto a 4 colonne, il taglio basso è dedicato alle reazioni politiche romane. Una pagina peraltro sbilanciatissima, con la metà inferiore carica di piombo. Nel merito dei fatti, l’inviato Mario Fazio (appassionato difensore dell’ambiente diventerà presidente di Italia Nostra) coglie due aspetti essenziali della rivolta: il ruolo di pompieri svolto dai capi partigiani, il protagonismo dei giovani (in un’epoca in cui la categoria a stento era riconosciuta come tale) nella battaglia. Solo il giorno dopo i fatti di Genova guadagneranno l’apertura a piena pagina: 6 colonne di titolo, 3 di foto. Ma si parla delle conseguenze politiche del congresso annullato…

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26 giugno 1986: Pierluigi Vigna denuncia il collega innamorato della brigatista pentita

pierluigi vignaAlcuni giornali (tra i quali La Repubblica e Il Mattino, ma anche lo spagnolo El Pais) pubblicano con rilievo la notizia che il Sostituto Procuratore della Repubblica di Napoli, Olindo Ferrone, uno dei magistrati che seguiva le più delicate inchieste sul terrorismo, dalla colonna napoletana delle Brigate rosse alla strage di Natale del rapido 904, ha avuto una “love story” con una brigatista rossa pentita. Leggi altro ›

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26 giugno 1979. Decapitati i Pac: presi Cesare Battisti, Cavallina e Marelli

cesare battistiRetata in quattro città: scoperti armi e documenti. L’antiterrorismo a Milano, Padova, Como e Vercelli. Quaranta perquisizioni, cinque arresti, sette fermi. Una «357 Magnum», simile a quella usata in tre assassinii, sarà sottoposta a perizia

MILANO — Il procuratore capo dottor Mauro Gresti ha fornito ieri a Palazzo di Giustizia i nomi delle persone che nella notte tra lunedì e martedì sono state arrestate per costituzione di banda armata, detenzione illegale di armi da sparo, da guerra e comuni, nonché di ordigni ed esplosivi. Sono Silvana Marelli, di 39 anni, traduttrice: Marco Moretti, di 23, disoccupato; Diego Giacomini, di 22, autista; Cesare Battisti, di 25 (che si sarebbe presentato anche con il nome di Giuseppe Ferrari), disoccupato, già colpito da ordine di cattura per rapina e Cipriano Falcone, di 27 anni, impiegato. Leggi altro ›

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26 giugno 1970: esce La Strage di Stato, la madre di tutte le controinchieste

Il 26 giugno 1970, a poco più di 6 mesi dalla strage di Piazza Fontana veniva stampato il volume “La strage di Stato”. Opera collettiva e anonima, frutto del lavoro delle decine di compagni e compagne della controinformazione romana. Per rendere loro omaggio, le ultime ristampe sono state firmate con i nomi di alcuni dei coordinatori prematuramente scomparsi: l’avvocato Edoardo Di Giovanni e due giornalisti, Marco Ligini e Edgardo Pellegrini. Un lavoro straordinario. Perché, pur con tutti i suoi limiti strutturali (il fuoco su Roma, il vuoto sul Veneto), riesce nell’impresa di rovesciare il senso comune fornendo un arsenale per la battaglia politica a decine di migliaia di militanti impegnati nella campagna per la liberazione di Pietro Valpreda.
Dalla prefazione dell’edizione Odradek del 2006  (qui il link per scaricare il pdf del volume)
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Cima Vallona, 25 giugno 1967. Strage dei neonazisti tedeschi o strategia della tensione?

Barrafranca, 25 giugno 1974. Anziano missino uccide consigliere comunista

barrafrancaBarrafranca, un paese della provincia di Enna: in una delle strade principali questa mattina un gruppo di compagni del PCI affigge manifesti fuori della sede del Comitato antifascista che è stato inaugurato proprio ieri sera. Un individuo si avvicina al gruppo e comincia a insultare, ne nasce un battibecco, l’individuo spara sei colpi con una Beretta calibro 7,65.
Sulla strada rimane, ucciso sul colpo, il compagno Vittorino Ingria, di 53 anni , camionista , consigliere comunale del PCI, conosciuto come uno dei più attivi militanti antifascisti del paese. L’assassino si chiama Alessandro Bartoli, ha 66 anni, faceva l’agente di assicurazioni prima di andare in pensione, alle ultime elezioni comunali era stato candidato nella lista del MSI , ed era riuscito il pri mo dei non eletti. Dopo l’omicidio il fascista se ne va a casa sua, poi esce e va a costituirsi alla stazione dei carabinieri. Ha con sè un coltello, che pare abbia esibito come prova che il compagno ucciso era armato e lui ha sparato per legittima difesa!
Sei colpi di pistola dopo una provocazione a freddo contro un gruppo di militanti comunisti , e non da parte di «giovani estremisti di destra” ma di un anziano fascista con la tessera del MSI in tasca insieme alla Beretta ,presentato dal MSI nelle sue liste, rappresentante esemplare dell’odio anticomunista attivo fino all’assassinio: dal paese di Barrafranca in Sicilia il cadavere di un altro compagno ucciso chiede che la mobilitazione antifascista non abbia tregua . che gli obiettivi posti da milioni di proletari e antifascisti dopo Brescia vengano raggiunti, e in primo luogo quello della messa fuorilegge del partito fascista.
FONTE: Lotta continua, 26 giugno 1974

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25 giugno 1984: muore Michael Foucault. Un maestro nella critica del potere

michael foucaultMichel Foucault nasce a Poitiers nel 1926. Studia Filosofia e Psicologia presso l’École Normale Supérieure, e nel 1952 è psicologo presso l’Hôpital Sainte-Anne di Parigi. Il suo interesse per la psicologia, la frequentazione con i testi dei “maestri del sospetto” (Nietzsche, Marx e Freud), lo studio della fenomenologia e della storia delle scienze costituiscono la cornice entro cui sviluppa il proprio pensiero rivoluzionario, che ricompone in una critica unitaria e radicale microfisica e macrofisica di potere.   Leggi altro ›

24 giugno 1975: i funerali di Iolanda Palladino e gli scherzi della memoria

Gli operai, i compagni rivoluzionari, gli antifascisti che sono affluiti in corteo per i funerali, erano decine di migliaia. Gli slogan contro la DC, per la messa al bando del MSI, e quello martellante «pagherete tutto» non erano solo i compagni a gridarli, ma l’intero corteo, migliaia e migliaia di lavoratori. Dopo il funerale, un corteo di tremila compagni si è diretto al covo centrale del MSI. La polizia ha risposto caricando 2 volte. A dare man forte agli sbirri di ZampareIli c’erano i camerati degli assassini di Iolanda, che hanno attaccato gli antifascisti con bombe carta, mescolati e protetti dalle squadre della questura. Mentre scriviamo, centinaia di compagni presidiano la zona, fronteggiati da uno schieramento imponente di celerini e carabinieri.
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