19 aprile 1980: l’avvocato Edoardo Arnaldi si sottrae al carcere togliendosi la vita

edoardo arnaldi

Su mandato di cattura emesso dall’Ufficio Istruzione del Tribunale di Torino per “partecipazione a banda armata”, i carabinieri si recano in via Palestro 12, a casa dell’avvocato Edoardo Arnaldi, difensore di fiducia di diversi militanti delle Brigate Rosse e aderente al “Soccorso Rosso”, per eseguirne l’arresto.
Ad accusarlo è Patrizio Peci, militante pentito delle BR. Durante la perquisizione, Edoardo Arnaldi si uccide con un ‘colpo di pistola. Ex partigiano, accorsato avvocato civilista, nel 1969 comincia a esercitare in ramo penale per difendere i compagni. E’ tra i più impegnati in Soccorso rosso. Finanzia la sua attività liquidando beni personali. 

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19 aprile 1979. Cesare Battisti: l’agente Digos Campagna l’ho ucciso io

andrea campagna

” Per quanto riguarda l’omicidio di Andrea Campagna, cui io ho partecipato sparando, l’indicazione è stata data dal collettivo di Zona Sud, in quanto íl Campagna era stato ritenuto uno dei principali responsabili di una retata di compagni del collettivo Barona che erano stati poi torturati in caserma. Lui conosceva bene i soggetti del collettivo Barona in quanto il suocero abitava in quella zona. Per lui fu decisa la morte nel corso di una riunione dei PAC e io mi sono reso disponibile all’azione”.
Così Cesare Battisti, 40 anni dopo, assume la responsabilità diretta e personale dell’esecuzione dell’agente della Digos di Milano

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12 aprile 1973: così uccidemmo quell’agente

Il giovedì nero del Msi a Milano, gli scontri culminati nella morte dell’agente Marino, nel racconto di un protagonista: Maurizio Murelli

Sono giorni particolarmente frenetici, questi dell’aprile del ’73. Il Msi milanese, dopo un anno di silenzio, cerca di uscire dall’angolo. Le adesioni giovanili del ’70 e del ’71 sono lontani ricordi. La concorrenza di San Babila e di Avanguardia Nazionale si fa sentire. E la mancanza di iniziative e di parole d’ordine allontanano sempre di più i giovani militanti dalla sede giovanile di via Burlamacchi e dalla federazione di via Mancini. Così il federale Servello, insieme ai dirigenti giovanili Cerullo e La Russa, pensa a una grande manifestazione da tenere in città. La data prevista è il 12 aprile. Ufficialmente si tratta di una manifestazione «contro la violenza rossa». Sullo stesso tema il Msi ha già sfilato il 9 marzo a Reggio Calabria e forti di questo precedente i missini milanesi pensano di coinvolgere Ciccio Franco, il simbolo delle «radiose» giornate di Reggio del 1970. La star del neofascismo barricadero di quegli anni. (…) Questo il clima nel Msi e a San Babila. Ma qualche giorno prima è avvenuto un episodio che avrà ripercussioni decisive sul giovedì nero. Prima di partecipare all’operazione «bombe sui treni», Azzi ha lasciato al giovane «Cucciolo» Petrini uno stock di bombe a mano da esercitazione Srcm, rubate in un deposito militare. Cucciolo ha un braccio ingessato, ma non vuole rinunciare al corteo con Ciccio Franco. Siamo a due giorni dal 12 aprile. Da la “Fiamma e la celtica” estrapoliamo la lunga testimonianza di Maurizio Murelli:

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11 aprile 1979: tre autonomi muoiono a Thiene mentre fabbricano una bomba

11 aprile

Verso le 17.30 dell’11 aprile 1979, a Thiene, in provincia di Vicenza, esplode un ordigno in un appartamento in via Vittorio Veneto 48. Muoiono dilaniati dall’esplosione tre militanti del Gruppo sociale di Thiene, una delle strutture dei Collettivi Politici Veneti. Maria Antonietta Berna (22 anni), il metalmeccanico Angelo Del Santo (24 anni) e lo studente di medicina Alberto Graziani (25 anni). L’esplosione è provocata dallo scoppio accidentale della pentola a pressione piena di polvere di mina. I due uomini stanno preparando un ordigno mentre la ragazza, compagna dell’affittuario, è alla macchina da cucire in un’altra stanza. In quei giorni ci furono decine di azioni e incendi in risposta all’arresto di decine di compagni del movimento comunista veneto e non solo avvenuto il 7 aprile dello stesso anno.  Le “notti dei fuochi” (decine di attacchi in contemporanea a bassa e diffusa intensità) erano la modalità specifica dell’Autonomia organizzata veneta. 

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4 aprile 1981: la cattura di Moretti e Fenzi e la parabola del superpoliziotto

moretti

Il 4 aprile 1981 sono catturati a Milano Mario Moretti ed Enrico Fenzi. Il leader più noto delle Brigate rosse e il professore universitario passato in clandestinità dopo la clamorosa assoluzione al processo di Genova sono da qualche settimana impegnati nella difficile missione di ricostruire una colonna brigatista nella capitale operaia di Italia. La struttura milanese ha rotto da qualche mese con l’organizzazione nazionale. A luglio 1980 la Colonna “Walter Alasia” aveva chiesto le dimissioni dell’Esecutivo. Nodi fondamentali del dissidio furono la questione operaia e il problema della liberazione dei prigionieri.

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La rivolta di Torre Maura: l’odio razziale dilaga in tutta Roma est

La sindaca Raggi accusa: dietro le violenze di Torre Maura ci sono CasaPound e Forza Nuova. E la procura indaga per odio razziale. Ma in tutta la periferia orientale si ripetono gli incidenti. Spesso i protagonisti sono piccoli malavitosi di borgata che si ergono a paladini del territorio

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Il centrodestra e la conquista del santuario lucano

Qualche giorno prima del voto avevo provato a spiegare, sul portale di Tiscali con cui ho ripreso a collaborare come e perché il centrodestra avrebbe conquistato la Basilicata. Ora a urne chiuse, a chiacchiera postuma conclusa, vi propongo l’analisi prima e dopo il voto

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I verbali di Battisti: non volevamo uccidere Torregiani e Sabadin

La decisione di Cesare Battisti di assumersi la responsabilità degli omicidi da lui commessi 40 anni fa come militante dei Proletari armati per il comunismo e di chiedere scusa ai familiari delle sue vittime ha scatenato una bagarre sui media e sui social. L’ex terrorista, ieri scrittore di fama, oggi ergastolano al carcere duro, è personaggio divisivo. Ho perciò deciso di provare a restituire le sue ragioni facendomele raccontare dall’avvocato di Battisti, Davide Steccanella, l’ultimo difensore di Renato Vallanzasca. Il testo integrale dell’intervista, pubblicata da Tiscali.it, la potete leggere qui. Nello stesso spirito va la decisione di diffondere il testo integrale degli interrogatori resi nel weekend da Cesare Battisti. Ecco la parte che riguarda la sua militanza fino ai Pac

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Il complotto della grande sostituzione ha ispirato la strage in Nuova Zelanda

Il bagaglio ideale di Brenton Tarrant ha notevoli somiglianze con i discorsi di Matteo Salvini contro la “sostituzione etnica” – Dopo la carneficina in Norvegia Borghezio condannò la violenza feroce ma difese le idee politiche di Breivik

Anders Breivik, feccia nazista
Anders Breivik

di Ugo Maria Tassinari

Ci sono anche due italiani nel pantheon degli eroi che hanno ispirato Brenton Tarrant, il 28enne australiano accusato di aver ammazzato 49 fedeli nelle due moschee della città neozelandese di Christchurch. LEGGI TUTTO

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Estradizioni, la Francia riesaminerà caso per caso

Nella seconda e ultima giornata di lavori a Parigi per approfondire la questione dei terroristi macchiatisi di gravi crimini negli anni di piombo e latitanti Oltralpe, il pool di magistrati inviati dal ministero della Giustizia ha incontrato l’ambasciatrice italiana in Francia Teresa Castaldo. L’appuntamento è servito per informarla e fare il punto sugli esiti dell’incontro di ieri, martedì 13 febbraio, con le autorità francesi. Soddisfazione emerge da parte dei tecnici di via Arenula per l’esito della due giorni, che ha permesso di riaprire un canale di comunicazione.

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