3 ottobre 1981: l’eroismo dei prigionieri dell’Ira piega la Thatcher

sciopero della fame

Gli scioperi della fame [dei prigionieri politici irlandesi] cominciarono alla fine degli anni ’70, ma il più tragico e memorabile fu quello di Bobby Sands, inaugurato il 1 marzo 1981 e terminato con la sua morte, il 5 maggio, a soli 27 anni (qui un breve video dei funerali). Tra il maggio e l’agosto dello stesso anno, a Long Kesh morirono di fame dieci hunger strikers.

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3 ottobre 1980: strage alla sinagoga di rue Copernic a Parigi

rue copernic

All’epoca la sequenza delle stragi tra Bologna, Monaco di Baviera, Parigi, succedutesi nell’arco di due mesi (2 agosto-3 ottobre 1980) si presentò come un complotto internazionale fascista. I principali depistaggi sul massacro alla stazione (terrore sui treni, loggia di Montecarlo) fecero perno sul ruolo fondamentale di terroristi neonazisti francesi e tedeschi. Trentanove anni dopo le cose sono un po’ meno nitide. A Bologna ha ripreso vigore, nonostante la debacle giudiziaria, la pista palestinese. Nella strage all’Oktoberfest emerge dietro il “lupo solitario” collegato al gruppo Hoffman una filiera della Stas. A Parigi hanno arrestato e liberato un professore di sociologia immigrato in Canada, militante in gioventù in una frazione del Fronte popolare.

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30 settembre 1978: i fascisti del Vomero feriscono a morte Claudio Miccoli

Verso le 21,45 di sabato 30 settembre 1978 giungevano all’ospedale Loreto di via Crispi il ventottenne Giuseppe Aversa ed il ventenne Claudio Miccoli.
Il primo, affetto da una ferita lacerocontusa in regione parietale destra, dichiarava di essersi fatto male scivolando e battendo il capo su un molo del porticciolo di Mergellina. Al secondo diagnosticavano una contusione con vasto ematoma e sospetto di lesione ossea in regione occipitale, una ferita lacero-contusa al cuoio capelluto, contusioni escoriate alla parete toracica con sospetto di lesioni ossee e di organi interni, contusioni escoriate multiple per il corpo, trauma cranico ed epistassi traumatica.

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29-30 settembre 1975: massacro del Circeo, delitto di un’epoca

massacro del circeo

Un giorno e mezzo di terrore nella villa di San Felice Circeo, una casa isolata nella zona della Moresca sopra Torre rossa sulle pendici del monte che domina un panorama mozzafiato sul mare delle isole pontine. 36 ore di botte, bastonate, violenze carnali. Ma anche di paura, freddo ed abbandono. Due ragazzine di modeste condizioni economiche che cadono nella trappola di tre ricchi pariolini con gravi problemi sessuali e di affermazione che non disprezzano solo i loro corpi. Vogliono umiliare le loro vite.

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28 settembre 1980, muore il generale Aloia, lo sponsor di Rauti e Giannettini

Il generale Aloia con il sindaco di Castelforte, in una visita al paese nel 1961
Il generale Aloia con il sindaco di Castelforte, in una visita al paese nel 1961

Il 28 settembre 1980 muore il generale Giuseppe Aloia. Ufficiale sbandato dopo l’8 settembre costituì un gruppo partigiano a Castelforte (Latina) che si distinse nei duri mesi dell’inverno 1943-44 sul fronte di Cassino: la cittadina fu insignita della Medaglia d’oro, il tenente colonnello della medaglia d’argento. Dopo la guerra riprese la carriera militare raggiungendo i vertici delle Forze armate: capo di Stato Maggiore dell’Esercito e poi della Difesa, nella seconda metà degli anni Sessanta. Il duro scontro con il generale De Lorenzo sulla professionalizzazione dell’esercito e l’integrazione tra civili e militari nella difesa territoriale si concluse con la sconfitta di entrambi: Aloia prepensionato, De Lorenzo destituito.

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28 settembre 1978: i Nar uccidono Ivo Zini

«Quella sera la sua ragazza non si sentiva bene e Ivo non sapendo che fare si avvicinò alla bacheca della sezione dell’Alberone per leggere sull’Unità la pagina dei cinema», ricorda suo fratello Aldo, che oggi ha 57 anni. Ivo, l’ultimo di quattro figli, era più piccolo di lui di due anni: «Si era laureato a giugno in Scienze Politiche, aveva passato le nottate sulla macchina da scrivere che avevamo nel piccolo studio messo su da me e dall’altro fratello più grande», racconta Aldo. Quanto alla politica: «Ivo era un ragazzo di quegli anni, gli stavano a cuore i diritti civili, ma non era “impegnato”. Aveva già fatto un concorso per entrare in banca, un mese dopo la morte arrivò la notizia che lo aveva vinto».

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27 settembre 1956: nasce a Roma Peppe Dimitri

Peppe Dimitri

Ieri avrebbe compiuto 63 anni Peppe Dimitri, il “Comandante”, il leader più amato della piazza nera romana nella seconda metà degli anni Settanta. E’ morto tredici anni fa in un incidente motociclistico. Con lui vivo tanti casini non sarebbero successi, ne sono convinto.
I suoi funerali sono stati giustamente definiti l’ultima grande manifestazione fascista. Anche se il racconto di Nicola Rao – che a Dimitri era profondamente legato sul piano umano – è ineguagliabile, vi propongo qui il testo di Fascisteria.

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26 settembre 1980: la strage all’Oktoberfest e le spie naziste della Stasi

oktoberfest

Quanto sapeva la Stasi della bomba all’Oktoberfest di Monaco del 1980? Nell’attentato più grave del dopoguerra tedesco morirono 13 persone e 211 rimasero ferite. Il 26 settembre un ordigno rudimentale piazzato all’ingresso della più nota festa della birra del mondo saltò in aria, uccidendo anche l’attentatore, il neonazista Gundolf Köhler. Militante della «Wehrsportgruppe Hoffmann», un’organizzazione di teste rapate che mimava persino le esercitazioni militari delle camicie brune. La vietarono a gennaio di quell’anno, Köhler fu ritenuto dagli inquirenti un «lupo solitario» che aveva agito senza complici.

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26 settembre 1988: la mafia ammazza Mauro Rostagno

mauro rostagnoSociologo, leader del movimento studentesco, fondatore di Lotta Continua, animatore di Macondo, seguace del verbo del Maestro Bhagwan Rajnesh, fondatore dell’Associazione Saman, giornalista e direttore operativo dei servizi d’informazione dell’emittente televisiva trapanese RTC. Sono queste le tante sfumature di Mauro Rostagno, l’uomo “ca varva niura” vestito di bianco. In questo articolo (leggi tutto) cercheremo di raccontare non la vittima di mafia, ma il compagno nel sogno e il suo lavoro “sulla bellezza dell’universo”.
(…) Il 26 settembre 1988 Mauro Rostagno muore, all’età di 46 anni, sotto i colpi di un fucile a pompa calibro 12 e una pistola calibro 38, a poche centinaia di metri dalla sede della comunità Saman. Il 29 settembre si tiene il funerale. Il più grande che Trapani abbia mai avuto. Durissime le parole di Monsignor Adragna: “Mafia, tu non sei società, Ma sei contro la società. Siamo tutti stanchi di odio e di violenza. Vogliamo vivere in pace. Vogliamo dire allo Stato e ai partiti maggiori responsabili di queste cose, svegliatevi! Siamo stanchi di chiacchiere. Lo Stato può vincere la mafia, ma occorre la risposta forte e immediata di tutti, nessuno può stare in panchina a guardare”. (…) Leggi altro ›

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Strage di Bologna, l’interruttore non fa parte della bomba

L’interruttore trovato tra le macerie ai Prati di Caprara, che si ipotizzava potesse essere quello usato nella strage del 2 agosto 1980, sembra non aver fatto parte della bomba. Lo sostengono i consulenti della Procura di Bologna, Paolo Zacchei e Paolo Egidi, entrambi esperti della polizia scientifica di Roma, E’ emerso nell’udienza di ieri davanti alla Corte d’Assise di Bologna, che processa l’ex Nar Gilberto Cavallini per concorso nella strage. Mesi fa ha anche disposto una perizia chimico esplosivistica, ancora non conclusa, affidata all’esperto Danilo Coppe che sarà depositata il 15 ottobre.

Per Zacchei, infatti, “l’interruttore non è di ghisa, come ipotizzato in un primo momento, ma ha una base in alluminio, come abbiamo saputo il 5 settembre. Se fosse stato vicino alla
bomba – ha spiegato in aula – si sarebbe quindi fuso”. L’oggetto trovato ai Prati di Caprara è soltanto deformato. Tuttavia, pur avendo diverse perplessità  sull’interruttore, Zacchei preferisce attendere le conclusioni del perito Coppe (prima di fare ulteriori considerazioni.
Viene così a cadere il tentativo di ritirare in mezzo, di nuovo, Christa Frolich, la terrorista tedesca legata a Carlos, arrestata a Fiumicino nel 1982 con esplosivo e un interruttore simile.

La Corte acquisisce i verbali di Amato al Csm

Intanto La Corte d’Assise di Bologna ha disposto l’acquisizione dal Csm dei verbali delle audizioni del giudice Mario Amato, comprese le parti secretate. Amato fu assassinato il 23 giugno 1980, poco prima dell’attentato alla stazione, per mano di Cavallini e Luigi Ciavardini, mentre era titolare di tutte le inchieste sul terrorismo nero nel Lazio.
“Per noi si tratta di una iniziativa importantissima della Corte”, ha spiegato l’avvocato di parte civile Andrea Speranzoni, al termine dell’udienza. “L’omicidio di Amato si salda alla strage di Bologna. Mario Amato aveva ereditato le indagini di Vittorio Occorsio – ha aggiunto il legale – che riguardavano l’eversione di destra e Concutelli. Ma avevano posto al centro nel 1975 anche un signore che si chiama Licio Gelli”.

Speranzoni ha poi ricordato che “lasciarono Amato in una condizione di totale isolamento all’interno della Procura di Roma. Questo squarcio di verità , legato anche alle importanti somme di denaro che finirono due giorni dopo il suo omicidio sul conto corrente di Flavia Sbrojavacca (all’epoca fidanzata con Cavallini, ndr.) diventa ulteriormente importante”.

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