16 giugno 1979. Assalto al Pci Esquilino: 27 feriti. I Nar si spaccano sull’anticomunismo

pci esquilinoL’unità dei Nar dura soltanto tre mesi e si rompe sulla questione dell’anticomunismo militante. L’occasione è la vendetta per la morte di un camerata del quartiere Trieste, Francesco Cecchin, iscritto al Fdg ma amico di molti di Tp. La notte tra il 28 e il 29 maggio, rientrando a casa, è intercettato da una ciurma di compagni (secondo gli investigatori del Pci: un quadro del quartiere sarà anche processato ed assolto). Tenta la fuga ma è raggiunto e pestato: lo ritrovano gravemente ferito ai piedi di un muro alto 5 metri in via Montebuono.
In pugno stringe le chiavi, patetico strumento di difesa. La sua agonia dura quasi venti giorni. Secondo le perizie è stato gettato nel vuoto dopo aver perso i sensi. Muore il 16 giugno, la sera stessa intorno alle 19,30 in due irrompono nella sezione comunista dell’Esquilino mentre è in corso un’affollata riunione.

Uno esplode colpi di pistola, l’altro lancia due granate: 25 i feriti tra i cinquanta presenti [27 feriti su 70 presenti, precisa in un commento uno dei feriti, Mark Bernardini. Qui si può leggere la sua lunga e dettagliata testimonianza] . Anche in questo caso la rivendicazione è immediata. Alle 20.20 a Vita Sera arriva la prima telefonata: “Siamo i Nar … Onore al camerata Cecchin”, il comunicato è fatto ritrovare all’Ansa:

  Ieri un nucleo armato rivoluzionario ha colpito la sezione del Partito Comunista Italiano di via Cairoli. Eseguiamo così in parte la nostra sentenza di condanna. […] Diciamo in parte perché se ieri abbiamo colpito semplici attivisti del PCI, complici morali in quanto portatori dell’antifascismo più reazionario, domani colpiremo i responsabili materiali, già individuati e condannati (questa volta a morire). Ribadiamo ancora una volta che i nostri veri nemici sono i rappresentanti dell’antifascismo di Stato, in quanto i loro mezzi subdoli (dai mass media alla magistratura) ci colpiscono certo di più di chi ci affronta apertamente in piazza. Ma chi oggi ha riempito le galere di camerati ed insozzato sui giornali e alla televisione la memoria dei nostri caduti sappia che dopo averli distrutti sapremo anche convincere la gente che quello che abbiamo fatto rientra nel giusto.

P. S. Precisiamo che sono stati sparati sei colpi cal. 7,65 e lanciate due bombe del tipo SRCM da esercitazione.

I responsabili (saranno condannati Dario Pedretti e Luigi Aronica come autori dell’incursione e Marco Di Vittorio come pilota del vespone per la fuga) difendono politicamente l’attacco, che ricalca le modalità operative di Radio città futura: non si tratta di un passo indietro. La vendetta per Cecchin imponeva la necessità di colpire con durezza spargendo il panico nel Pci, partito di regime e non espressione di un’area di compagni rivoluzionari verso cui restava valida l’intenzione di aprire un dialogo. Francesca Mambro prende invece con fermezza le distanze: di nuovo sparare nel mucchio è un passo indietro. Valerio Fioravanti che ha fornito le Srcm usate (rubate in caserma) si fa vedere in giardino durante l’assalto. Anche lui ritiene la rappresaglia un arretramento. Per maggiore sicurezza pensa di cambiare aria. Ma due giorni dopo è bloccato al valico di frontiera con la Svizzera, a Ponte Chiasso. La pistola che ha l’amico gli costerà qualche mese di galera. Uscirà a ottobre. Solo e disperato: perché gli hanno saccheggiato l’arsenale, i sodali sono partiti per la tangente dell’azione per l’azione (e il beneficio personale). Ci metterà poco a mettere a frutto le amicizie costruite in carcere, in particolare con Sergio Calore.

FONTE: umt Guerrieri, Immaginapoli, 2007.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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6 comments on “16 giugno 1979. Assalto al Pci Esquilino: 27 feriti. I Nar si spaccano sull’anticomunismo
  1. gabriele adinolfi ha detto:

    Aggiungiamoci poi che, al di là da valutazioni politiche del momento, a uccidere Francesco era stata gente del Pci e non dell’ultrasinistra,

  2. Mark Bernardini ha detto:

    Di feriti eravamo 27, quelli dei NAR non erano due (Mambro, Di Vittorio, entrambi i Fioravanti, e Giusva rimproveverà gli altri perché non ci sono stati morti), e in sezione eravamo più di settanta, ma non importa.

    • Ugo Maria Tassinari ha detto:

      La sentenza fissa a tre i componenti del commando. Ci sono numerose testimonianze sul fatto che Valerio Fioravanti fosse a casa a fare giardinaggio (plateale ricerca di un alibi) il che non gli ha risparmiato la condanna per strage. Quanto a Cristiano Fioravanti all’epoca faceva il bandito. Provvedo a correggere i numeri imprecisi (le fonti in questi casi sono sempre divergenti). Grazie, comunque.

  3. Mark Bernardini ha detto:

    Nessun problema, figuriamoci. Non ricordo la sentenza, però al processo c’ero, a Rebibbia, nell’85, come tutti noi, feriti di allora. http://brezhnardini.blogspot.com/1985/12/esquilino-1979.html

  4. Ugo Maria Tassinari ha detto:

    Quanto ai numeri ballerini (e dando per scontato che essendo stato parte civile conosci meglio di qualsiasi giornalista il fatto e il processo)
    Archivio > la Repubblica.it > 1985 > 03 > 31 > ASSALTO A CITTA’ FUTURA
    ASSALTO A CITTA’ FUTURA ‘NON C’ E’ REATO DI STRAGE’
    ROMA – L’ incursione compiuta il 9 gennaio 1979 da un gruppo di terroristi neri nella sede di “Radio Città Futura” e l’ attentato contro la sede del Pci Esquilino nel quale rimasero ferite 24 persone

    Per Luca Telese, nel booklet Giusva, i feriti sono due:
    https://books.google.it/books?id=ORhePPqmbHoC&pg=PA49&lpg=PA49&dq=pci+esquilino&source=bl&ots=-bv-5gidO-&sig=uDylxlBZQajZq0rsgblGbEh4OCs&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjljeKLjtnbAhWKKCwKHUHhAkMQ6AEIVjAM#v=onepage&q=pci%20esquilino&f=false

    errore clamoroso ricopiato pari pari in Cuori contro:
    https://books.google.it/books?id=i682DwAAQBAJ&pg=PT210&lpg=PT210&dq=pci+esquilino&source=bl&ots=5sNW7SpRlL&sig=RVmlYTWCeyhBJD9hRxlepWHsMqQ&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwjljeKLjtnbAhWKKCwKHUHhAkMQ6AEIWzAN#v=onepage&q=pci%20esquilino&f=false

    Daniele Biachessi in Fausto e Iaio parla di un’assemblea con una cinquantina di iscritti, di due giovani che entrano, è preciso sui 27 feriti ma sbaglia addirittura la data (15 giugno)
    https://books.google.it/books?id=PXyXCgAAQBAJ&pg=PT62&lpg=PT62&dq=pci+esquilino&source=bl&ots=KPYuywOhys&sig=vzaGYG-vHBSJb_m3kzEpMvnQbN8&hl=it&sa=X&ved=0ahUKEwje9dqhktnbAhVMDCwKHa3EDlE4ChDoAQgnMAA#v=onepage&q=pci%20esquilino&f=false

    Un altro dei feriti, Vincenzo Luciani, colpito al piede, 25 gg di prognosi, nel 38esimo anniversario riprende il testo del Tempo di allora, che parla di 25 feriti:
    https://www.abitarearoma.net/oggi-16-giugno-2017-compio-38-anni/

  5. Mark Bernardini ha detto:

    Se mi fai avere una tua email, ti mando l’Unità del giorno dopo in pdf. La mia è mark@bernardini.com Lì addirittura si parla di 23, ma era il giorno dopo. Molta confusione era dovuta anche al fatto che ci portarono in due ospedali diversi, al San Giovanni e al Policlinico, quindi mancavano i numeri…

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