A proposito di preferenze e strappi democratici: un ricordo sul vecchio Pci

 

La copertina del libro

La copertina del libro

 

Ci ripensavo rileggendo le bozze del primo capitolo del mio nuovo libro che, seppure dedicato al ruolo e alla persona dell’ultimo leader comunista in attività politica, è in realtà una riflessione accorata sulla morte di quella che un tempo chiamavamo “sinistra istituzionale”.

In questi giorni si alzano, soprattutto nella “sinistra” del Pd, alti lamenti per lo strappo democratico espresso dalla nuova legge elettorale che conferma la soppressione delle preferenze. E allora forse tocca ricordare che nel grande vecchio Partito comunista (in cui non ho mai militato, né ho mai votato) c’erano le terne e le quaterne secche aggiudicate scientificamente dalla direzione alle sezioni, il divieto di propaganda personale, l’obbligo di versare metà dell’incasso al partito.  Una disciplina ben più severa di quella che si sono dati i grillini. E la rappresentanza parlamentare era sicuramente la più onesta e qualificata di quei parlamenti (e senza dubbio anche degli attuali) perché venivano regolarmente eletti quelli che dovevano essere eletti a insindacabile decisione del gruppo dirigente.

 

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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