I due Renzi e le intercettazioni: l’autorete del Fatto

Era tutto un teatrino? O Matteo Renzi ha veramente fatto un’imbruttita al padre sullo scandalo Consip e i rapporti con Romeo? Comunque la diffusione dell’intercettazione si è rivelato un boomerang per la banda del Fatto Quotidiano. Visto infatti l’effetto spot per l’ex premier i “ragazzi del coro”, ben supportati dal fuoriclasse nazionale del gossip Roberto “Dagospia” D’Agostino, hanno rilanciato: Renzi sapeva che il padre era intercettato, ha messo in scena la sua innocenza, buttando a mare il vecchio con tutti i panni. Non ci piace il pregiudizio negativo ma il precedente è ottimo: perché a questo punto sarà sempre possibile porre il dubbio. Il sospettato sapeva di essere intercettato e quindi ha manipolato la realtà. Del resto, in tempi non sospetti, abbiamo segnalato come, ad esempio, Massimo Carminati, ben sapendo di essere controllato, abbia usato le intercettazioni per mandare segnali, costruirsi un nuovo personaggio o semplicemente divertirsi…

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l’autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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