5 dicembre 1977. Il raid di Rignano Flaminio: una coda avvelenata dell’omicidio Petrone

Quello che racconto oggi è una piccola storia marginale del Settantasette. Una storia emblematica di come la violenza abbia attraversato l’intero Paese, anche in piccoli centri tradizionalmente tranquilli. Il raid fascista che ricostruiamo attraverso la cronache dell’Avanti è infatti una rappresaglia armata per un tafferuglio di pochi giorni prima, in occasione di una protesta della federazione giovanile comunista per l’omicidio a Bari di Benedetto Petrone.

C’è un passaggio interessante nell’articolo di Lotta Continua sul raid. Ricostruendo i giorni di tensioni che precedono la sparatoria, infatti, si fa riferimento a un volantino distribuito da un nuovo gruppo neofascista “Unità di generazione”.
E’ in tutta evidenza una sigla della galassia ordinovista che proprio in quelle settimane si sta riaggregando intorno al progetto di Costruiamo l’azione. Il primo numero della rivista esce proprio, infatti, nel dicembre 1977 

Le sue condizioni sono migliorate nel primo pomeriggio ma rimangono piuttosto gravi.Tonino Cucusi, 19 anni, iscritto alla Federazione giovanile comunista, abitante a Rignano Flaminio, comune a 35 chilometri da Roma, ha rischiato di aggiungersi all’elenco delle vittime incolpevoli di una violenza che, ancora una volta è di chiara matrice fascista, anche se l’episodio è tuttora pieno di punti oscuri e gli inquirenti (se ne occupa il sostituto procuratore di Roma, Franco Marrone) non hanno molti elementi a loro disposizione. Vediamo i fatti, Rignano Flaminio, paesotto di 3000 abitanti a nord di Roma. Giunta monocolore dc, che non ha mai aderito a manifestazioni e prese di posizione antifasciste.

La ricostruzione dei fatti di Rignano Flaminio

Le 23,45 di ieri sera. Fa freddo. Sono tutti a casa o nei locali pubblici. Da un bar della piazza principale, piazza della Repubblica, esce Augusto Lancia, operalo della CEPARNAX (Ceramiche). «Uno che non fa politica» dicono in paese. Si dirige verso la sua « 850 Coupé » azzurra, parcheggiata poco più in là, di fronte alla sezione del PCI. Sale sull’auto. Intanto arrivano in piazza le macchine, una «124 », una «127», una «Opel ». Scendono tre persone, a volto scoperto, con in mano un fucilea caccia, catene, spranghe. Lancia fa in tempo a scendere e a rifugiarsi in casa di un amico. Dichiarerà poi di non conoscere gli aggressori. I tre iniziano a frantumare i vetri della 850. Sparano in aria anche qualche colpo di fucile. Li vede Salvatore Perdicca, carabiniere a Roma, in licenza a Rignano, suo paese natale. E’ in borghese. Estrae la sua rivoltella, la punta contro quello con il fucile intimandogli di darglielo. Il gesto del giovane è rapido. Con la canna del fucile colpisce la rivoltella del carabiniere, la fa cadere a terra. Un camerata la raccoglie. La scena si svolge ormai al centro della piazza di fronte al bar «Vecchia America», dove si trovano una ventina di persone.

Il ferimento di Tonino Cucusi

Avvedutosi dei tafferugli il padrone del bar intanto ha tirato giù la saracinesca. Il giovane con la pistola la punta sul carabiniere per sparargli. Forse ha paura di essere riconosciuto.  Perdicca si abbassa e il proiettile va a finire contro la saracinesca del bar. La lacera e colpisce Tonino Cucusi dietro l’orecchio sinistro. Questi, portato all’ospedale di Civita castellana in gravi condizioni è stato operato questa mattina. Dopo l’estrazione del proiettile dalla guancia sinistra le sue condizioni sono migliorate. I tre autori del raid salgono sulle auto e tagliano la corda sparando ancora. Qualcuno prende le targhe delle auto, ma ad un controllo si riveleranno rubate. Si pensa subito alla matrice fascista.
Dalla sezione del MSI di un paese vicino, Morlupo, sono partite verso Rignano Flaminio parecchie spedizioni punitive. Un mese fa fu picchiato davanti allo stesso bar «Vecchia America» un giovane comunista. Appena sabato scorso i fascisti volevano impedire che giovani di sinistra facessero volantinaggio per le elezioni scolastiche e per protestare contro l’assassinio di Petrone a Bari. Ne è nata una zuffa nella quale Augusto Lancia avrebbe difeso i giovani democratici. Questa sarebbe la ragione della spedizione punitiva. 

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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