In barba al 1° Emendamento, sotto attacco i siti suprematisti. Sequestrato Stormfront

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Stormfront, il forum web internazionale suprematista, è stato posto sotto sequestro dal suo host, Network Solutions, LLC. Il forum è scomparso venerdì. Se si consulta Whois, il servizio web più noto per controllare la proprietà del sito, definisce “in attesa” lo stato del dominio di Stormfront come “in attesa”, uno stato non comune che indica che un sito è in disputa o che verrà eliminato. Intanto Network Solutions ha proibito a Stormfront di aggiornare, trasferire o cancellare il proprio forum web da solo. Ciò significa che i webmaster di Stormfront non possono ricaricare il sito su un altro dominio.Se Network Solution dovesse arrivare a cancellare il sito stesso, qualsiasi reinstallazione dovrà iniziare da zero. A dare la notizia è il Knoxville News Sentinelle, una testata del network Usa Today.

Un Comitato di avvocati per i diritti civili ha ottenuto il sequestro invocando una clausola della policy di Network Solutions che vieta di utilizzare i domini “per mostrare fanatismo, discriminazione o odio”. “Abbiamo intrapreso – ha scritto il direttore esecutivo Kristen Clarke – azioni contro Stormfront perché il sito promuove la violenza razziale e l’odio. Il sequestro non fermerà i loro sforzi ma renderà un po’ più difficile per i suprematisti bianchi seminare l’odio”.

E’ in corso negli Stati Uniti, nel quadro della campagna iconoclasta, un attacco coordinato contro la libertà di parola dei suprematisti. Due settimane fa, subito dopo la battaglia di Charlottesville, GoDaddy ha dato 24 ore a The Daily Stormer, un altro forum suprematista, per trovare un nuovo host web. Il sito è stato subito boicottato anche da Google. Così, quando il servizio di sicurezza Internet CloudFlare ha rimosso le sue protezioni da The Daily Stormer, è stato gioco facile per gli hacker chiudere il sito che aveva trovato ospitalità presso Dreamhost. Il CEO di CloudFlare, Matthew Prince, in un intervento sul Wall Street Journal, ha precisato che, pur difendendo il primo emendamento e la libertà di parola su Internet, è convinto che “una società privata non è obbligata a permettere a nessuno di utilizzare le proprie piattaforme”.

Stormfront è stato fondato dieci anni fa da Dan Black, un ex Grand Dragone del KKK e membro dell’American Nazi Party, e ha 300mila utenti sparsi in 4 continenti

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l’autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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One comment on “In barba al 1° Emendamento, sotto attacco i siti suprematisti. Sequestrato Stormfront
  1. andrea carancini ha detto:

    Sì senza riserve alla libertà di espressione, anche quando riguarda Stormfront.

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