Si sfioro` la rottura con gli Stati Uniti

[Una breve nota sul dibattito nella guerriglia palestinese dopo il fallito dirottamento dell'Achille Lauro]
Si era aperta una crisi di governo - presto rientrata per non rovinare il record di soggiorno a Palazzo Chigi di Craxi - per la vicenda del dirottamento dell'Achille Lauro. Una fiammata di orgoglio patriottico era divampata dalle Alpi a Sigonella contro le interferenze americane - e lo stesso Reagan aveva dovuto fare marcia indietro di fronte alla determinazione del nostro presidente del Consiglio. Il povero Spadolini si era dovuto cospargere il capo di cenere per uscire dall'isolamento in cui l'aveva costretto l'audace denuncia dell'eccessiva liberalità usata con Abu Abbas.
In realtà le immediate segnalazioni dei servizi segreti israeliani erano precise al millesimo: un'operazione suicida in un porto israeliano era l'obiettivo del commando che ha inventato il dirottamento quando ha avvertito di essere stato scoperto. Nel porto - lo ha dichiarato giorni fa un militare israeliano - li attendevano per massacrarli. A bordo dell'Achille Lauro c'erano 12 superagenti del Mossad - scesi ad Alessandria per allertare le difese costiere. Commentava l'ufficiale israeliano :"Solo in Italia poteva imbarcarsi un palestinese con passaporto norvegese". Appare chiaro che da noi ci sono dei fessi.
In realtà le dichiarazioni del comandante militare delle bande dell'Olp - anziché frutto di un tardivo pentimento - si inseriscono con precisi scopi nel dibattito - animato a colpi di Kalashnikov e bombe ananas, in atto nella guerriglia palestinese.
E' giusto ricorrere ad ogni mezzo (le stragi negli aeroporti, ad esempio) come sostiene Abu Nidal?  Abu Abbas - e in questo esprime la posizione di Arafat - non è d'accordo. L'attacco va portato contro il cosiddetto nemico sionista in prima persona - nei territori occupati - in Israele. Ma la cosa, per la notoria efficacia dell'antiterrorismo israeliano, il più agguerrito del mondo, non è facile. 
GIORNALE DI NAPOLI 10 GENNAIO 86
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