12 dicembre: due riflessioni oltre gli slogan

Cimini: bomba fascista, depistaggio antifascista

“Strage di stato” il titolo del libro che diede il via a una formidabile campagna di controiformazione sull’attentato di piazza Fontana conteneva un giudizio prettamente politico che ha trovato ampio riscontro nella realtà al di là di quello che sostengono statolatri in servizio permanente effettivo sia di vecchia data sia di più recente investitura da parte dei media.

Ovvio non ci sono prove formali per affermare che uomini dello Stato ordinarono il collocamento della bomba alla sede della Banca nazionale dell’Agricoltura. Furono i fascisti ad agire anche se Freda e Ventura essendo stati già assolti in precedenza non fu possibile processarli ancora per lo stesso fatto e con la stessa imputazione.

Ma iniziò da subito con la manovra repressiva contro gli anarchici un depistaggio di Stato che dura tuttora e di cui sono responsabili apparati investigativi, di intelligence e forze politiche legate a quello che da sempre viene solennemente e pomposamente definito “lo Stato democratico nato dalla Resistenza antifascista”. LEGGI TUTTO

Scalzone invoca il silenzio

DODICIDICEMBRE ANNO 51°, una vita… / cinquantun’anni da quel giorno (che mi colse a Roma||…e non sto a ri-raccontarlo ora qui|) ; cinquantesimo ”anniversario” dalla sera delle nebbie mischiate a lacrimogeni, in cui cadde il compagno Saverio Saltarelli* ; quarantanove dalla ‘notte delle molotov di Potere Operaio||…idem|, e via via a risalire fino a ‘quest’oggi’ .

In cui sono lontano, come ”sfollato”, via dal ‘rio morbo selvaggio’ generato da accoppiamento tra ”natura” remota quiescente e “Spillover”, remotamente scatenante epidemie, nei tempi ultimi pandemìe, prevedibilmente nel ”presente largo” che include il ‘prossimo venturo’, sin-endemìe, ricorrenti* [*ancora, omissis, rinvìo ad altroquando]. Il piccolo contributo che posso dare (ancorché destinato a passare inosservato e irrilevante come lo sarebbero le parole) è – nello scatenarsi della fiumana, ridda di parole, logomachìe, memorialistiche, interpretazioni. Opinione – IL SILENZIO. Dette queste poche parole, forse già troppe e che sono già ‘contradictio in adjecto’, tacermi.

Il libro di Maltini e Fuga sulla finestra ancora aperta

E nella quasi antevigilia di quell’altro momento ‘topico’ – il ‘volo d’angelo’ del compagno Pino Pinelli da una finestra al selciato di un cortile di Questura, tonfo e voragine nelle nostre ”anime” – limitarmi a ricordare un libro da leggere. “La finestra è ancora aperta”, di Enrico Maltini e Gabriele Fuga [con qualche còmplice antiautoriale, specie una] – edizioni CO.LIBRI. Mi pare che il libro mostri, che ”è ancora peggio”. Che rispetto alle ‘vulgate’ del ‘movimento’, con testi su testi, ‘poesie & canzoni’, piéces, film, slogans, striscioni…, l’orrido sia ancora oltre, ben oltre. Strage, assassinio, ancora più “di Stato”, nella sua organicità.

Più che di questa o quella cosca, di questo o quel settore ”deviato”. Fascismi, servizî, elementi di fascismo organicamente sussunti in ”liberal-demo-fascismo reale”, nell’insieme.Alcuni semplici nomi (Russomanno Silvano, D’Amato Federico Umberto, rimandano ad un ancor più ‘dentro, in alto’… La natura ‘ordinaria’, ‘normale’ dei Poteri Costituiti è cancerosa, e produce metastasi. Forma-cancro e metastasi non sono degenerazioni neoplastiche che derogano dalla Legalità. Sono costitutive della ‘Legalità reale’, della statalità ‘realmente essente’ : non c’è altro, né in ”buono”, né in ”ancor più dietro-sopra”…

I deliri dietrologici e l’infame tecnica del sospetto

A confronto, i delirî peraltro lucrativi dei dietrologismi, ‘cospirazionismi’ alla – solo per fare uno dei nomi più grotteschi, ‘alla Cucchiarelli’*, con doppie bombe e doppî doppî, sono litotici, sono sineddoche, e il riscontro è che intorbidano tutto, col risultato a ben vedere di schizzar fango su chi si è ribellato, insinuando ‘passerelle’ ambigue che vogliono annebbiare la radicale estraneità ostile – come, su altri ‘plateaux’, il sottile sospetto, l’arrovesciamento che vuole ‘mascariare’ la persona violentata, intorbidando ambiguamente l’insieme, con esportazioni proiettive quantomeno parziali, fino al subliminale.

L’ “assassinio dell’anima” che consumano (nel senso del testo del diario di Daniel Paul Schreber* in “La famiglia che uccide” di Morton Schatzman*), hanno come esito risultante quello di seminare un infame sospetto su chi ha osato levar la mano ribelle fino al sacrificio – non ci hanno forse riprovato, in tempi più recenti, su Peppino Impastato ; e in tempi ancor più recenti e in corso, su Giulio Regeni?

Il ricordo di un paio di presentazioni

Conservo il ricordo di un paio di presentazioni del libro di cui sopra, a Brescia e alla ‘Panetteria’ a Milano, con la passione di un comune spasimo di parresìa e i giochi e i ‘tiri mancini’ delle memorie. Ricordo il discutere appassionato, tra Gabriele Fuga (l’altro autore, Enrico Maltini, era stato forse già strappato via da un male crudele che lo aveva divorato), le figlie di Licia e Giuseppe Pinelli, Pasquale Valitutti, ”Lello”, e tantealtre persone presenti e capaci di confronti anche dolorosi, ma non avvelenati dal fiele del ”Giudiz’Io”||…|. Del pari, ricordo anche la serata di un dodici dicembre di qualche anno prima al ‘Kinesis’ di Tradate. Attorno a un documentario dell’epoca, presenti alcuni dei testimonî filmati : Paolo Ranieri, il fratello di Eddie Ginosa… [s.e.o.o.].Ecco ”tutto”. Se posso dirlo, nella generale distopìa, saluD.


Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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