17 NOVEMBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE DEGLI STUDENTI

(4) 17 NOVEMBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE DEGLI STUDENTI.

incipit: Il 17 novembre si celebra la giornata internazionale degli studenti. La ricorrenza non è nota a tutti e, per di più, tra quelli che la conoscono molti la bollano a priori come una data vuota di significato o semplicemente come un’ occasione sfruttata dai ragazzi per saltare qualche noiosa ora di scuola. E invece la data di significato ne ha fin troppo, poiché ricorda l’uccisione da parte dei nazisti di nove tra studenti e docenti dell’Università di Praga; una mattanza avvenuta nel 1939 come atto conclusivo di un’azione repressiva che aveva già portato alla chiusura di tutti gli istituti di istruzione superiore i cui studenti si erano macchiati di una colpa inammissibile per qualsiasi regime: protestare. Nel 1973, sempre il 17 novembre, un carrarmato abbatté i cancelli del Politecnico di Atene ferendo in modo anche grave molti degli studenti in rivolta contro la dittatura militare. E la stessa data del 1989 è legata in Cecoslovacchia all’inizio della cosiddetta Rivoluzione di velluto, la rivolta pacifica che avrebbe rovesciato il regime comunista.

umt: Sul Quotidiano della Basilicata di oggi c’è Anna RG Rivelli, un insegnante sempre più avanti ma comunque dalla parte degli studenti (e di tante altre cause giuste)

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

1 Comment on “17 NOVEMBRE: GIORNATA INTERNAZIONALE DEGLI STUDENTI

  1. GIORNATA MONDIALE DELLO STUDENTE PER IL DIRITTO ALLO STUDIO
    Giuseppe Luca

    Sabato scorso, 17 Novembre, è stata celebrata la giornata mondiale dello studente e gli studenti sono tornati a mobilitarsi in tutto il nostro Paese per denunciare la drammatica situazione in cui versa il nostro sistema d’istruzione e formazione e per difendere il loro diritto allo studio.
    Con loro vi erano anche i docenti perché la difesa della scuola è un dovere di tutti, nella convinzione che la scuola, spogliata di ogni risorsa, non potrà offrire agli studenti un’opportunità educativa adeguata alle loro esigenze.
    Sono i docenti scoraggiati da un lavoro che non sentono più sulla loro pelle e che temono di perdere ogni motivazione e di tradire la loro missione.
    Chi è dotato di un pizzico di ragione, ha il pieno diritto/dovere di indignarsi nel vedere tante scuole cadere a pezzi, nel sapere che una su due non è a norma e che un istituto su dieci è ospitato da privati.
    Chi conosce che vengono meno i fondi necessari a una formazione di qualità, che gli studenti sono spesso ammucchiati in ventotto o trenta all’interno di aule piccole e non sempre adeguate, che i dimensionamenti sono effettuati solo per tagliare senza rispettare le identità degli istituti coinvolti, non riesce a capire perché la Scuola che costruisce il futuro del Paese sia così trascurata, anzi spesso colpita dalla Politica.
    “Non ci sono soldi” recitano in coro i politici, proprio quelli che non esitano spudoratamente a tagliare nelle scuole se non bastano i soldi per mantenere il loro ricco assegno mensile con indennità e privilegi vari.
    Chi è dotato di un pizzico di ragione, perciò, ha il pieno diritto/dovere di indignarsi ed essere accanto agli studenti che si fanno sentire per non essere inghiottiti da un sistema sempre più iniquo che spegne la speranza del loro futuro.
    Ovvio, ci riferiamo a quanti protestano con civiltà non certo ai facinorosi squadristi che sfruttano tutte le occasioni per creare scontri e disordini, compiono gesti di violenza, distruggono negozi, arrecano danni alle persone e alle città, coinvolgono chi non c’entra per nulla e mettono in serie difficoltà le Forze dell’Ordine che tentano di arginare e bloccare questi violenti scalmanati che magari, subito dopo le loro guerriglie, avranno il coraggio di gridare e far credere che i responsabili di tutto siano proprio e solamente i tutori dell’Ordine.
    Non siamo neppure con quanti vogliono protestare occupando le scuole, dimenticando che l’articolo 340 del codice penale, punisce chiunque cagiona un’interruzione o turba la regolarità di un ufficio o di un servizio pubblico o di un servizio di pubblica necessità.
    In un Paese democratico, chiunque ha il diritto di manifestare e, se occorre, anche con toni aspri, ma nel massimo rispetto della legalità anche perché, vista la presenza di migliaia di persone, nessuno potrà mai prevedere (e in questi giorni ne abbiamo avuta, purtroppo, conferma) eventuali improvvise situazioni difficilmente controllabili.
    “C’é la libertà di esprimere tutto, ha detto il ministro Cancellieri riferendosi alle contestazioni e, nella cornice della legalità, i giovani hanno mille, diecimila ragioni, ma facciamolo in modo serio, sereno e pacato, parliamo e ascoltiamo, siamo pronti ad ascoltare perché se si ascolta molto si può’ capire un poco di più.”
    “ Non impediamo il confronto – ha aggiunto- con manifestazioni che mi ricordano purtroppo tempi non belli. Non è bello per loro perché togliamo loro un futuro di democrazia”.
    Condividiamo quanto affermato dal Ministro, ma ci auguriamo che alle parole i decisori politici facciano seguire fatti concreti aprendo il confronto con un dialogo sereno e costruttivo.
    Gli operatori scolastici, infatti, sono professionisti che, coscienti della situazione economica del nostro Paese, non vogliono né pretendono di essere persone privilegiate e navigare nell’oro, ma sentono il bisogno, e ne hanno il diritto, di lavorare con serenità in scuole sicure e attrezzate in cui sia possibile dare a tutti la giusta opportunità di crescita educativa nella certezza del riconoscimento del loro ruolo.
    Giuseppe Luca, pippo.luca@alice.it , 3334358311- 095313028

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