6 giugno 2004, muore Augusto Finzi, militante politico ed ecologista a Porto Marghera

Nato a Venezia nel 1941, all’esplodere delle persecuzioni antisemite dopo l’8 settembre 1943 Augusto Finzi fu portato in salvo dai genitori insieme alla sorella Anna in un campo profughi in Svizzera, dalla quale rientrarono tutti a Venezia dopo la Liberazione. Nel 1960, dopo il diploma di perito chimico presso l’Istituto tecnico industriale Pacinotti, iniziò a lavorare allo Stabilimento petrolchimico di Porto Marghera nel reparto CV6, ultimo di una serie di reparti aperti a partire dal 1952 da Monsanto e Sicedison per la produzione di Cvm e Pvc, materie prime della plastica. Nel CV6 si lavorava il cloruro di vinile monomero per la produzione di polivinil cloruro in emulsione.

In fabbrica

In fabbrica si iscrisse prima alla CGIL poi a Potere operaio, del quale assunse la guida a Porto Marghera. Dal 1967, dopo aver scoperto che il Cvm era pericoloso per la salute, e considerato cancerogeno in URSS, iniziò una lunga battaglia per la tutela della salute dei lavoratori. Nel 1978 lascia la fabbrica. Nel 1979 viene arrestato nell’ambito dell’operazione che porterà al processo detto “7 aprile” dalla data degli arresti ordinati dal sostituto procuratore di Padova Pietro Calogero, che coinvolsero tra gli altri numerosi ex-membri del gruppo Potere operaio, scioltosi nel 1973. Rimarrà in carcere due anni e dieci mesi.

Nel territorio

Dagli anni Ottanta il suo impegno s’indirizzò alla natura e alle coltivazioni biologiche: fondò l’associazione Amina – Amici della natura (1997) e divenne educatore alimentare, nonché docente di fitoterapia presso la Scuola di naturopatia Paul Carton di Salzano, in cui teneva un corso sulle pratiche erboristiche (2000-2003). Non dimentico delle lotta contro la chimica nociva, prese parte al processo intentato alla Montedison e fu tra i protagonisti del documentario Porto Marghera, ultimi fuochi. E’ morto il 6 giugno 2004 a Mogliano Veneto

E’ morto giovane, come altri imputati del 7 aprile, Augusto Finzi ma ha vissuto una vita intensa e ricca, avanguardia delle battaglie per la salute in fabbrica, sicuramente il primo a coniugare operaismo ed ambientalismo a partire dai bisogni operai.

Un archivio straordinario

La scheda che abbiamo pubblicato accompagna una breve video intervista girata in occasione di una delle donazioni che hanno permesso di costituire uno straordinario fondo archivistico con i materiali di più di 30 anni di militanza. Un patrimonio collettivo fondamentale, arricchito dai suoi compagni, per ricostruire la storia delle lotte operaie e ambientaliste a Porto Marghera

Augusto Finzi, prima della sua morte nel 2004, aveva iniziato a progettare un centro di documentazione di storia locale. L’obiettivo era di raccogliere l’attività politica di un gruppo di operai e tecnici cresciuti attorno al progetto dell’autonomia operaia. Inizialmente dentro la Cgil e il Pci, poi, dopo l’estromissione, costituendosi nel Comitato operaio, uno dei maggiori centri d’irradiazione di Potere operaio, e sancendone a breve lo scioglimento con l’Assemblea autonoma di Porto Marghera.

Non volevano disperdere nell’ennesima soffitta o scantinato l’enorme mole documentaria che Finzi e coloro che orbitavano attorno a lui avevano raccolto. Alcuni vecchi compagni hanno perciò deciso di riunirsi nel Comitato promotore archivio operaio “Augusto Finzi”. Per fare in modo che il progetto archivistico si concretizzasse. Dal 2006 presso il Centro di documentazione di storia locale di Marghera è possibile consultare l’archivio operaio “Augusto Finzi”. Assieme ad altri fondi, costituisce un importante luogo di raccolta, archiviazione, catalogazione e consultazione di documenti. Materiali tutti legati alla storia di Porto Marghera e parallelamente alla storia del quartiere urbano. LEGGI TUTTO

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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