Roma, 9 ottobre 1982: attacco palestinese in Sinagoga. Sospettati i tedeschi

sinagoga

Sabato 9 ottobre 1982, alle 11,55 di mattina, un commando legato al gruppo terroristico palestinese di Abu Nidal attacca la sinagoga centrale di Roma, il cuore del ghetto. Lanciano bombe a mano e sparano raffiche di mitra sui fedeli che escono dall’edificio al termine della preghiera. I proiettili colpiscono a morte Stefano Gaj Tachè, di soli due anni. I feriti sono 37, molti di loro gravi. Stefano Gaj è il primo ebreo ucciso in Italia nel dopoguerra per la sua identità etnica.

L’attentato è ancora oggi avvolto nel mistero. Il presidente emerito Francesco Cossiga in un’intervista al quotidiano israeliano Yediot Aharonot denunciò le responsabilità del Viminale che quel giorno aveva ritirato le volanti che di regola custodivano il Ghetto di Roma. Un episodio oscuro dove le responsabilità, anche politiche, non sono ancora chiare.

L’attacco avvenne di sabato mattina, alla fine dello Sheminì Atzeret che chiude la festa di Sukkot. Le famiglie uscivano dal Tempio con i bambini che avevano appena ricevuto la benedizione collegata alla festività. Un numero imprecisato di attentatori prima lanciarono granate tra la folla, poi spararono a mitraglia.

In un’intervista alla Stampa un testimone riferisce che, mesi dopo la strage alla sinagoga, in Questura gli mostrarono per il riconoscimento tipi ariani: erano gli album forniti dalla polizia tedesca con i volti degli estremisti di destra e di sinistra sospetti per attività antisraeliane…

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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