8-10 gennaio 1978: dopo la strage ad Acca Larentia, i giorni della rabbia

Alla strage di Acca Larentia seguono i giorni della rabbia. Li ricostruisce così Nicola Rao, nel Piombo e la Celtica, con le testimonianze di alcuni dei fondatori dei Nar.

Per tre giorni il Tuscolano sarà devastato dalla rabbia missina. Arriveranno anche i gruppetti di fuoco che stanno nascendo in quelle settimane. Tra l’altro Valerio Fioravanti è in licenza natalizia, così si presenta anche lui, insieme ai suoi. Ora per strada si spara. Direttamente contro polizia e carabinieri. Sentiamo Francesco Bianco:

 Arrivammo là che Recchioni era stato appena colpito. E per tre giorni non ce ne andammo più. La prima sera ci furono scontri durissimi con i carabinieri. Mi ricordo il giorno dopo sui giornali la foto di un blindato che avrà ricevuto almeno venti colpi di pistola… Il blindato passava su via della Cave, i camerati salivano sui gradini di via Acca Larenzia, si facevano largo e poi: bum bum, gli sparavano contro. Il blindato tirava il lacrimogeno e noi via. Dopo una decina di minuti passava un altro blindato e la sequenza si ripeteva… Quella sera parecchia gente arrivò armata. Di matti, insomma di gente così, all’epoca ce n’era tanta, mica solo noi di Monteverde e dell’Eur. LEGGI TUTTO

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Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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