Anna Di Vittorio: un chiarimento sulle “canaglie fasciste”

Caro Ugo,

nell’ultima lettera che ti ho mandato, ho usato l’espressione “canaglia fascista”.

Questa espressione non era, non è, non sarà mai usata, da me, contro Gabriele Paradisi.

Questa espressione è stata, è, sarà sempre usata da contro la “squadraccia di canaglie fasciste” che, dal giugno del 2012, si accaniscono contro il cadavere di Mauro Di Vittorio, sottoponendolo a “sciacallaggio mediatico post mortem”.

E questo, nonostante l’Autorità Giudiziaria di Bologna abbia scagionato Mauro dalle infami accuse che gli sono state rivolte, giudicandolo “vittima oggettiva” dell’esplosione che ha provocato la Strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980, dove Mauro è stato ucciso – morendo sul colpo – all’età di ventiquattro anni.

Quando tu – in L’ALTER UGO, dalla fine di luglio 2014 – hai pubblicato tutte le prese di posizione che ti sono pervenute, Gabriele dice che c’è anche la sua, contro Raisi. A me non risulta.

Ti prego, dunque, di farmi il favore di una verifica attenta in L’ALTER UGO di quel periodo.

A me risulta altro. Il primo a prendere le distanze da Raisi è stato François de Tonquedec.

François mi telefonò e mi disse che, insieme con lui, la stessa cosa l’avrebbero fatta Gian Paolo Pelizzaro e Gabriele Paradisi. Gian Paolo l’ha fatto. Di Gabriele non ricordo.

Comunque, non importa. Se Gabriele lo ha fatto dopo, va bene lo stesso. In questi casi si dice così: meglio tardi che mai. E comunque, a questo punto, a Paradisi dico così: Gabriele, benvenuto!

Sempre in L’ALTER UGO, ci sono alcune prese di posizione dell’avvocato Cutonilli. La prima consiste in una sua garbata lettera pubblica a me indirizzata. Ricordo di avergli risposto con altrettanto garbo.

Non ricordo, invece, se l’avvocato Cutonilli, successivamente, abbia pubblicamente – in L’ALTER UGO – preso le distanze da Raisi.

Se vuoi, puoi anche aggiungere le due pugnalate alla schiena che, a suo tempo, Francesca Mambro e Valerio Fioravanti hanno voluto infliggermi.

Puoi farlo sia perché sei stato testimone del “fattaccio”, sia perché lo hai documentato in L’ALTER UGO.

Sono passati quaranta anni dalla Strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980; quaranta dalla morte di Mauro e tanti come lui.

Sono, dunque, quaranta anni di lutto: per me, e per quello che è rimasto della mia famiglia.

Ma questo non mi è bastato. Infatti, dal 2012 a oggi, la “squadraccia di canaglie fasciste” che si accanisce sulle ossa di Mauro Di Vittorio (mio fratello) sottoponendole a “linciaggio mediatico post mortem”, continua a comportarsi così. E dunque, al quarantennale delle Strage, posso aggiungere anche gli otto anni di “linciaggio mediatico post mortem” contro Mauro Di Vittorio.

Per me, dunque, sono quasi cinquanta anni di dolore.

Questo dolore evito di augurarlo pure a un cane randagio. Perché io so che il dolore del cane randagio è più vasto e profondo del mio.

Affettuosi saluti a José e a te,

Anna Di Vittorio

Cara Anna,

intanto possiamo fissare già al 28 aprile 2012 la prima presa di distanze da Raisi di quelli che io simpaticamente definivo “gli sherpa della pista palestinese”:
http://www.fascinazione.info/2012/04/stragedibologna-gli-sherpa-della-pista.html

Purtroppo la nuova versione di blogger non mi permette di fare una ricerca integrale cronologica e quindi mi devo fidare del motore di ricerca interno. Possiamo quindi fissare con assoluta certezza alla fine di ottobre 2012, in un confronto sulle pagine di Insorgenze, la netta presa di distanza di Gabriele Paradisi dal teorema Raisi: http://www.fascinazione.info/2012/11/strage-di-bologna-botta-e-risposta-tra.html. Il che ovviamente non esclude un precedente intervento che non ho saputo ritrovare.

A ulteriore conferma il motore mi restituisce anche una lettera di Gian Paolo Pelizzaro del settembre 2014 il cui il giornalista riconferma la sua totale incredulità sulla pista Di Vittorio:
https://www.ugomariatassinari.it/strage-bologna-pelizzaro-non-mai-creduto-pista-vittorio/

Per approfondire

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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