5 settembre 1975: attentato al presidente Ford. E’ una seguace di Manson

ford

Il 5 settembre del 1975 Lynette “Squeaky” Fromme tentò di assassinare l’allora presidente americano Gerald Ford a Sacramento. La donna era una seguace di Charles Manson che non aveva partecipato ai delitti che portarono alla ribalta la comune ultraradicale del santone californiano. La donna fu condannata all’ergastolo per il fallito attentato all’allora inquilino della Casa Bianca e dopo vari tentativi di fuga, è rimasta fino al 2009 al Federal Medical Center di Carswel, in Texas, quando accetto la libertà condizionale che aveva rifiutato quasi 25 anni prima.

Bloccata dalla scorta: Ford illeso

Non aveva che 26 anni , “Squeaky” (questo il soprannome della Fromme perché, secondo Manson, «quando faceva l’amore squittiva come uno scoiattolo») quando si ritrovò, vestita da suora, a puntare una pistola semi-automatica contro Ford a Sacramento. Per lei, ultimo membro della Family di Manson a finire sulle prime pagine dei giornali per vicende criminose, Ford era colpevole di crimini contro il Pianeta.

Al suo difensore raccontò poi di aver inscenato l’attentato al presidente perché «voleva più attenzione per un nuovo processo» per Manson (condannato per aver orchestrato gli omicidi dell’attrice Sharon Tate e di altre otto persone in California nel 1969) e per gli altri membri della «Famiglia». Gli agenti dei servizi segreti riuscirono a bloccarla e il presidente ne uscì illeso.

Un’intervista all’Abc

Intervistata l’anno scorso da Abc, Squeezy, ormai 70 enne, confermò la sua totale devozione per Manson, morto in cella nel 2017:
“Ero innamorato di Charlie? Sì, oh sì, oh, lo sono ancora, lo sono ancora. Non credo che ti disinnamori”, ha detto nello speciale della ABC “Manson Girls”.
“Mi sento molto onorato di averlo incontrato, e so come questo suona alle persone che pensano che sia l’epitome del male.”

Considerata uno dei seguaci più fedeli di Manson, Fromme, oggi 70enne, non partecipò mai agli orribili omicidi del gruppo nel 1969, anche se tentò di assassinare il presidente Gerald Ford nel 1975. Dopo la scarcerazione si è trasferita a Marcy, NY, per vivere con il suo ex fidanzato.

“Manson non mi ordinò mai”

Tutto comincia per una lite in famiglia “Io e mio padre abbiamo litigato una sera e lui ha detto: ‘Esci e non tornare mai più'”, ricordò Fromme. “Ho fatto l’autostop a Venice … Ho pensato che forse qualcuno mi avrebbe portato ed ecco che arriva Charlie.

Fromme respinge ancora le accuse di manipolazione: “Ha detto: ‘Non posso fare la tua mente per te.’ È per questo che sono andato con lui. E non ha mai preso la mia decisione per me. Queste storie che sono uscite sul suo ordinare alle persone di fare le cose … [lui] non mi ha mai ordinato.”

Dopo l’arresto del gruppo per gli omicidi dell’attrice incinta Sharon Tate e di altri, Fromme rimase fedele a Manson – anche intagliando una “X” sulla fronte durante i processi, come fecero altri seguaci.



Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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