8 luglio 1968: ergastolo a Piero Cavallero e Sante Notarnicola, rapinatori rivoluzionari

Dalla pagina Facebook di Davide Steccanella
6 anni dopo la rivolta di Piazza Statuto a Torino cui aveva partecipato, la Sentenza della Corte di Assise di Milano infligge l’ergastolo a Sante Notarnicola nel processo alla “Banda Cavallero” iniziatosi il 3 giugno e durato per ben 21 udienze.

Figli dell’officina è l’inno proletario scelto dalla banda Cavallero per salutare la condanna all’ergastolo

Da giovane comunista a bandito

Nato a Castellaneta il 15 dicembre 1938, Notarnicola trascorre l’infanzia in un istituto e a 13 anni emigra a Torino dove vive la madre ed è presente, come si è detto, alla rivolta di Piazza Statuto del 1962. Iscritto alla FGCI poi al PCI si allontana presto dalla sinistra istituzionale per legarsi a gruppi rivoluzionari e anarchici. Nel 1963 inizia con la Banda Cavallero una serie di 18 “rapine rivoluzionarie”. Man mano che il numero delle rapine aumenta, la banda si fa più agguerrita: spara tra la folla, prende ostaggi. Il 16 gennaio 1967, nel corso di una rapina a Ciriè la banda uccide il medico Giuseppe Gajottino.

Ultimo atto: largo Zandonai

L’ultimo atto è il 25 settembre 1967, quando la banda prende d’assalto il Banco di Napoli in Largo Zandonai a Milano. La polizia interviene e dopo una sparatoria tra i passanti, con un interminabile inseguimento in città alla fine del quale si contano 4 morti, uno della banda viene arrestato. In seguito alla confessione di questi, Notarnicola insieme a Cavallero vengono arrestati il 3 ottobre, dopo una settimana di fuga.In prigione studia, scrive, ed è tra i promotori delle prime grandi rivolte carcerarie, quando le condizioni detentive erano a dir poco “medievali”, che condurranno alla grande riforma del 1975.

Dalla lotta nelle carceri alle Br

Nei primi anni settanta alle rivolte dei detenuti “comuni” del cosiddetto proletariato extra-legale si erano uniti i militanti politici ed in particolare quelli di Lotta Continua (è proprio dallo scioglimento del fronte carceri di LC che dopo il 1973 nasceranno i NAP), e Sante Notarnicola diviene un’icona del movimento carcerario della sinistra antagonista di quegli anni.

Nel 1972 Feltrinelli gli pubblica il suo primo libro “L’evasione impossibile” , Gianfranco Manfredi e dopo gli Onda Rossa Posse, gli dedicano canzoni e nel 1978 è il primo nella lista dei 13 nomi indicati dalle BR come detenuti da liberare in cambio del rilascio di Aldo Moro. Alla sua prima raccolta poetica “Con quest’anima inquieta” (Torino, Senza galere, 1979), seguirà “La nostalgia e la memoria” (Milano, G. Maj, 1986) che diverrà anche il titolo di una canzone dell’album “Terra di nessuno” degli Assalti Frontali. Dal 1995, in regime di semilibertà, ha gestito a lungo un locale a Bologna e nel 2014 la casa editrice Odradek ha pubblicato la raccolta “L’anima e il muro” con prefazione di Daniele Orlandi, che riporta, in ordine cronologico, alcune tra le tante poesie da lui scritte dal 1970 ai giorni nostri.

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Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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