21-22 marzo 1977, il primo blitz Calogero contro il Movimento a Padova

Alle 6 di mattina di lunedì 21 marzo trecento uomini dell’antiterrorismo danno inizio alle operazioni contro il movimento di Padova: «radio Sherwood » perquisita, tutto il materiale e le cassette con la musica sequestrate, il segretario del partito Radicale Gardin arrestato per resistenza, ma l’emittente nel pomeriggio riesce ancora a trasmettere. Un’azione preordinata dai ministero degli interni, e caldeggiata dagli articoli dell’Unità.

Le responsabilità del Pci

«L’Autonomia, LC e le altre organizzazioni di guerriglia urbana non a caso colpiscono Bologna e Roma. Diciamolo con chiarezza, queste forze che usano le P38, le bottiglie e le fionde come lotta politica non c’entrano con noi, col movimento dei giovani e degli studenti ». Queste frasi delatorie e deliranti sono contenute in un volantino distribuito in tutta Padova da PCI e FGCI.in preparazione dello sciopero generale di Venerdì 18.

Ancora una volta lo zelo poliziesco degli emuli di Pecchiolì anticipa, prepara e copre le iniziative degli uomini di Cossiga. Proprio lo sciopero di venerdì aveva dimostrato la presenza maggioritaria del nuovo movimento di lotta, che ha egemonizzato l’intera manifestazione con le sue parole d’ordine, con i suoi contenuti e con gli stessi interventi dal palco (hanno parlato uno studente e un disoccupato), dando vita poi a un grosso corteo che ripartiva dalla piazza dove si scioglieva la manifestazione confederale.

Il PCI terrorizzato è arrivato a minacciare l’aggressione fisica. «Se oggi succede qualcosa veniamo subito a prendere te» con queste parole è stato minacciato il compagno Marco Boato e non da un compagno anonimo del Servizio d’Ordine, ma dal presidente provinciale dell’AMPI, compagno Pannocchia.

L’operazione in corso è di una gravità inaudita. Sedi di organismi di massa sono state devastate; alle 6 di stamane anche una radio libera. Radio Sherwood, è stata invasa da agenti con giubbotti antiproiettile armati fino ai denti, mentre stava trasmettendo il GR.
Sono state sequestrate tutte le cassette, compresa quella che stava andando in onda con un discorso di Mellini, e un compagno radicale, Alberto Gardin che ha protestato, e a cui è stato impedito dì telefonare, è stato arrestato. Tutti i compagni arrestati sono avanguardie riconosciute con cui si intende colpire un movimento che è cresciuto con forza in tutta la città e la zona.

A Psicologia e a Medicina sono in corso grosse assemblee che dovranno preparare la risposta di mobilitazione a questa gravissima provocazione.

Il Comunicato dei Collettivi politici veneti

« Compagni, lunedì 21 marzo è scattata a Padova ed in altre città l’operazione che il dott. Calogero preparava già da tempo. Primi risultati (essa è ancora in corso) sono decine e decine di perquisizioni (perquisite, tra le altre, le abitazioni dei professori Antonio Negri, Luciano Ferrari Bravo, Alisa del Re, Sandro Serafini e altri), arrestati (i compagni Susanna Scotti, Errico Ferri, Giacon Celeste, Vincenzo Lovo, Barbara Bucco, Lurco Alberto, Gasparini William, Roberto Ragno, Mauro Carnato) con le imputazioni di associazione a delinquere (art. 416), più altre imputazioni. La maggior parte degli arrestati sono militanti dei collettivi politici padovani.

Questi primi fatti non rappresentano che la punta emergente di una vasta quanto profonda manovra che fa capo alla magistratura, alle forze di polizia e più in generale al Ministero degli Interni e a tutto il quadro politico che sorregge il feroce governo antioperaio e antiproletario di Andreotti. Questa manovra ha lo scopo dichiarato di portare sul banco degli imputati la lotta di classe comunista.

Non si attribuiscono ai compagni solo singoli reati, ma vengono incriminati sulla base degli obiettivi, delle forme di lotta, dei livelli di organizzazione dell’intero movimento. Le accuse principali contro i nostri compagni sono di aver fatto parte di volta in volta e contemporaneamente di tutte le strutture di massa che il movimento si è dato. Ognuno si assuma le proprie responsabilità: la magistratura, le forze di repressione, i partiti di sinistra, i sindacati, le organizzazioni rivoluzionarie. Chiamiamo alla lotta i compagni di tutte le organizzazioni che in vario modo concorrono all’affermarsi vincente del processo rivoluzionario nel nostro paese ».

I numeri del blitz

— Inizio del raid alle ore 5,35 di lunedì mattina.
— 36 perquisizioni, di coi 28 a Padova comune, 3 in provincia, 2 a Milano, 1 a Venezia città e 1 in provincia; 1 Udine città.
10 arresti, di cui 8 a Padova, 1 a Udine, 1 a Venezia e provincia.
— 5 avvisi di reato per associazione a delinquere; arrestato e poi rilasciato Gardin segretario del Partito Radicale (fed. Veneta).
— Sono impiegati 250 agenti del Battaglione Padova, due squadre dell’antiterrorismo veneto e lombardo, le squadre politiche del Triveneto più i carabinieri di Padova.
Sono stati emessi altri mandati di cattura non eseguiti per irreperibilità dei denunciati.
L’operazione è tntt’ora in corso. Secondo molte voci si sarebbero spostate a Padova le autocolonne impiegate nei giorni scorsi a Bologna.

FONTE: Lotta Continua, 22-24 marzo 1977

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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