31 dicembre 1980. Le Br vendicano il blitz di Trani uccidendo il gen. Galvaligi

Alle 19 del 31 dicembre 1980 il generale Galvaligi, responsabile delle carceri di massima sicurezza, è ucciso nell’androne del palazzo ove risiedeva a Roma, mentre rientrava dalla messa insieme alla moglie. E’ la risposta immediata delle Brigate rosse al blitz del giorno prima in cui i Gis dei carabinieri hanno stroncato la rivolta di Trani, usando la mano pesante non solo contro i prigionieri ribelli ma anche contro chi non aveva preso parte alla rivolta.

A far fuoco sono due dirigenti della colonna romana delle Brigate Rosse. Remo Pancelli e Pietro Vanzi si fingono fattorini di un corriere espresso, arrivati a recapitare una strenna di Capodanno. Il comunicato di rivendicazione inviato successivamente ai giornali collegava l’assassinio al sequestro del giudice D’Urso. Il sequestrato è finanche sospettato di aver indicato ai brigatisti il nome di Galvaligi quale mandante del blitz di Trani.

COMUNICATO N.7 DELLE BRIGATE ROSSE, 1 GENNAIO 1981

“La lotta dei proletari prigionieri continua. Il giorno 31-12-1980, alle ore 19.15, un nucleo armato della nostra Organizzazione ha giustiziato il generale dei carabinieri Enrico Galvaligi… Era il braccio destro di Dalla Chiesa da tempi molto lontani. Insieme al suo degno compare aveva organizzato l’Ufficio di coordinamento per i servizi di sicurezza nelle carceri. In concreto, aveva realizzato e pianificato le modalità della strategia di guerra nel carcerari. (…) Galvaligi rappresentava la continuità della linea dell’intervento dei carabinieri dentro il ministero di Grazia e giustizia. Proprio per questo, il boia D’Urso lo conosceva bene. Erano due facce della stessa medaglia. La battaglia iniziata con la cattura del boia D’Urso continua. Nel proseguimento di essa le Brigate rosse sono incondizionatamente al fianco dei Proletari in lotta”.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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