25 ottobre 1963: nasce Cinzia Banelli, la pentita delle nuove Br

cinzia banelli• Grosseto 25 ottobre 1963. Ex terrorista. Prima pentita delle Nuove Brigate Rosse, di cui è stata membro della colonna toscana, arrestata il 24 ottobre 2003 a Vecchiano (Pisa). Radiologa nel laboratorio di endocrinologia dell’Ospedale Santa Chiara di Pisa, padre agricoltore in pensione, madre casalinga, sposata con un Angelo Vairo, all’oscuro delle sue attività criminali. Quando fu arrestata era incinta di quattro mesi. Indicata nel computer di Nadia Desdemona Lioce come “compagna SO”, dal nome di battaglia “Sonia”. I terroristi l’avevano sottoposta a un’inchiesta interna giudicandola inaffidabile. Condannata a 10 anni, 5 mesi e 10 giorni di reclusione per il delitto di Marco Biagi (consulente dell’ex ministro del Lavoro Roberto Maroni, ucciso a Bologna nel 2002) e Massimo D’Antona (consigliere dell’ex ministro del Lavoro Antonio Bassolino, assassinato a Roma nel 1999). La Corte d’Assise d’Appello di Roma le ha ridotto da 20 a 12 anni la pena per quest’ultimo omicidio, riconoscendole di fatto lo status di pentita (Olga D’Antona: «C’è stata una generosità eccessiva»).
• Da «collaboratrice di giustizia», «la commissione speciale del Viminale l’ha ammessa al programma di protezione, ed è la prima militante del terrorismo nostrano a godere di un trattamento riservato per lo più a mafiosi e altri esponenti della criminalità organizzata passati dalla parte dello Stato» (Giovanni Bianconi).
• «Fu il governo Prodi a concedere lo status di pentita e il programma di protezione alla Banelli, mentre il governo Berlusconi aveva respinto per due volte la richiesta. Sulla vicenda non sono mancate le polemiche. Molti ritengono il pentimento non sincero. Per i giudici non è così: “La maternità per Cinzia Banelli – scrive la Corte d’appello di Bologna – ha operato in senso catartico rispetto alla brutalità degli omicidi commessi e giustifica la scelta di pentirsi anche sul piano umano, oltre che giudiziario. Una decisione diretta a offrire a sé stessa e al neonato una prospettiva di vita ben diversa da quella che una militante rivoluzionaria poteva garantire”» (Gilberto Dondi) [Il Resto del Carlino 15/4/2009].
• Il 15 aprile 2009 ottiene gli arresti domiciliari. «Dal carcere di Sollicciano, a Firenze, sarà trasferita nella località segreta dove vivono il marito e il piccolo Filippo, nato in cella. Avrà una nuova identità e un sussidio, come è previsto per i collaboratori di giustizia» (Lavinia Di Gianvito) [Corriere della Sera 16/4/2009].
• Nega di essere stata a Roma il giorno del delitto D’Antona, mentre le tracce del suo telefonino dicono il contrario. Le sue confessioni hanno permesso agli inquirenti di entrare in una parte dei file delle Brigate Rosse e di scoprire più di 180 nomi di politici (tra cui Ciampi e Berlusconi) tenuti sotto osservazione o comunque schedati (Giorgio Dell’Arti) [Vanity Fair, settembre-ottobre 2004].
• «Sono una traditrice per i miei ex compagni, un’opportunista per l’opinione pubblica e non so che cosa per lo Stato ma rifarei ugualmente questa scelta».
• «Ha “sempre militato nell’estrema sinistra”, convinta “della concezione leninista della presa del potere e del ruolo del partito comunista” (Claudia Fusani) [la Repubblica 23/8/2004].
• Biagi fu ucciso il 19 marzo 2002: «Era la festa del papà e in quell’occasione telefonavo sempre a mio padre. Lo feci anche quel giorno, da Porretta Terme, altrimenti si sarebbe chiesto come mai non gli avevo fatto gli auguri. Poi pensai che stavo uccidendo un padre… Ti senti un verme, ma l’idea che lo fai per un fine che consideri più alto ti porta a superare anche questo…».
• «Se Marco Biagi avesse avuto la scorta non saremmo riusciti ad ucciderlo. Per noi, due persone armate costituivano già un problema. Non eravamo abituati ai veri conflitti a fuoco. Avremmo dovuto fare più attenzione, osservare possibili cambiamenti nella situazione del professore. Dovevamo controllare che non fosse solo. Invece arrivò alla stazione di Bologna da solo» [la Repubblica 21/2/2005]
FONTE: Giorgio Dell’Atti/Catalogo dei viventi 2016

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Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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