18 settembre 1956: nasce Claudiana Bernacchia. Si farà bandita per amore

Compie oggi 65 anni Claudiana Bernacchia, “casco d’oro”, un’infermiera diventata una fiancheggiatrice della banda della Magliana per amore. In “Romanzo criminale-La serie” la sua persona ispira il personaggio di Vanessa, interpretato da Veronica Gentili, oggi conduttrice di grido Mediaset. Nella fiction è la donna del “Sorcio” che lascia per mettersi con “Trenta denari” che viene ammazzato dal rivale per gelosia (nella foto). Nella realtà è la donna di Claudio Sicilia (“Trenta denari”) che viene ammazzato perché si pente. E anche lei finisce sotto tiro ma è “graziata” perché intanto è stata messa incinta da Giorgio Paradisi, un fedelissimo di De Pedis. La sua storia ce la racconta Angela Camuso in “Mai ci fu pietà”

Il nido d’amore al Laurentino 38

Il Vesuviano curava pure i contatti con alcuni venditori al dettaglio, ai quali consegnava una cinquantina di grammi di droga alla volta. Molti di questi spacciatori smerciavano al ‘Laurentino 38’, meglio noto come ‘i Ponti’ per la sua particolare struttura architettonica: era una sorta di quartiere pensile, riservato ai pedoni, che fu edificato sul nulla negli anni ’70 con l’idea di dare alloggi popolari ai lavoratori del sud, allora accampati in baraccopoli, ma che era presto sprofondato nel degrado, allorché quelle case furono occupate abusivamente da delinquenti e diseredati di ogni dove.

Sicilia ci andò proprio ad abitare, ai Ponti, esattamente in via Balzac numero 15, insieme alla sua amante e sua assistente fidata, Claudiana Bernacchia, bionda carina soprannominata Casco d’oro. Lei divenne per Sicilia un aiuto indispensabile per continuare a ‘lavorare,’ pur essendo agli arresti domiciliari. L’attività del bandito, d’altra parte, era protetta dal tam tam dei pusher della zona, tossicodipendenti pure loro. A volte il Vesuviano, per ingraziarseli, pagava pranzi e cene al ristorante da far portare a casa di quegli sciagurati. (…)

La dipendenza dalla cocaina

Anche il Vesuviano, che aveva assaggiato la cocaina, per la prima volta, insieme a Marcello Colafigli, diventò cocainomane in pochi mesi. Ciò nonostante, non teneva mai grosse quantità di droga in casa. Una volta, quando era agli arresti domiciliari, incaricò un paio di collaboratori di andare a prendergli dieci grammi di «neve» da due grossisti. Erano i fratelli Mimmo e Franchino Zumpano, calabresi, uno macellaio e l’altro antiquario, anche loro cocainomani tant’è che portavano sempre al collo un «pippotto» in oro, cannuccia corta che serviva per sniffare.

I collaboratori del bandito andarono ubriachi all’appuntamento e l’incontro finì male, a pistolettate: il ferito si presentò sanguinante a casa di Sicilia e la Bernacchia dovette correre da un medico, per farlo medicare. Sicilia, che non era conosciuto come un tipo violento, andò su tutte le furie. Uscì di casa, nonostante gli arresti domiciliari e quando si imbatté in Franchino Zumpano lo sfregiò con un mazzo di chiavi sulla faccia. Non accadde altro. Nel senso che i fratelli, per scusarsi con Sicilia, gli portarono a casa la cocaina che desiderava. (…)

Lui e Antonio Pellegrino, a dire del bandito, erano diventati nel tempo buoni amici e pure le rispettive famiglie. Sicilia raccontò di cene a casa sua e mostrò ai magistrati una foto dove i due erano ritratti insieme, durante un incontro conviviale, insieme a quel cugino di Sicilia, il napoletano Antonio Maisto, camorrista, all’epoca pure latitante. Proprio in virtù di quell’intimità, mentre era in carcere e già iniziava a «collaborare», Sicilia aveva chiesto all’amico avvocato di fargli incontrare una donna di cui era perdutamente innamorato e non riusciva a rintracciare: era Claudiana Bernacchia, Casco d’oro, sua compagna e complice dei traffici di droga.

L’avvocato e il magistrato

La risposta del legale, tuttavia, deluse il bandito. L’avvocato gli sembrò in procinto di tradire quel patto di amicizia.

«L’avvocato Pellegrino mi invitò testualmente a ritrattare ogni mia dichiarazione su Enrico de Pedis, Pernasetti, Paradisi, Carminati… E come piacere personale, in nome dell’affetto tra me, i miei familiari e la sua famiglia, di ritrattare ogni dichiarazione sull’avvocato Manca. L’avvocato era informato sulle mie dichiarazioni rese, persino su particolari marginali… Capii che era a perfetta conoscenza dei verbali di interrogatorio».

Una volta, sempre a detta di Sicilia, Antonio Pellegrino volle regalare al giudice, che a casa aveva una voliera, un merlo parlante e una coppia di uccelli indiani: «Ma sempre a titolo di pura amicizia… – riferirà il pentito – Io li ho personalmente acquistati insieme con Claudiana Bernacchia, in una uccelleria, in una traversa nei pressi di piazza Cavour». Claudio Sicilia racconterà pure che una sera, durante una festa organizzata a casa dell’avvocato Pellegrino, il giudice Ettore Torri gli fu addirittura presentato, sul terrazzo. Il bandito all’epoca era latitante e al party era andato insieme alla sua amata Claudiana Bernacchia. «In quell’occasione Pellegrino mi presentò al giudice con il semplice nome di Claudio», dirà il pentito. (…)

Come salvarsi la vita

Anche Claudiana Bernacchia, Casco d’oro, amante storica di Claudio Sicilia, doveva essere ammazzata. Fu risparmiata perché, nel frattempo, era rimasta incinta di Giorgio Paradisi, all’epoca molto legato a De Pedis. Finì anzi che la banda si servì di lei per riuscire a conoscere in anteprima i dettagli di quanto il pentito stava raccontando. Quella notte febbrile in cui venne fermato l’orologiaio, anche Casco d’oro fu portata in Questura e interrogata. Rilasciata dopo alcune ore, corse subito dagli altri, a informarli che Sicilia aveva deciso di pentirsi. Copie dei verbali del Vesuviano furono poi trovati dalla polizia proprio a casa del nuovo amante di Casco d’oro, Giorgio Paradisi. Quest’ultimo, per essersi legato alla donna dell’«infame», venne progressivamente emarginato dalla banda.

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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