Claudio Cereda pensieri in libertà: nel giorno del ricordo una ricostruzione storica della tragedia delle foibe nel segno della complessità

Claudio Cereda – pensieri in libertà.

(umt) Nella giornata del ricordo una narrazione storica seria della tragedia delle foibe che si sforza di restituire la complessità del caso. Così, tanto per citare, un esempio dovrebbe tacitare parecchi stronzi scoprire che Norma Cossetto era allieva di Concetto Marchese e che il Maestro che ha chiamato i giovani alla lotta armata antifascista fu il primo a imporre che l’Università le rendesse merito con la laurea honoris causa…

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

2 Comments on “Claudio Cereda pensieri in libertà: nel giorno del ricordo una ricostruzione storica della tragedia delle foibe nel segno della complessità

  1. Sarò pure uno stronzo, ma sinceramente l’episodio di Norma Cossetto mi sembra semplicemente uno dei tanti condannabili atti di violenza sommaria, che avvengo durante una guerra di liberazione. Qualificare le foibe come episodio di pulizia etnica è una falsificazione storica da qualunque punto di vista si guardi la cosa. Per non parlare poi delle cifre di infoibati citate da Luigi Papo De Montona ed altri falsificatori, a dar retta loro, uno dovrebbe trovare cadaveri disseminati in tutto il Carso.
    L’Istria e la Dalmazia comunque semmai più che italiane, erano territori della Serenissima prima dell’arrivo di Napoleone.
    Comunque se proprio vogliamo parlare di odio etnico, parliamo degli Ustascia dei quali i camerati guarda caso si dimenticano. Parliamo del tentativo di conquistare Zara ( e non certo per difenderla dai partigiani) che fu respinto dai Carabinieri. Parliamo dei furti e delle umiliazioni nei confronti delle carovane degli sfollati italiani (ce ne è traccia perfino in documenti ufficiali della RSI). Parliamo delle violenze di Ustascia e Domobranci contro gli italiani che arrivarono al punto di demolire perfino le vestigia architettoniche di un passato non slavo ( vedi Leoni della Serenissima, arte romana, etc…)
    Ma io ho il sospetto che qua più che ricordare, si voglia solo fare dell’anticomunismo di bassa lega con punte del solito razzismo anti-slavo, che trasuda da alcune descrizioni del Cederna come questa: “popolazioni slave balcaniche che hanno poi dato largamente prova della propria inciviltà nel momento in cui lo stato Jugoslavo […] si disgregò finendo in una miriade di guerre civili di tutti contro tutti”, come se dietro i motivi reali dietro i recenti conflitti balcanici non fossero stati gli interessi delle grandi potenze vedi USA, Germania e Russia.

  2. ma veramente è Concetto Marchese, con Napolitano e Badoglio, uno dei più grandi paraculi della storia d’Italia.

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