Ricordando Gilberto Oneto, il fondatore dell’identità padana

Il 13 gennaio 1946 nasce a Biella Gilberto Oneto, protagonista per 40 anni delle battaglie culturali per la costruzione di una destra identitaria. Una missione interrotta dalla morte prematura, il 20 novembre del 2015, a Verbania. Architetto, giornalista e scrittore, fu impegnato a traghettarla oltre le secche del neofascismo e della contrapposizione frontale del secolo breve.
Dalle tavole disegnate con lo pseudonimo di “Gamotta” sulla “Voce della fogna” alla fondazione dei “Quaderni padani” ha sempre giocato d’anticipo. Partendo dalla satira della militonteria si è impegnato nella ricerca di un’identità culturale che desse senso e radicamento al progetto secessionista di Gianfranco Miglio.  Fu infatti stretto collaboratore nei primi anni Novanta del professore che orientò la prima stagione della Lega Nord.

La costruzione della Padania come soggetto

Nella sua produzione intellettuale la Padania non ha mai rappresentato una espressione geografica. Gilberto Oneto ha lavorato a un processo di riconoscimento e di costruzione del soggetto. A partire da un intensa ricerca sul piano del simbolo (il Sole delle Alpi) e del mito. Un’attività critica che ha portato avanti anche nella malattia che lo ha portato alla morte. Il suo ultimo lavoro “Il guerrone” rappresenta un’analisi critica delle “nefandezze della prima guerra mondiale”. Nel suo mirino, 40 anni dopo, ancora la berlina per ogni retorica patriottarda e nazionalista. Come ha spiegato in un’intervista al Fatto Quotidiano, il giorno del Centenario dell’inizio della Grande Guerra.

Ieri, la scelta di entrare in guerra che ha portato la morte di un’intera generazione di ragazzi “a causa” dell’Italia (…) a causa delle insane aspirazioni imperialistiche d’Italia, nascoste dal mito delle terre “irredente”,  di Trento e Trieste, del confine orientale. Gli interessi di una casta economica e finanziaria, di una monarchia dai grandi appetiti e le “spinte”  straniere sono state pagate un prezzo altissimo fatto di ragazzi mandati al macello, tribunali, condanne a morte e fucilazioni sommarie, profughi e prigionieri, oltre che un enorme danno economico e di immagine: l’Italia aveva tradito gli alleati senza peraltro riuscire a portare a casa un beneficio concreto.

Un lavoro di revisione in cui Gilberto Oneto si era già impegnato in una lunga serie di trasmissioni radiofoniche, dai microfoni di “Padania libera”, dedicate alla “vera storia d’Italia, dove per criticare il mito del Risorgimento si è spinto persino a citare “Franceschiello”, l’ultimo re delle Due Sicilie.

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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