Anche Dagospia si chiede: com’è morta Valeria al Bataclan

Niente è più inedito della carta stampata. E così ci vuole il formidabile Roberto D’Agostino a informarci – con immediato rimbalzo social: Dagospia è un must – che qualcosa non funziona nella ricostruzione della morte di Valeria Solesin, la giovane ricercatrice italiana uccisa giusto tre mesi fa al Bataclan. In realtà la testimonianza del fidanzato che contraddice le prime notizie è di pochi giorni dopo la strage. Anche io all’epoca mi sono posto qualche domanda, suscitando per altro lo sdegno delle solite anime belle. Il metodo di Dagospia taglia però le corna al toro, col semplice mettere in sequenza il titolo che spiega tutto, la notizia dell’Ansa, l’articolo del Corriere della Sera sul nuovo interrogatorio del giovane:


bataclan

strage del bataclan solesin e il fidanzato

 

QUALCOSA NON TORNA – IL FIDANZATO DELLA SOLESIN, ANDREA RAVAGNANI, RACCONTA AI PM LA NOTTE AL BATACLAN: “RIMASI LÌ, ABBRACCIATO A VALERIA, FINCHÉ UNA TESTA DI CUOIO MI DISSE: È FINITA” – EPPURE DOPO LA STRAGE, VALERIA FU CERCATA PER GIORNI E IL FIDANZATO DISSE CHE SI ERANO PERSI DI VISTA DURANTE L’ATTACCO…

Andrea Ravagnani: “Mi è sembrato che avessero il viso coperto. Sparavano ad altezza d’ uomo… Sentivo i terroristi che continuavano a sparare, e noi ci siamo stesi a terra, ero abbracciato a Valeria…” –

(ANSA) – 14 NOVEMBRE 2015 – Neppure il fidanzato di Valeria Solesin, la giovane veneziana, che ieri sera si trovava al Bataclan a Parigi, ha notizie di lei. Andrea Ravagni si trovava nel locale, al concerto, con la ragazza, con sua sorella Chiara e il fidanzato di quest’ultima, Stefano Peretti, di Verona. “Al momento dell’attacco terroristico con Valeria si sono persi e tuttora non si hanno notizie della ragazza” spiega all’ANSA la zia di Andrea e Chiara Ravagni, Flavia Angeli, che ha sentito oggi al telefono Peretti.

2 – IL RACCONTO «A TERRA NEL BATACLAN, ABBRACCIATO A VALERIA»

Andrea Priante e Elisabetta Rosaspina per il“Corriere della Sera”

 Non si sentono più raffiche, soltanto lamenti. Una mano scuote leggermente la spalla di Andrea: «È tutto finito! Alzati!», lo incoraggia un agente delle forze speciali francesi. Dal pavimento, dove si era buttato due ore prima con Valeria, cercando di proteggerla dalla selva di proiettili che i tre terroristi stavano scaricando sulla folla in platea, Andrea è il solo dei due a rimettersi in piedi. Attorno a lui, tanti altri corpi immobili e insanguinati, come Valeria. L’abbraccio che quella sera avrebbe voluto unire anche i loro destini si scioglie per sempre. È tutto finito. Ma i ricordi, dolorosamente indelebili, servono ancora agli investigatori per ricostruire con precisione la dinamica della strage più cruenta compiuta in Francia dalla fine della Seconda guerra mondiale. Andrea Ravagnani, il fidanzato di Valeria Solesin, l’unica italiana tra le 93 vittime della carneficina alla sala concerti del Bataclan, a Parigi, la sera del 13 novembre scorso, è tornato ieri in Procura a Venezia, alla sede della Direzione distrettuale antimafia, per incontrare il capo dell’ Antiterrorismo, Adelchi d’Ippolito. (…)

Informazioni su

Ugo Maria Tassinari è l'autore di questo blog, il fondatore di Fascinazione, di cinque volumi e di un dvd sulla destra radicale nonché di svariate altre produzioni intellettuali. Attualmente lavora come esperto di comunicazione pubblica dopo un lungo e onorevole esercizio della professione giornalistica e importanti esperienze di formazione sul giornalismo e la comunicazione multimediale

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